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«La nostra GMG comincia adesso», da Cracovia a Ischia con il cuore colmo di gioia

di Isabella Puca

Ischia – 1815 km per due giorni interi di viaggio. È questo il percorso compiuto dai 60 giovani di Ischia che, a fine luglio, hanno vissuto l’incredibile appuntamento con Papa Francesco a Cracovia, per la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù. A raccontarci la loro esperienza sono Marialaura, Rosaria, Rosa e Annette, quattro giovani della pastorale giovanile che, accompagnati da Don Marco e Don Gianfranco, hanno compiuto quest’incredibile viaggio della gioia. Partiti il 23 luglio scorso, hanno raggiunto, durante la notte, il gruppo di Avellino per mettersi in viaggio con tutta la pastorale giovanile campana e raggiungere un paese non troppo distante da Cracovia. Sacchi a pelo in spalla e uno zaino con l’essenziale perché l’unico bagaglio da riempire era quello del cuore. Durante il corso dell’anno, sono stati vari gli incontri preparatori a questa giornata dove il tema, è stato quello della Misericordia. Le quattro ragazze hanno i volti distesi, a testimonianza che quello stato di pace e di armonia vissuto in quella settimana, era ancora lì, fermo nei loro cuori. «Non so perché ho deciso di partire per Cracovia – ci racconta Marialaura –  all’inizio l’idea mi entusiasmava, credo siano esperienze che vanno fatte da ragazzi. Sapevo che però era molto impegnativa, anche fisicamente. Un mese e mezzo prima di partire stavo quasi per desistere poi alla fine abbiamo fatto un incontro con il nostro Vescovo dove ho capito: ci ha fatto comprendere che la nostra era una missione, come se Gesù ci avesse scelti per poi tornare e dare ancora di più. Ho capito che fare quest’esperienza era volontà di Dio». Erano in 4 milioni i giovani provenienti da tutto il mondo per unirsi in preghiera e per accogliere il Papa in tutte le lingue del mondo, un’esplosione di gioia davvero unica. «Il momento più emozionante credo sia stata la veglia. Era di sabato, – continua Marialaura – dopo una giornata intera di cammino, schiacciati, uno addosso all’altro. Siamo arrivati al campus misericordiae per dormire all’aria aperta insieme al Papa. Siamo arrivati nel pomeriggio, eravamo nel nostro settore, abbiamo messo i teli a terra ed è lì che ho iniziato a sentire un’aria diversa, un’aria che annunciava il cambiamento. Intorno a me c’erano così tante persone, provenienti da tutte le parti del mondo, che erano lì per il mio stesso motivo. Spesso a Ischia ci si sente soli nel fare le cose, lì invece erano tutti con la mia stessa motivazione. Così pensi che forse non sei così sola e che c’è una speranza vera che le cose cambino sul serio, ma solo se dai tutta te stessa». “Cari giovani, non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. E’ molto triste passare nella vita senza lasciare un’impronta. Ma quando scegliamo la comodità, confondendo felicità con consumare, allora il prezzo che paghiamo è molto ma molto caro: perdiamo la libertà. Non siamo liberi di lasciare un’impronta. Perdiamo la libertà. Questo è il prezzo. E c’è tanta gente che vuole che i giovani non siano liberi; c’è tanta gente che non vi vuole bene, che vi vuole intontiti, imbambolati, addormentati, ma mai liberi. No, questo no! Dobbiamo difendere la nostra libertà!”. Sono state queste, tra tutte, le parole del Papa che più hanno colpito Marialaura, «Papa Francesco è stato molto duro, è partito subito dicendo che la felicità oggi non è la comodità, il posto fisso, avere la casa. È stato molto inquadrato nel dire le cose come stanno per la nostra generazione. Mi ha scosso in particolare una frase “la vita in Gesù è la vita per i coraggiosi”, scendere dal divano indossare le scarpe e iniziare a camminare per strade che non conosci, ma che ti riempiono il cuore di gioia vera».

