POLITICA

«La mia candidatura? Una scelta naturale nel percorso politico»

Scende in campo con “Rispetto per Casamicciola”, in continuità con il passato. È l’avvocato Francesco Capezza candidato con Arnaldo Ferrandino. 

Perché ha scelto di candidarsi con Arnaldo Ferrandino? 

«Credo che la candidatura nella lista ‘Rispetto per Casamicciola’ con Arnaldo Ferrandino sia la naturale prosecuzione di un percorso politico intrapreso proprio con Arnaldo. Già in passato sono stato candidato nella sua squadra così come sono stato presente accanto a lui sin dal 2002. Il nostro candidato sindaco è una persona esperta di pubblica amministrazione che ha guidato bene Casamicciola e credo che possa farlo anche per il futuro».  

L’europarlamentare Giosi Ferrandino si è schiarato apertamente con Arnaldo Ferrandino e con la lista “Rispetto per Casamicciola”. La sua presenza è un valore aggiunto o può diventare anche una presenza ‘ingombrante’? 

«Nessuna presenza ingombrante. Si tratta di un’ottima opportunità per Casamicciola. Non si più pensare che un’amministrazione comunale possa lavorare da sola. È necessaria una filiera istituzionale e Giosi Ferrandino è il nostro naturale referente in Europa. Grazie alla sua preziosa ed esperta presenza possiamo far fare un salto alla nostra Casamicciola». 

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Il terremoto è l’argomento principe di questa campagna elettorale. Che cosa poteva e doveva fare l’amministrazione comunale in carica e che cosa deve fare la prossima? 

«Ritengo che la gestione del terremoto sia la questione principe di questa campagna elettorale perché rappresenta la vera sfida della prossima amministrazione comunale. La ricostruzione è fondamentale perché bisogna ridare casa e dignità a coloro che hanno subito danni dal sisma del 2017. Bisogna capire come far partire la ricostruzione. Da qui è necessario ripartire. Prima di tutto ciò è necessario fare chiarezza sulla microzonazione. Questi sono i punti da cui partiremo appena eletti per porre in essere un piano chiaro per la ricostruzione».  

Casamicciola e turismo, un binomio inscindibile che negli ultimi anni ha riscontrato delle falle. Che cosa si può fare per aiutare il turismo? 

«L’amministrazione comunale uscente non ha fatto abbastanza per il turismo. Il discorso, però, è complesso in quanto parliamo di flussi economici, gestione di aziende e politiche privatistiche attuate da tour operator. Ma la politica può e deve fare qualcosa in più per garantire un livello maggiore di qualità nell’offerta turistica dell’isola e di Casamicciola in particolare. È necessario recuperare la qualità del turismo non lasciando la sola gestione ai tour operator. Un turismo che funziona e di qualità non può che far vivere l’indotto ovvero negozi e ristoranti. Più bassa è la qualità del turismo meno indotto si crea. Per questo credo che sia necessario alzare il livello qualitativo dell’offerta turistica di Casamicciola. È necessario partire da una graduale detassazione per gli alberghi che sono oberati da troppe tasse. Ad esempio nulla è stato fatto e nulla è in programma per quanto riguarda gli estimi catastali relativi alle strutture alberghiere che non hanno più gli stessi valori ante terremoto. Per i nostri imprenditori, quindi, è necessario avere un occhio di riguardo. Cosa che non è stata fatta in passato. Anzi. La politica attuata precedentemente è stata restrittiva nei confronti degli imprenditori del comparto turistico. Credo, invece, che sia necessario avere uno sguardo più ampio tenendo conto che comunque un’amministrazione comunale non può fare tutto perché si tratta di attività imprenditoriali private. Ma la politica può e deve fare la sua parte». 

Il primo provvedimento che lei proporrà dopo l’elezione, quale sarà? 

«Devono essere risistemate tutte le zone del centro cittadino. Le strade sono sconnesse e bisogna rimetterle in sesto anche in ottica di viabilità e vivibilità del paese. Oggi a regnare è l’abbandono ed il degrado e ciò non è più tollerabile. In ogni caso sin da subito bisogna mettere mano alla progettualità ad ampio respiro che riguarda in primis le zone colpite dal terremoto ed in generale l’intero paese. C’è davvero tanto da fare. Noi siamo pronti».

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