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La malattia che non blocca il cervello e il mio progetto

DI ANNALUCIA MIRAGLIUOLO

E’ uscito qualche giorno fa su un giornale locale un articolo che mi ha lasciato sconcertata. Finalmente chi scrive esprime ed esterna il suo vero pensiero: innanzitutto vorrei ricordare agli estensori del servizio giornalistico che non è mio costume offendere, semmai preferisco al contrario invitare tutti noi, me compresa, ad essere preparati su ciò che andiamo a dire o a fare nel rispetto prima di noi stessi e di conseguenza del nostro prossimo. L’ho detto sempre a tutti e lo ripeto, siamo responsabili di come la nostra società è stata ridotta in tutti i contesti ed ambiti, perché si sono persi una serie di valori che la caratterizzavano. Vengo attaccata su un argomento a mio avviso importante e sul quale abbiamo lavorato a lungo profondendo ogni sforzo perché si arrivasse a una svolta significativa che producesse un tangibile risparmio economico a beneficio della comunità.

Il progetto al quale abbiamo lavorato, a beneficio di chi non lo sapesse, riguarda l’installazione di un impianto di mini digestione anaerobica a solido, un sistema tecnologicamente avanzato che ridurrebbe gli effetti registrati nelle cosiddette “terre dei fuochi”. L’energia elettrica prodotta da questo impianto è ad impatto zero: insomma, il mio consiglio è quello di documentarsi come si conviene prima di scrivere a riguardo. Ma la cosa più squallida che emerge dall’articolo in questione è la pochezza di moralità. Infatti parlando in modo offensivo della mia malattia si evidenzia una volta di più la scarsa conoscenza della materia, anche nello specifico.

Voglio spiegare ancora una volta che la malattia in questione toglie la possibilità di muoversi ma non blocca certamente il cervello che continua a funzionare in maniera eccellente. E che io ho deciso di mettere a disposizione della comunità casamicciolese. A volte le persone, nonostante dispongano di due braccia e due gambe e pure di un cervello che dovrebbe funzionare, restano alla mercé di chi tira le fila come si fa con i burattini. Tutti potrebbero far funzionare la loro testa se solo si riappropriassero di moralità e rispetto verso sé stessi. Io sono una persona libera e la mia malattia, stranamente, mi ha reso ancor più libera di poter esprimere il mio pensiero su ogni argomento e di farlo senza timore alcuno.

Vorrei ribadire che solo riappropriandoci dei veri valori riusciremo a imprimere un tangibile cambiamento della nostra società e dell’isola che dobbiamo lasciare in eredità ai nostri figli. E’ arrivata l’ora di dare un senso alla nostra esistenza e voltare pagina, offrendo incondizionatamente il proprio contributo alla crescita o se preferite alla rinascita. Ho scritto anche al ministro Sergio Costa per fare in modo che lo stesso governo prenda una decisione netta e decisa riguardo all’argomento: insomma, come potete notare non è certo la mia malattia a fermarmi e vi assicuro che non mi fermerò mai perché credo fermamente in questa soluzione che la scienza mette a disposizione. Pertanto diffido qualche pseudo giornalista a fare il mio nome e soprattutto etichettarmi come una persona “non libera”, cosa che non corrisponde assolutamente al vero: al contrario, vorrei che tutti sapeste che sono una donna determinata, con entusiasmo e passione, che cerca di portare a termine quello che ha iniziato.

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EX ASSESSORE CASAMICCIOLA TERME

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