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La malattia, poi la rinascita: la storia di Concy

La vita non è mai una sola: nel giorno in cui si celebra la Festa della Mamma il nostro giornale racconta una storia davvero straordinaria, con l’amore che vince su tutto

A volte ti prende a schiaffi e non possiamo fare niente, solo ubbidire agli eventi ed essere forti. Anche se siamo fragili steli che un vento leggero può spezzare, le donne resistono, combattono guerre personali più forti di loro, e rinascono a nuova vita. Un po’ come le porcellane giapponesi anche se ferite, vengono sigillate con un filo d’oro per essere più preziose di prima. Nel giorno della festa della mamma vi vogliamo raccontare una storia che profuma di mamma, di impasto, di cose fatte a mano che riportano a rivivere ricordi che non moriranno mai.

Concy scopre la malattia improvvisamente, con un controllo di routine: “Quel giorno non dovevo andare e pensare che mi fecero i complimenti perché facevo la prevenzione, non avevo capito niente che quella volta era il turno mio. L’ho scoperto il giorno del mio compleanno, dopo la rabbia iniziale, per la paura di affrontare questo salto nel buio, ho cercato di raccogliere tutto il mio coraggio e di affrontare la malattia a viso aperto e l’ho sfidata. Devo dire che ho avuto tutta la mia famiglia accanto, che mi ha sostenuto e che si è presa carico di tutto il mio percorso. Adesso lo racconto ma viverlo è tutt’altra cosa. Sono stata operata a Verona, spesso sono stata sola per le cure, che non sono affatto una passeggiata, ho vissuto sulla mia pelle gli effetti indesiderati dei farmaci, vedere cadere i capelli a ciocche, fino a diventare calva, camminare con il capo coperto da un foulard, come un distintivo, ma non m’importava, volevo vivere, volevo riappropriarmi della mia vita, avevo una guerra da vincere e ho combattuto con un arma che vince su tutto, è l’amore, sono una donna di fede e la mia famiglia mi ha guardata con gli occhi pieni di quell’amore che avevo bisogno. Mi hanno fatto sentire bella, quando pensavo di non esserlo più, mi hanno coccolato e mi hanno fatto capire che sono un tassello fondamentale per loro e non li potevo deludere e allora sorridevo anche quando mi mancavano le forze. Certe cose purtroppo non le scegli, capitano e all’improvviso. Mi sento fortunata, porto nel cuore tutte le donne che hanno combattuto e che purtroppo non ci sono più, io lo posso raccontare anzi, lo devo raccontare, mi sento responsabile, voglio dare coraggio, voglio essere un faro di luce verso tutte le donne che stanno combattendo ancora”.

“Sono qui a testimoniare per loro – aggiunge Concy – la battaglia si può vincere, la prima arma è la prevenzione. E grazie ai controlli preventivi che ho scoperto la malattia in tempo, altrimenti non mi avrebbe dato scampo e mi avrebbe tolto il respiro per sempre, strappandomi ai miei affetti e alla vita. Quando stavo da sola a Verona, non mi sono abbattuta, pensavo spesso a mia madre che purtroppo ho perso durante la malattia e ringrazio Dio perché non aveva capito nulla e non ha condiviso con me questo percorso doloroso. Però riaffioravano i ricordi e i suoi insegnamenti, lei ha trasmesso a me e a mia sorella Eleonora il genio femminile, l’arte del bello, del saper fare, di dare nuova vita anche alle cose vecchie, e poi ci ha insegnato a fare la pasta. Il profumo di casa, il calore della cucina, prima di ogni Natale, iniziavamo insieme a fare la pasta fatta in casa, tortellini, tagliatelle stese per casa che danzavano appese, sono ricordi che mi hanno formato, che rimangono indelebili racchiusi nel cuore. Quest’estate un po’ strana per tutti, a causa della pandemia, per caso delle ragazze olandesi chiedevano se a Ischia si poteva partecipare ad una cooking class, senza esitare ho accettato. È stata un’esperienza bellissima che ho vissuto insieme alle ragazze straniere, le ho insegnato come fare la pasta nella mia cucina, abbiamo steso sfoglie, appeso tagliatelle e farcito ravioli , fra risate e caffè e mi è piaciuto tanto. Mi ha riportato indietro nel tempo e questa volta ero io che insegnavo qualcosa, mi sono sentita mia madre, l’ho sentita viva, mi riecheggiava persino nella mente, quando mi rimproverava che non avevo fatto bene. Certi ricordi non muoiono mai, sono dei fili invisibili che non si spezzeranno mai, ho iniziato a impastare, e ne ho fatto il mio hobby, mi da gioia e soddisfazione, lo faccio per me, per gli amici e ho un sogno nel cassetto che spero si possa avverare, ho una pagina Facebook e Instagram, “In cucina con Concy”, dove pubblico tutto ciò che riesco a fare con le mani, mio figlio per compiacermi mi ha fatto fare un logo, è importante ricominciare, rinascere anche se per farlo, ero precipitata nel buio dell’incertezza, ma adesso sono qui e non voglio sprecarla questa vita.

A volte basta poco per essere vicino alle persone, anche una parola può servire, seguo tante donne che stanno affrontando quello che ho passato io, cerco di infondere il coraggio di non lasciarsi andare, cerco di non farle sentire sole, ho un gruppo di amiche dove ci confrontiamo, per loro sono un esempio da seguire, una roccia e allora mi sento responsabile, anche se sotto questa corazza che la vita mi ha insegnato ad indossare, c’è una donna fragile, sensibile, che ha lottato per la vita, per vedere ancora la serenità negli occhi di mio marito e dei miei figli. Dopo la malattia vedo le cose con altri occhi, come se fossi nata un’altra volta e ho cercato di farne risorsa, era sprecato tenere per me, tutto l’insegnamento di mia madre, adesso sto iniziando a studiare e a sperimentare nuove ricette, è un modo per sentirla vicina, il legame con la mamma non muore mai, a volte ci prendiamo una pausa, ci facciamo prendere da tante cose, per poi ritornare al punto di partenza, insegnare a fare la pasta è un modo per farla rivivere, mi aiuta, mi da’ la carica per non mollare mai. E mi ha fatto scoprire un’altra me, forte e coraggiosa che non si è piegata alla malattia, l’ha guardata e con gentilezza l’ha invitata ad andare via”

Concy ha voluto condividere la sua esperienza nel giorno della festa della mamma, la vita le ha concesso un’altra opportunità, la vita non è mai una sola, anche se a volte certe cose capitano, e non si scelgono è il modo come si affrontano che fa la differenza. Lo ha voluto raccontare per tutte le donne che non hanno avuto più voce, perché il destino ha voluto così e adesso guarda la vita con occhi nuovi, grata di tutto l’amore che ha dalla sua famiglia, il vero motore della vita e come dice Concy- l’amore vince su tutto.

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