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CULTURA & SOCIETA'

La musica è arte, è scienza, è medicina

Intervista alla pianista Raffaella Rossi, ospite di Armoniae 2021

Presso la Basilica Pontificia del Sacro Cuore di Gesù e di Santa Maria Maddalena si è tenuta l’ottava edizione di “Armoniae – Appuntamenti musicali a Casamicciola Terme”. Lo scorso diciotto settembre un qualificatopubblico ha applaudito la pianista Raffaella Rossi, che ha interpretato celebri pagine di Mozart e Rachmoninov, a cui è seguito un graditissimo “Omaggio ad Astor Piazzolla” nel centenario della nascita, condiviso con la partecipazione a sorpresa del sassofonista Antonio Barzaghi.

Raffaella Rossi si diploma con lode presso il Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino nella classe del Maestro Nicolosi, vincendo il “Premio Mazzotta” come miglior diplomata dell’anno. Prosegue e approfondisce gli studi musicali seguendo i corsi di perfezionamento di Portogruaro e l’Accademia pianistica “Thalberg”. Ha seguito inoltre masterclass con i Maestri Varricchio, Valentini, Prosseda, Maione. Appassionata sin dal corso degli studi alla musica da camera, ha all’attivo un vasto repertorio che va dal Barocco alla musica contemporanea, maturato nel corso di più di 100 concerti svolti in formazioni eterogenee, dal duo al sestetto. Svolge attività professionale come docente di pianoforte e come pianista collaboratore per cantanti e strumentisti presso diversi Conservatori e Accademie musicali. Ha affiancato agli studi musicali gli studi umanistici conseguendo brillantemente le lauree in Beni Culturali e in Scienze Storiche.

Il concerto è iniziato con una cristallina Sonata KV 332 di W.A. Mozart. Quattro preludi (Op. 32 N° 2, 5 e 10, Op. 23 N° 7) di S. Rachmaninov hanno letteralmente catturato l’attenzione del pubblico per l’appassionata interpretazione. Veramente gradito, infine, l’Omaggio a Astor Piazzolla nel centenario della nascita, condiviso con l’ospite a sorpresa, il sassofonista Antonio Barzaghi: pagine indimenticabili del compositore che non smette mai di stupirci attraverso le sue composizioni tra amore per la tradizione e sperimentazione.

Al termine del concerto, inserito nel ciclo di appuntamenti fortemente voluto dall’Associazione Pro Casamicciola Terme, con il patrocinio del Comune di Casamicciola Terme e con la direzione artistica di Giuseppe Castagna, abbiamo incontrato Raffaella Rossi.

Racconta il tuo primo incontro con la musica.

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Ero piccola, avrò avuto 4 anni, e mi raccontano che cantavo a squarciagola le canzoni di Sanremo; intorno ai 6/7 anni quando mi portavano a casa di una zia, ero sempre nei pressi del suo vecchio pianoforte. Dopo qualche anno, decisi di intraprendere delle lezioni. Conservo ancora il mio primo quaderno pentagrammato: sulla prima pagine una frase scritta da me bambina: “la musica è bellissima”.

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Cosa significa per te essere testimone della cultura musicale nel tuo territorio?

Beh, in realtà è una conquista non ancora del tutto raggiunta. Per motivi lavorativi, finora non ho avuto modo di essere una presenza stabile. Tra i miei progetti futuri figura certamente l’intenzione di promuovere la cultura musicale, nel senso più ampio possibile, soprattutto tra i bambini e i ragazzi.

Come hai vissuto la musica durante la pandemia?

Il rapporto introspettivo con la musica non viene mai meno, è stata forse un’occasione per ascoltare e scoprire nuovi repertori, essendo curiosa verso tutti i generi musicali. Ovviamente è mancato molto, e tuttora manca, poiché la ripresa è lenta, il momento performativo, che nessuna diretta streaming può sostituire. MI auguro che questa assenza sia stata avvertita profondamente dalle persone, e che tutti noi siamo più consapevoli di quanto abbiamo bisogno delle cose “immateriali”. Cito Claudio Abbado: la cultura è un bene primario come l’acqua. I teatri, i cinema, le biblioteche sono come tanti acquedotti.

Quando ti sei sentita fiera di essere musicista? Quando, invece, te ne sei vergognato?

MI sento sempre fiera di essere una musicista. La musica è arte, è scienza, è medicina. Non è tutto rose e fiori, ma quello che non va in questo “mondo” non è assolutamente imputabile alla Musica.

Qual è il tuo sogno di felicità?

MI sento già felice, e soprattutto grata. Faccio, nei limiti del possibile, quello che amo. La felicità secondo me non va “sognata”, va costruita giorno dopo giorno, nell’aderenza ai propri valori e alle proprie inclinazioni, in rapporto a sé stessi e con gli altri.

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