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La Madonna “scampata” al crollo diventa il simbolo della rinascita

Per ripartire ci sarà tempo, e probabilmente ci vorrà tempo. Ma in un panorama decisamente a tinte fosche, arrivano messaggi e fatti che invogliano alla speranza. Ed a credere che ci sarà un domani migliore e che voltare pagina sia effettivamente possibile. La vicenda che raccontiamo la si può sintetizzare così: La Chiesa è crollata, ma la fede, quella no. Casamicciola Terme e la sua gente celebrerà in ogni caso il Settenario all’Incoronata Madre dei Dolori. La Madonna tanto amata dai fedeli casamicciolesi ed isolana sarà presso la Chiesa di San Gabriele dell’Addolorata (Padri Passionisti) dalla giornata di ieri oggi e fino a tutto il 17 settembre, dal momento che il luogo di culto del Maio nel quale si trovava è crollato dopo il sisma del 21 agosto. Già, una storia che profuma quasi di miracolo e che in molti ricorderanno. Era il 22 agosto, la sera precedente un violento sisma aveva causato danni, distruzione e morte nella zona alta della cittadina termale. E dalla Chiesa di Santa Maria del Suffragio crollata al Maio, ecco venir fuori – recuperata dai vigili del fuoco – la statua della Madonna, intatta.  Le ferite del terremoto erano ancora tante, ma non mancò chi esclamò, non senza un pizzico di commozione “la Madonna non ci abbandona”. Quella statua si rese protagonista di una processione davvero insolita, passeggiando tra le macerie e nonostante tutto quello che era successo in tanti si fermarono a baciarla. Le forze dell’ordine, poi, l’avrebbero condotta lontano dai luoghi del terremoto, unitamente ad una serie di oggetti sacri ed opere d’arte recuperate dalla Basilica di Santa Maria Maddalena.

Don Gino Ballirano, già all’epoca non ebbe dubbi: “Per noi è un vero simbolo, la Madonna è rimasta intatta in una chiesta letteralmente crollata. Qui la gente è veramente legata a questa icona”. Che già all’epoca diventò un simbolo di speranza. E che adesso lo è ancora di più. Perché il settenario dedicato alla Madre dei Dolori, nonostante un luogo di culto che non c’è più, si svolgerà regolarmente. Un modo per rinascere, per provare a cominciare a mettersi alle spalle un episodio drammatico e che resterà per sempre impresso nella mente di tanta, troppa gente. Eloquente, a riguardo, il messaggio del sacerdote don Gino Ballirano, che accompagna il programma della manifestazione che si concluderà come detto domenica prossima: “Carissimi fratelli e sorelle, con il terremoto tutti abbiamo sperimentato la fragilità della condizione umana. Molti con la casa hanno perso tutti i sacrifici di una vita. Ma ora è tempo di risorgere. Gesù ci chiama a una nuova vita, a convertirci, a lasciare da parte il peccato e tutto ciò che ostacola il nostro rapporto con il padre e i nostri fratelli. Ricostruiamo la nostra vita partendo dalla parola eterna di Dio, che è la nostra roccia, il nostro rifugio, che neppure i terremoti possono scalfire. Così ha fatto Maria, nostra dolcissima Madre. Aggrappiamoci a Lei in questo momento. Ella ci consolerà come ha fatto ai piedi della croce con il Figlio suo, il più bello dei figliuoli”. E, forse, davvero rappresenterà l’icona di un nuovo inizio. Casamicciola, in fondo, non chiede altro.

Gaetano Ferrandino

Foto Enzo Rando

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