POLITICAPRIMO PIANO

La “mission” di Castagliuolo:«Più siamo meglio è»

Prima intervista al candidato sindaco di Forio designato dalla maggioranza uscente, che fissa come primo obiettivo l’allargamento della coalizione e del “perimetro politico”. Per gli avversari rispetto ma nessun timore, poi racconta come si è arrivati alla sua investitura

La tua investitura come candidato a sindaco è arrivata subito dopo Natale. Mettere d’accordo tante teste non è mai semplice, ma il fatto che in molti abbiano deciso di convergere sul tuo nome credo che ti lasci soddisfatto. Raccontaci come è andata.

«Non mi aspettavo che tutti convergessero sulla mia persona e per questo devo ringraziare in modo particolare il sindaco, la giunta e i consiglieri comunali che hanno fatto questa scelta. Io cercherò di mettercela tutta per ripagare la fiducia accordatami lavorando per risolvere i problemi che abbiamo sul territorio. Molto, anzi moltissimo è stato fatto in questi anni con il sindaco Del Deo che ha dato il via a una lunga serie di lavori pubblici e, a tal proposito, ci tengo a sottolineare che solo nel 2022 abbiamo investito ben 21 milioni di euro per Forio. Ci resta ancora del lavoro da fare nell’edilizia delle scuole e nell’aggiustamento di alcune strade, ma tenteremo di concluderli entro l’estate. Il mio obiettivo, qualora fossi eletto sindaco, sarà quello di portare a termine il progetto iniziato da questa maggioranza con il completamento dei lavori pubblici. Inoltre, cercherò di lanciare Forio nel circuito turistico internazionale attraverso la partecipazione a fiere che, a dire il vero, ci hanno già visto protagonisti ma che vogliamo ripetere e nell’immediato pensiamo a Stoccarda, Milano e Londra. Con la tanta esperienza maturata negli anni come amministratore mi impegnerò a governare Forio nel segno della continuità ma anche apportando delle novità».

Quando è uscito il tuo nome nel corso della riunione te lo aspettavi o, invece, in sei rimasto sorpreso e eventualmente in quale misura?

«A dire il vero sono rimasto un po’ sorpreso perché inizialmente io stesso non ero molto propenso. Infatti, avevo puntato su Gianni Matarese come candidato sindaco perché lo ritenevo più idoneo, ma nel momento in cui ho visto che tutti facevano il mio nome e che erano d’accordo non ho potuto rifiutare e mi sono subito lanciato in questa nuova avventura. A me la politica piace da sempre, già negli anni ’80 ero vicesindaco con Gaetano Colella e Antonio Trofa ed è da tempo che conosco a memoria la macchina amministrativa. Come ho già detto, cercherò di mettere la mia esperienza maturata sul campo al servizio del paese, ma soprattutto mi prefiggo lo scopo di allargare questa compagine politica perché nessuno deve sentirsi escluso. Vorrei che tutti partecipassero alla vita pubblica e politica del proprio paese».

«La mia investitura? Sono lusingato ma sono rimasto sorpreso. Io, ad esempio, avrei puntato su Gianni Matarese ma vista la convergenza sulla mia figura ho accettato di buon grado e sono pronto»

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È giusto dire che l’investitura di Davide Castagliuolo serve ad allargare l’attuale maggioranza e dunque a pescare qualcuno che in questo momento o è indeciso o è orientato a stare dall’altra parte della barricata?

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«Si, assolutamente. Io sono il candidato di questa compagine amministrativa, ma ribadisco che il nostro obiettivo è quello di allargare il perimetro politico nella logica di coinvolgere il più alto numero di persone. Ho sempre detto in consiglio comunale che tutti dovrebbero avere la possibilità di amministrare questo paese perché soltanto amministrandolo ci si rende conto delle tante difficoltà e delle innumerevoli richieste che arrivano a un piccolo comune».

Cosa potrebbe cambiare se passasse la legge per il terzo mandato anche per i comuni sui 15.000 abitanti? Il ragionamento all’interno della maggioranza potrebbe riprendere con la continuità dell’attuale sindaco oppure la strada è stata tracciata?

«Io credo che non ci siano più i tempi per questa legge sul terzo mandato, ma se dovesse verificarsi questa eventualità credo che non si tornerebbe indietro perché il solco è stato tracciato. Penso che andremmo avanti lo stesso senza tener presente questa potenziale situazione».

«Il nostro obiettivo è quello di allargare il perimetro politico della coalizione. Ho sempre detto in consiglio comunale che tutti dovrebbero avere la possibilità di amministrare questo paese perché soltanto così ci si rende conto delle difficoltà e delle innumerevoli richieste che arrivano in un piccolo paese»

Al netto degli schieramenti, c’è ricambio generazionale nella politica foriana e in che misura sei soddisfatto del numero di giovani che negli ultimi 15 anni si sono avvicinati al mondo della politica? In questo senso è stato fatto abbastanza o si dovrebbe fare un lavoro più marcato?

«Sono completamente insoddisfatto dei giovani che purtroppo partecipano pochissimo alla vita politica del proprio paese. Quei pochi che partecipano, poi, sono impegnati più a chiedere piuttosto che a spendersi per risolvere i problemi di Forio. Ai miei tempi, negli anni ’90, ricordo che noi ragazzi eravamo entusiasti di fare politica, mentre oggi questo spirito non c’è più. Le cause di questa disaffezione sono molteplici, anche se tengo a rimarcare che fortunatamente nelle nostre liste ci sono ancora una decina di ragazzi volenterosi che si interessano di quello che accade. Tuttavia non è abbastanza, li considero mosche bianche perché la maggior parte dei giovani sono distanti dalla politica, mentre a mio modo di vedere dovrebbero partecipare di più».

Quanto sei preoccupato dallo schieramento opposto che non nasconde di avere i numeri per governare Forio?

«Io non sono preoccupato e penso che vinceremo anche questa volta. Rispettiamo tutti i nostri avversari che, allo stato attuale delle cose, dovrebbero essere Stani Verde e Vito Iacono. Tuttavia pensiamo di essere in grado di guidare questo paese, anche perché dalle opposizioni non ci sono proposte valide. Da Stani Verde, in particolare, riceviamo solo critiche che non sono affatto costruttive. Se poi lo scenario degli schieramenti dovesse cambiare nei prossimi mesi ci rivediamo e ne discutiamo».

«Sarebbe una grande soddisfazione chiudere la mia carriera politica indossando la fascia da sindaco del mio paese. Intanto ringrazio chi ha voluto concedermi questa opportunità: faremo una grande campagna elettorale e sono certo che la vinceremo»

Dopo una vita spesa in politica che cosa rappresenterebbe dal punto di vista emozionale per Davide Castagliuolo indossare la fascia tricolore del proprio paese?

«La mia vita è sempre stata divisa tra il lavoro come direttore di varie agenzie bancarie e la politica. Quest’ultima per me, in particolare, è sempre stata importante e l’ho praticata a fasi alterne per cercare di conciliare il tutto con il lavoro in banca. Naturalmente per me sarebbe una grande soddisfazione chiudere quest’esperienza con la fascia tricolore e ringrazio il sindaco uscente, i consiglieri e tutta la giunta per quest’opportunità che mi è stata data. Faremo una grande campagna elettorale e ci impegneremo al massimo per vincere».

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