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La mamma e la lotta all’anoressia: vi racconto il dramma di mia figlia

Ischia – «Il malato di disturbi alimentari è come un insetto che si trova imprigionato in una ragnatela. Mia figlia ha toccato il fondo, non ha rischiato di morire, è proprio morta, più volte. Definire inferno ciò che abbiamo passato è poco. L’anoressia, così come la bulimia, è una malattia invisibile». É la mamma di Gilda a parlare. Il nome è inventato per una storia fin troppo vera che decidiamo di raccontarvi oggi che in tutta Italia si celebra la giornata del fiocchetto lilla contro i disturbi alimentari. Nessuna intenzione di spaventare il lettore, ma quello di informare per capire che il problema non è solo delle modelle viste in televisione, ma appartiene, purtroppo, anche alla nostra isola. Gilda ora pesa 46 kg per 1 metro e 70 di altezza e il suo disturbo alimentare dura da circa 16 anni. Accanto a lei, in ogni fase della sua malattia, c’è la sua mamma, una donna forte come una roccia che, tra una sigaretta e l’altra, ha deciso di raccontare la loro battaglia quotidiana contro una malattia che proprio non le lascia in pace. «Il disturbo alimentare di mia figlia – ci racconta – si è manifestato quando andava in seconda media. Aveva 12 – 13 anni. Due o tre volte a settimana restava a scuola anche il pomeriggio, mi diceva che a pranzo aveva mangiato il panino e io mi fidavo, ovviamente, forse un po’ troppo. Stessa cosa durante l’estate, quando mi diceva che mangiava il panino in spiaggia o che cenava con gli amici. Piano piano, però mi rendevo conto che dimagriva e allora è arrivato l’inferno. Quando arrivano i sintomi, significa che ormai la malattia già c’è. Informandomi, però, una pediatra raccontava di alcuni comportamenti che si hanno nell’infanzia che possono essere dei campanelli d’allarme e manifestare l’arrivo della malattia. In effetti, lei li aveva. Doveva mangiare 7 poppate, ne mangiava 6, ma cresceva, stava bene. Quando ha iniziato a mangiare, preferiva solo alcune cose e per farla contenta l’assecondavamo. Se cercavi di farla alimentare con altre cose, le veniva da rimettere…

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