 

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I nostri ragazzi erano sistemati in una palestra, ciascuno con il proprio sacco a pelo. Non sono mancati, oltre alle catechesi, momenti molto intensi di riflessione così come pellegrinaggi al santuario della Misericordia e al santuario di San Faustina. «Il Papa è arrivato in tram – ci racconta Rosaria –  è la semplicità fatta persona ed è questo, quello che sconvolge di più. Papa Francesco ha l’abilità di mischiarsi nella folla,  arriva al cuore in maniera diretta. Già dal primo incontro, il giovedì pomeriggio, ha detto quelle frasi che ti invitano a riflettere; se l’ascolti non puoi restare impassibile e chiudergli il cuore». Papa Giovanni Paolo II diceva che durante le giornate mondiali della gioventù “ Dio passa in mezzo ai suoi figli” ed è stata proprio questa la sensazione avvertita dai nostri giovani, «la cosa più bella è vedere come lui ci crede che le cose possano cambiare. Non gli interessa di andare fuori dalle regole, – ha detto ancora Rosaria – lui è il primo che si rimbocca le maniche e dice “cambiamo questo mondo”. Con un esempio del genere non puoi che farlo anche tu. Ora, la GMG, per noi comincia adesso, nelle nostre case, nella nostra vita. La gioia che ti dà è enorme, nelle cose  di tutti i giorni, come anche andare a lavoro, ma  farlo con gioia con serenità». Lasciare tutto e tutti per una settimana, abbandonare il lavoro, gli affetti e le comodità della propria casa, rinunciare a una vacanza con gli amici o il proprio fidanzato, è stato quello a cui sono andati incontro i nostri giovani che hanno accolto questa sfida con forza ed entusiasmo. «Una delle cose che ci ha detto papa Francesco – ci dice  Rosa – è che se non ci mettiamo il meglio di noi, le cose non cambiano. Lì sembrava tutto semplice perché si è in armonia. Uno inizia a cantare e tutti rispondono, è facile stare bene. Quando arrivi qui alle volte  trovi dei limiti, che magari ti sei messa tu, e che devi sfondare… le parole del papa hanno fatto questo: hanno rotto gli argini». Anche per Rosa il momento più emozionante di questa settimana a Cracovia è stato quello della veglia, quattro milioni di giovani uniti dalla preghiera, «la mia gmg è iniziata lì. Il papa non c’era, pioveva a dirotto, eravamo tutti nella grande spianata e nel momento del segno della pace è uscito il sole, quei raggi che ti fanno pensare “il momento è questo, ora inizio a esserci davvero” quei raggi di sole mi hanno accecato. Era buio, ma ognuno di noi aveva una candela e quindi vedevi  solo luce, come se in quel buio il mondo c’era, ed era luce». La paura di un attentato non ha mai sfiorato i nostri viandanti, l’entusiasmo e la gioia non lasciava il tempo ai cattivi pensieri, neppure quando si era diffusa la notizia di Susanna, la 19 enne romana, morta per meningite. Ora l’appuntamento è tra tre anni e sarà Panama a ospitare la prossima Giornata Mondiale della gioventù, «se mi sento di rifarla? Sicuramente. È un’esperienza importante, che ti insegna a vivere, ma allo stesso tempo è importante sentire davvero di voler partecipare per viverla con lo spirito di gioia». A parlare è Annette, la più giovane del gruppo, vent’anni e due occhi verdi, limpidi come il mare. «La Gmg mi ha dato una gran pace, serenità, gioia. Nel viaggio di ritorno pensavo a questo: cercare di mantenere questi doni per portarli agli altri; mi ha lasciato una grande voglia di fare. Ho 20 anni e sono in un momento cruciale della mia vita per le grandi decisioni; le parole del papa sono state fondamentali “non lasciate che distruggano i vostri sogni” e oggi è facile. Sembra che ogni cosa complicata sia impossibile e invece lui ci ha invitati ad aprire il nostro cuore. E allora io mi porto questo, devo riuscire a farlo senza abbattermi. Mi porto questo: la gran voglia di fare, di crescere».

 

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