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La morte di Ascione per “sparare” su Salvini, che figuraccia per Selvaggia Lucarelli

Il post pubblicato dalla nota opinionista sui suoi canali social ha suscitato la reazione sdegnata da parte del web, che ha condannato senza mezzi termini le sue parole. «L’odio che provi non ti ha fatto restare in silenzio nemmeno davanti alla morte, vergognati»

I suoi commenti, le sue considerazioni, i suoi post alle volte piacciono alle volte no. Succede sempre, succede a tutti. Ma stavolta Selvaggia Lucarelli ha decisamente “toppato” e lo ha fatto sulla pelle di un nostro stimato concittadino, che peraltro è deceduto a causa delle conseguenze riportate dal Covid-19. Il caso è scoppiato nel momento in cui la nota opinionista ha pubblicato sui suoi gettonatissimi canali social un post nel quale commentava la morte del 55enne Peppe Ascione. Poche parole ma di una crudezza e durezza francamente inaccettabili: “Il medico salvato dal plasma e da De Donno con l’ovazione di Salvini è morto. E della plasmaterapia come cura definitiva e occultata dai poteri forti, non parlano più manco lui e Le iene, grandi promotori”. Tutto questo pubblicando lo screenshot con il quale tempo fa proprio il leader della Lega esaltava la terapia a base di plasma che aveva consentito al compianto Ascione di potersi (purtroppo solo temporaneamente) riprendere. Insomma, la morte dell’anestesista del Loreto Mare utilizzata per togliersi un sassolino di natura politica dalle scarpe. Una vergogna inaudita, senza se e senza ma ed a testimoniarlo ci sono anche una serie di commenti al post pubblicato, quasi tutti di unanime condanna. Da Bolzano a Canicattì, da destra e da sinistra, in maniera unanime.

I commenti, dicevamo. C’è Gennaro Arcamone che è lapidario e scrive: “Ci vorrebbe più delicatezza a commentare queste notizie ma soprattutto queste speculazioni politiche la rendono squallida”. Vitale Pitone, invece, condanna la Lucarelli ma ne approfitta anche per difendere il “suo” Matteo, già che c’è: “Cara Lucarelli, io sono Ischitano e precisamente Casamicciolese, mi chiedo, ma come si fa a non perdere occasione di sparlare e attaccare Matteo Salvini, approfittando di una disgrazia, che ha colpito tutta la comunità Ischitana, vergogna, sciacalli che approfittano della posizione giornalistica per attaccare salvini non curadosi del dolore altrui, ma pensando solo alla visibilità mediatica”. Alla valanga di commenti anti Selvaggia si iscrive anche Cristina Anedda che posta: “Che tono trionfalistico, quanta miseria in questo post! Rispetto per i morti e per le persone che sono state salvate dal plasma! Questo tifo da stadio mi sconvolge!”. Le fa eco in maniera ancora più chiara Ombretta Sambucci: “Siamo arrivati a gioire di una morte mi sembra con questo post! Il silenzio sarebbe d’obbligo visto che strumentalizzate anche la morte..Aoh è morto perché Salvini ci aveva creduto. Fa un po’ pena sto post”.

E’ un vero e proprio tsunami di sentimenti di condanna quello che si abbatte su Selvaggia Lucarelli. Rina Cadum spara a zero scrivendo: “Penso che una notizia così triste, scritta in questo modo, senza un minimo di sensibilità è davvero ….non trovo neanche le parole, solo vergogna”. Manuela Bizzarri va a ruota e aggiunge: “Che pochezza intellettuale: gioire di una morte, di un fallimento, forse, perché i dettagli non sono noti, comunque di uno scenziato che si adopera, solo per odio politico”. Gianpaolo Brusini è ancora più caustico e va dritto al punto: “Che post stupido. Cosa dobbiamo fare? Esultare perché un medico è morto dandoti ragione? Esultare perché una cura funziona poco? E poi perché, perché un caso ha avuto esito funesto? Questo continuo modo di autocelebrarsi diventa sempre più lezioso e insopportabile”. Soprattutto, ci viene voglia di aggiungere, quando lo si fa sulla scomparsa di una persona. Concetto, quest’ultimo, che fa suo Katia Bolloni che scrive: “Che azione orribile , fare polemica sempre e su tutto, addirittura sopra la perdita di Una Persona, chieda scusa ai familiari e a chi la legge. E impari la Pietà”. C’è chi come Massimiliano Rognoni dà un consiglio alla Lucarelli: “Al posto di questo post avresti fatto meglio a scrivere la ricetta della cacio e pepe, avresti fatto più bella figura”.

Ci piace anche riportare il pensiero di Milena Aurelio: “Sono (dovrei dire ero) amica del dottore, amica della sorella anch’essa contagiata e guarita. Peppe non ce l’ha fatta nonostante tutte le cure. Aveva sconfitto il Covid ma evidentemente aveva già creato abbastanza danni, tanto da portarlo poi alla morte. Peppe è uscito di casa in ambulanza il 18 marzo scorso e non c’è più tornato. Aveva 55 anni, ha salvato tante vite nella sua missione di medico. Non so se e cosa non abbia funzionato, non so se e cosa si possa fare per sconfiggere questo virus, so solo che non bisogna essere felici per il fallimento di una terapia piuttosto che un’altra. C’è una famiglia, un figlio, i fratelli che piangono la morte di un grande uomo, chiedo rispetto ed una preghiera”. Da Selvaggia Lucarelli adesso, per quello che vale, ci si aspetterebbe un dietrofront ma francamente non ci scommettiamo più di tanto. E allora chiudiamo con le parole di Luisa Lanza, che rivolgendosi all’opinionista e commentando questo post, le si rivolge così: “Ti leggo sempre e, anche se molto spesso non condivido il tuo pensiero, lo rispetto come mi è stato insegnato . Ma l’odio che provi nei confronti di Salvini non ti ha fatto restare in silenzio nemmeno davanti ad una morte. Vergognati”. La verità, in fondo, è davvero tutta qui.

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