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La lunga notte della festa a mare agli scogli di Sant’Anna

Di Isabella Puca

Foto Franco Trani

Ischia – Si archivia con la vittoria della barca dell’Associazione isola dei misteri di Procida questa 84esima edizione della festa a mare agli scogli di Sant’Anna, una vittoria condivisa da tutti gli spettatori della baia che, con un boato e con suoni di sirene, hanno accolto la notizia del vincitore. Un’edizione per la quale non sono mancate le polemiche né è mancata la magia che, ogni 26 di luglio, si ripresenta, al calar del sole, nella splendida baia di Cartaromana. A presentare la serata, come l’anno scorso, le giovani voci di Gennaro Monti e Ivan Assante. Bellissimi i giochi di luci e d’ immagini proiettati sul Castello Aragonese; è stato da lì che è partito il conto alla rovescia che ha dato ufficialmente inizio alla festa. Mentre le voci dell’Odissea riempivano la baia vestita a festa, una barca addobbata come si usava fare un tempo si portava al centro della baia; sulla prua una partoriente come a ricordare le origini di quella tradizione quasi secolare. Madrina di questa edizione della festa Lina Sastri seduta in giuria insieme ai componenti dell’Associazione Costumisti e Scenografi; a presiederla quest’anno Salvatore Ronga con la speranza che si avvii una bella consuetudine che vede presidente di giuria il direttore artistico della passata edizione. Largamente reinterpretato dalle quattro associazioni che hanno costruito le barche il tema assegnato quest’anno: Ulisse e il suo ritorno verso casa, il viaggio per eccellenza, quello dell’Odissea. A sfilare per prima è stata la barca della Pro Loco Lacco Ameno,  Scilla e Cariddi e l’imprevisto per loro che, però, c’è stato davvero.  Piccoli problemi tecnici hanno ritardato l’inizio della sfilata di qualche minuto, ma non la suggestione del tema: Ulisse come un qualsiasi migrante che cerca dall’Europa un approdo sicuro. Due le zattere sul quale si è svolta la scena, mentre Ulisse era su ancora un’altra imbarcazione. Il ritorno di ogni barca è stato poi accompagnato dalla musica di Salvio Vassallo e Valentina Gaudini, una piacevole scoperta che accompagnò la serata della festa già lo scorso anno.  La barca dell’isola dei misteri di Procida ha sfilato per seconda, anche per loro la storia di Ulisse reinterpretata in modo moderno.  Ulisse è, infatti, un navigante procidano che approda in Francia e poi in India. A indicare l’arrivo in ognuno di questi luoghi è stata una lunga e curata coreografia. L’Ulisse procidano ha creduto di innamorarsi di ciascuna di queste donne, ma poi dalla torre più alta ha rivisto la sua Penelope, l’unica donna della sua vita. Da qui la grande festa del suo ritorno a casa. Colpi di scena tra luci e coriandoli e uno striscione dal chiaro segnale “L’ospedale non si tocca”. Nonostante la scenografia fosse curata su tutti i lati, con disegni fluorescenti delle costellazioni nella parte retrostante, è un gran peccato che la scena si sia svolta solo dinanzi la giuria. In molti di quelli che erano presenti sulle barche e sugli scogli si sono infatti lamentati del non aver potuto godere a pieno della rappresentazione. “L’incantesimo del fiore” è, invece, il titolo della barca della Pro Loco Casamicciola, terza a sfilare. Accurata la scenografia realizzata da Giuseppe Piro, Giustina Gigante e Angela Impagliazzo. Nei testi scritti da Filippo Castagna, il viaggio di un Ulisse moderno, un migrante alla ricerca della nuova patria. Da una parte i lotofagi che accolgono Polifemo, dall’altra Ulisse che li allontana. Semplice, ma efficace, la costruzione della zattera. “La patria di Ulisse è la patria di tutti” recita il testo alla fine mentre giochi di fuoco e di acqua hanno accompagnato  la danza di due ballerine all’interno di due sfere di plastica cullate dalle onde. Una bella idea che forse, però, la giuria non ha saputo apprezzare.

