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La memoria dei marinai di Ischia nella Pineta Mirtina

Ieri mattina la cerimonia di intitolazione dell’area alle Capitanerie di Porto e a coloro che hanno dedicato la vita al mare

Ricordare il passato per costruire il futuro di Ischia. Proprio il ricordo dei marinai che hanno dedicato la vita al mare ha rappresentato il cuore della cerimonia svoltasi ieri mattina nella Pineta Mirtina di Ischia, dove un’area è stata intitolata “ai Marinai di Ischia e alle Capitanerie di Porto”. Al cospetto dei sindaci dell’isola e degli esponenti di tutte le forze dell’ordine, dalla Guardia Costiera alla Polizia di Stato, da Carabinieri alla Guardia di Finanza e ai dirigenti scolastici degli istituti isolani, si è dipanata la presentazione dell’area. A fare gli onori di casa il sindaco Enzo Ferrandino, che in un discorso molto sentito ha ricordato la grande tradizione marinara dell’isola d’Ischia attraverso tanti ischitani che hanno solcati i mari e gli oceani. Ed è ad essi che si è voluto rendere omaggio, così come a quelli che tuttora in tutte le Capitanerie di porto del Paese prestano la loro opera, pronti a venire in soccorso di chi si trova in difficoltà o rischia la vita in mare, anche a costo di mettere a repentaglio la propria. Il sindaco ha inoltre ricordato il grande e doloroso capitolo dei marinai isolani caduti durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale: nomi e cognomi tuttora molto comuni e radicati sul territorio dell’intera isola,«un’isola – ha dichiarato il primo cittadino – di contadini e pescatori che non esitò a dare il proprio pesante contributo di vite umane». Molti caddero in battaglia, altri perirono in mare, e non va dimenticata la tragedia delle famiglie che subirono tali perdite. «Spetta a noi, figli, nipoti e pronipoti, recuperare la memoria di tutti i caduti in mare e il valore dell’opera di coloro che, sotto la sensibile guida del Comandante generale della Capitaneria di porto Ammiraglio Pettorino, presente oggi tra noi, svolgono missioni umanitarie e di soccorso ai profughi che da ogni parte d’Africa accorrono verso le nostre coste, sperando in un futuro migliore per sé e per i propri figli». Il sindaco ha voluto rimarcare che la cerimonia, attraverso la simbolica piantumazione di arbusti, intende creare un ponte ideale tra gli uomini di mare e le nuove generazioni nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente della nostra isola, detta appunto “isola verde” e “giardino d’Europa”.

Un messaggio per i giovani, da cogliere in quello che tutti ci auguriamo sia l’anno della definitiva ripresa dopo la durissima pandemia. Una comunità, ha dichiarato il sindaco, coltiva il suo senso d’appartenenza rendendo onore alle sue radici, e le radici di Ischia sono indissolubilmente legate al mare e al verde che ci circonda, un luogo invidiato da tutti per le ricchezze ambientali, paesaggistiche e marine. Il passato che si collega al presente, con l’auspicio che tutti coltivino il sentimento di solidarietà con chi oggi è meno fortunato di noi, ha concluso il primo cittadino, il quale ha dichiarato: «Vorrei che soprattutto i più giovani tra noi possano sentirsi a pieno titolo protagonisti del futuro della nostra comunità, da sempre aperta all’accoglienza e all’ospitalità, ed assumere l’impegno di restituire quanto abbiamo ricevuto a chi dovesse trovarsi nelle nostre condizioni. A tutti rivolgo l’appello di salvaguardare e rispettareil nostro verde e il nostro mare: è la nostra più grande risorsa. Solo assumendoci la responsabilità di conservarlo potremo dirci bravi cittadini. Con entusiasmo e amore per la vita, contagiamo la nostra comunità: Ischia e l’Italia ne hanno bisogno».

