CULTURA & SOCIETA'

La lezione di Gino Cecchettin alla Chiaiolella

Giovedì sera abbiamo assistito con grande partecipazione alle parole di Gino Cecchettin, ospite della serata inaugurale della Fiera del Libro sul lungomare della Chiaiolella. “Quando è mancata mia moglie Monica ho capito che noi padri siamo insufficienti: lei, mamma grandiosa, nel colloquio con i figli toccava corde speciali, io ho dovuto imparare. Giulia più di tutti mi ha fatto capire l’importanza del dialogo costante. Dopo quasi un anno, appena ritrovato un po’ il sorriso in famiglia, siamo stati ritravolti: pensavo fosse difficile attraversare la perdita di una moglie, ma quanto vissuto con Giulia è di un ordine di grandezza maggiore, ha squassato la mia esistenza. Con Elena e Davide, gli altri due miei figli, mi confronto su ogni progetto. Mi hanno incoraggiato anche a costo di sacrificare qualche ora tra noi. Elena dopo aver letto il libro mi ha scritto: ‘Sono fiera di un papà come te’. La vicenda di Giulia va oltre la comprensione umana: una cosa così non si governa con i sentimenti, ci vuole razionalità. Ho capito subito che se mi fossi concentrato sulla rabbia invece che su quello che di positivo potevo fare, sull’amore per mia figlia e sul bene che lei ci ha lasciato, sarei uscito pazzo. Si può perdonare una marachella, un tradimento, qualcosa che ti consente di andare avanti, con un omicidio è difficile. Sono umano, non so se mai ci arriverò”.

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