Ultima a sfilare è stata la barca di Ischia dal titolo “Il mito di Pandora e la magia dell’isola verde”. Protagonista della scena è Ulisse che si dirige verso l’ isola di Pandora; è solo su di un gozzo per poi raggiungere l’isola dove è avvenuta la famosa apertura dello scrigno dal quale è fuoriuscito un mostro a più teste. Ucciso da Ulisse resta sul fondo la speranza rappresentata dal verde dell’isola. È comparso cosi un quadro di inizio ‘900 con pescatori, contadini e le comare. La chiesa, posta in alto e al centro, rappresenta tutti i comuni e la loro fede per San Giovan Giuseppe, “’u zellusiell”, San Gabriele “o giovane”, Santa Restituta e San Vito. Una scena su tutti e 4 i lati della barca che é riuscita a coinvolgere tutti gli spettatori assiepati nella baia. Alla fine della sfilata delle quattro barche ha preso la parola Mariagrazia Nicotra, direttrice artistica di quest’edizione, «quest’edizione è dedicata ai viaggi, al mare, al nostro tappeto di sale. Quando torniamo sull’isola abbracciamo i nostri cari e questa festa è dedicata a tutti coloro che partono. Siamo cittadini del mondo e vogliamo lanciare questo messaggio positivo dalla festa di Sant’Anna: Ischia è pronta ad accogliere il mondo e l’accoglienza è donna da quando questa ha un bimbo in grembo a quando si aspetta un figlio che rientri a casa». È stata la Nicotra a salutare tutte le mamme e fare un augurio a tutte le Anne presenti nella baia per poi introdurre Lina Sastri, madrina della festa di quest’anno, «trovo straordinario che ci sia l teatro sul mare – ha detto l’attrice – c’è musica, parola e coraggio di sceneggiare la cultura. Questa di Sant’Anna è una festa popolare di teatro sul mare, una festa difficile da organizzare e sono felice di esserne madrina». Per lei due omaggi creati da artigiani del posto.  Il vice sindaco Enzo Ferrandino ha poi portato il saluto dell’amministrazione tutta, «quello di stasera è uno scenario incantevole, sotto lo scintillo delle stelle e grazie alla generosità del popolo ischitano si è assistito a una magica serata. Gli ischitani hanno un rapporto  viscerale con la festa, sia che siano qui nella baia, sia che siano lontani da casa. Grazie soprattutto ai costruttori. Ne approfitto per  testimoniare la  solidarietà a Procida per la questione dell’ ospedale noi non muoveremo un passo indietro verso quelli che sono i nostri diritti sanitari». Sul palco di Sant’Anna è poi tornato un personaggio storico applauditissimo dal pubblico, la voce storica della festa, Beppi Banfi, che ha ricevuto un premio, «sono emozionato. Spero di aver dato il mio contributo alla festa. Ho iniziato tantissimi anni fa con Giacomo Deuringher;  davo una mano a montare gli impianti e mi facevano fare delle voci. Posso dire che la festa si presenta da sola noi dobbiamo solo commentarla». È stato lui che, invitando il pubblico a far luce con i telefonini, ha dato il via alla votazione per il premio Domenico Di Meglio, assegnato all’unanimità alla barca dell’isola dei misteri di Procida. Dopo la performance musicale di Keeniatta, ex di The Voice of Italy, sul palco anche Salvatore Ronga presidente di giuria con il verdetto finale arrivato parecchi minuti dopo la mezzanotte. Il premio Andrea Di Massa  é andato alla barca di Ischia, costruita insieme dalle associazioni Largo dei Naviganti e parrocchia Santa Maria Assunta, mentre a Casamicciola Terme é andato sia il premio Funiciello per il miglior bozzetto che il premio Nerone. Suspance per la classifica che ha rivelato alcune sorprese, al quarto posto si é classificata la barca di Casamicciola, al terzo quella di Ischia; medaglia d’argento invece per Lacco Ameno. Procida si è aggiudicata il primo premio consegnato dalle mani della madrina Lina Sastri. Qualche polemica sul quarto posto di Casamicciola e sul secondo di Lacco Ameno da parte dei costruttori, ma si sa, la festa è anche questo. Spettacolare l’incendio del Castello Aragonese, maestoso lo spettacolo piromusicale di circa 30 minuti a cura della pirotecnica Santa Chiara che ha illuminato la baia da diversi punti, accontentando davvero tutti. E se anche qualcuno si è lamentato della durata della festa, che non è mai stata così lunga come quest’anno, lo spettacolo finale ha addolcito tutti rimandando l’appuntamento con la trazione al prossimo anno.

 

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