Enzo Ferrandino: «Il mare è la nostra più grande risorsa, un ponte che collega il passato al presente: è nostro dovere di buoni cittadini salvaguardarlo, coltivando il sentimento della solidarietà»

Subito dopo il presidente onorario della sezione di Ischia dell’Unione nazionale sottufficiali, Vito Impagliazzo, ha ringraziato l’amministrazione del Comune di Ischia per aver accolto con entusiasmo la proposta di realizzazione dell’area nella pineta Mirtina. Un’area simbolica, con diverse piante a rappresentare il personale in servizio di tutte le Capitanerie di Porto, ai marinai d’Italia, ma anche numerosi caduti del mare, come il tenente di Porto Giovan Giuseppe Castagna e il Sottocapo Vincenzo Rispoli, caduti in guerra, alla medaglia d’argento Francesco Paolo Colella e al 2° Capo Giuseppe Schioppa.L’area – ha spiegato Impagliazzo– idealmente rappresenta il porto di Ischia, circondata da una barriera di alloro dal resto della pineta. Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’Ammiraglio Pettorino e al Comandante del Circomare Ischia Cipresso: «Qui – ha dichiarato il presidente dell’Unsi Ischia – c’è il presente e la memoria storica dell’ufficio circondariale marittimo».

Giovanni Pettorino: «Il ricordo e la solidarietà costituiscono le basi del nostro futuro, che i marinai e le Capitanerie di porto costruiscono ogni giorno»

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È stata poi la volta dell’Ammiraglio Giovanni Pettorino, che nel ringraziare tutte le autorità intervenute ha rivolto un pensiero particolare alle dirigenti scolastiche che portano tra gli studenti la cultura del mare, una cultura che sempre di più deve appartenere a un Paese come il nostro che per tre quarti dei suoi confini si affaccia sul mare. L’Ammiraglio si è focalizzato innanzitutto sul tema del ricordo: «Un Paese senza memoria è un Paese senza futuro», ha dichiarato, riferendosi alle tragiche vicende del mare che hanno toccato il nostro Paese, ma anche della grande Storia che il Paese ha costruito sul mare, e che costruisce ogni giorno». Una ricchezza, il mare, che contribuisce per il 3% del Pil, escludendo anche il turismo balneare. Diventa quindi fondamentale per una comunità come quella dell’isola d’Ischia ricordare tutti coloro che hanno dedicato e talvolta sacrificato la vita al mare. L’Ammiraglio ha fatto un esempio significativo: nei cinque anni della Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al 1945 l’Italia perse il 99% del naviglio mercantile, passando da 4 milioni di tonnellate a sole 290mila. Una tragedia di tantissimi uomini (settemila morti nella marina mercantile) e tantissime famiglie.

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«Concluderò il mio percorso professionale il 24 luglio prossimo – ha annunciato l’Ammiraglio Pettorino – ma prima scenderò in immersione sul relitto del “Santa Lucia” nelle acque di Ventotene, una delle 1500 navi italiane perdute durante la guerra,che giace su un fondale a 47 metri». Un “postale”, una di quelle navi che portavano generi di prima necessità sulle isole, che fu silurata e affondata il 24 luglio 1943. Un dramma simbolico: su quella nave fino a due mesi navigava il nonno dell’ammiraglio, e quel giorno trovò la morte anche un cittadino ischitano. La tragedia delle guerre entra nelle storie familiari e personali di tutti: impossibile dimenticare.Pettorino ha poi rimarcato l’indispensabile, ininterrotta attività quotidiana delle Capitanerie di porto, nel soccorrere chi è in difficoltà, nel preservare i nostri mari dall’inquinamento per consegnarli alle nuove generazioni. «Come è importante la memoria per costruire il futuro, altrettanto importante oggi è la solidarietà. Dopo un terribile e durissimo anno di pandemia, potremo uscirne solo essendo solidali, quello spirito solidale che dopo la seconda guerra mondiale consentì la grande ricostruzione della nostra flotta: uno accanto all’altro potremmo rilanciare la nostra meravigliosa isola d’Ischia». Don Carlo Candido ha benedetto il taglio del nastro inaugurale dell’area, mentre i parenti dei marinai a cui sono stati dedicati gli arbusti hanno ricevuto un attestato di riconoscimento alla memoria. Una memoria sulla quale edificare il nostroprossimo futuro.

Foto Franco Trani

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