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La mannaia del Tar sul PUC Di Forio

I giudici della VI Sezione del tribunale amministrativo emettono l’ordinanza di sospensiva accogliendo un ricorso presentato contro la validità del piano urbanistico comunale. Si entrerà nel merito soltanto il prossimo 21 dicembre: l’atto fu votato al termine di un consiglio comunale burrascoso

Arriva come un fulmine a ciel sereno, anche se evidentemente chi aveva deciso di fare ricorso all’autorità giudiziaria aveva le sue ragioni di pensare che ci fossero chances da potersi giocare. Torna in discussione il PUC (Piano Urbanistico Comunale), che è stato votato dal Comune di Forio con tutta una serie di atti burocratici che sono passati a più riprese sia per la giunta municipale che per il consiglio comunale.

La sesta sezione del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Campania ha infatti emesso la propria ordinanza sul ricorso che era stato proposto da Federico Pellegrino e Teresa Marina Guido, rappresentati e difesi dagli avvocati Alberto Pepe e Federico Pellegrino contro il Comune di Forio, come da prassi rappresentato dal sindaco pro tempore, a sua volta difeso dall’avvocato Valerio Barone, ma anche contro il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e la Città Metropolitana di Napoli . Ma ovviamente Nel contenzioso giudiziario si erano inseriti ad adiuvandum anche alcune associazioni quali “Verdi Ambiente e Società” rappresentata dai legali Gaetano Rocco Fusco ed Anna Acampora. Ovviamente i ricorrenti chiedevano l’annullamento di una serie di atti, su tutti la delibera di consiglio comunale n. 33 del 29 dicembre 2020, quella con la quale evidentemente si approvava il Piano Urbanistico Comunale. Ma anche su tutta una serie di atti che avevano preceduto la fatidica seduta di civido consesso, tra delibera di giunta, note della Soprintendenza e finanche una articolata serie di decreti dirigenziali.

Nella sua ordinanza i giudici (presidente Santino Scudeller, consigliere ed estensore Carlo Buonauro, primo referendario Angela Fontana), accolgono la richiesta di sospensiva formulata dalle parti ricorrenti scrivendo: “Rilevato che – in ragione del non contestato contrasto (attuale per l’immediata operatività delle contestate previsioni e non meramente potenziale in quanto asseritamente correlato con le ipotizzate modifiche degli strumenti di pianificazione sovracomunale) con il Piano Territoriale Paesistico e dei conseguenti riflessi anche di carattere procedimentale (con riguardo alla necessità di acquisire nuova e riscontrata dichiarazione di coerenza da parte della Città Metropolitana di Napoli), il ricorso appare allo stato sorretto da fondate censure con conseguente accoglimento dell’istanza cautelare anche al fine del riesame dal parte dell’amministrazione delle impugnate determinazioni”. Ma non è tutto perché lo stesso Tar ha stabilito che si pronuncerà nel merito in un arco di tempo non propriamente ravvicinato. Se ne parlerà in buona sostanza il prossimo 21 dicembre, insomma il PUC foriano (che effettivamente fu al centro di tante polemiche ma era sempre stato difeso dall’amministrazione comunale con in testa il sindaco Francesco Del Deo) dovrà aspettare ancora un bel po’ per poter vedere ufficialmente la luce, sempre che dalla magistratura amministrativa non arrivino altre brutte sorprese.

il Piano urbanistico comunale. Foriano fu approvato in occasione dell’ultima seduta di civico consesso dello scorso anno solare, che fu peraltro abbastanza burrascosa. Il consigliere Ignazio Di Lustro, ad esempio, lamentò l’inadeguato approfondimento del dibattito, mentre Enzo Di Maio a sua volta evidenziò la carenza di atti a disposizione dei consiglieri comunali, circostanza che secondo l’esponente di minoranza avrebbe reso illegittima la convocazione dell’assemblea. Poiché non fu stato possibile esaminare gli atti, relativi a una documentazione piuttosto voluminosa su un argomento così importante, Di Maio chiese la sospensione della trattazione e la fissazione di un termine, almeno oltre il 20 gennaio, per dare modo ai consiglieri di studiare gli atti ma ovviamente non fu accontentato. Eppure si sosteneva che le carenze riguardassero una serie di tavole, pareri e carte incluse nel Piano urbanistico. L’architetto Marco Raia, responsabile del procedimento, illustrò le sezioni del sito dove esse potevano essere consultate, ma l’opposizione ribadì l’assenza sul sito on line nella sezione “amministrazione trasparente” delle tavole elencate e dei pareri. Da parte sua, il presidente del consiglio comunale Michele Regine sottolineò la presenza di tutti gli atti presso la Segreteria. Su questa pregiudiziale la discussione si protrasse a lungo con la minoranza che continuò a sostenere la necessità di ottenere la documentazione integrale, comprese le note inserite nei pareri, mentre l’amministrazione, anche tramite l’architetto Marco Raia, una volta di più volle rimarcare di aver messo a disposizione tutti gli allegati e i pareri, perché era tecnicamente impossibile fornire la documentazione di ogni singolo passaggio dal 2015 a oggi. L’avvocato Di Maio insistette per la proposta di sospensiva per la trattazione dell’argomento ma il presidente Michele Regine mise ai voti tale richiesta che venne respinta dalla maggioranza. A decretare lo stop, dopo alcuni mesi, ci ha pensato il Tar.

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