CRONACA

La palazzina torna abitabile, “curata” una ferita del terremoto

Ieri mattina il taglio del nastro e la riapertura dell’immobile dell’ACER completamente ristrutturato dopo i danni riportati dal sisma del 21 agosto 2017: presenti tutte le autorità in un clima di comprensibile gioia

Il momento era di quelli simbolici, significativi, importanti. E così ieri mattina è sembrato accorgersene anche il tempo, che ha voluto concedere la “finestra” di tregua nel momento in cui si è trattato di procedere al canonico taglio del nastro. In quel momento la pioggia e il cielo plumbeo hanno lasciato spazio a qualche sprazzo di sole e a tanti è piaciuto pensare che la casualità non fosse poi tale.

Tra tanti sorrisi ed un’atmosfera comprensibilmente festosa, così come l’aria che si respirava in via Castanito dove una palazzina dell’ACER (Agenzia Campana per l’Edilizia Residenziale, già IACP) ha riaperto i battenti letteralmente rimessa a nuovo dopo i danni subiti dal terremoto che ha letteralmente devastato la parte alta della cittadina termale il 21 agosto 2017. All’appuntamento c’erano tutti: in primis l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Giovan Battista Castagna e dall’assessore Stani Senese, il presidente Acer David Lebro, l’assessore regionale all’Urbanistica Bruno Discepolo e naturalmente gli inquilini di quell’immobile ubicato al n. 49 che adesso finalmente potranno far ritorno a casa.

Con lavori che, come ha sottolineato senza nascondere un pizzico d’orgoglio lo stesso Lebro, “sono durati appena otto mesi, un tempo relativamente breve. Siamo davanti ad un’operazione che non solo deve rappresentare motivo di speranza e rinascita ma che a giusto titolo può essere definita un’icona per la rinascita di una terra così duramente colpita dal terremoto. Ma, soprattutto, quanto fatto ha una valenza: insegna che ricostruire è possibile, e anche farlo bene”. Lo stesso Lebro, infatti, al pari dell’assessore Discepolo, hanno voluto all’unisono sottolineare come per rimettere a posto la palazzina siano state usate le più moderne tecniche e materiali, proprio per fare in modo che la sicurezza fosse al passo con l’era moderna e le sue conseguenti esigenze.

Tutti i presenti, accompagnati dai proprietari delle abitazioni, hanno visitato gli immobili che si presentano davvero in maniera impeccabile sotto tutti i punti di vista. Certo, ci hanno riferito gli inquilini, magari qualche stanza ha subito piccole modifiche, legate però soprattutto alla necessità di dover modificare le strutture portanti per renderle maggiormente solide e resistenti (i materiali, come ha sottolineato anche il geometra Castiello della ditta incaricata di eseguire i lavori, erano quelli dell’immediato dopo guerra e dunque non certo di buona fattura).

Poi sono arrivate anche le parole del sindaco casamicciolese, Giovan Battista Castagna: “La riapertura della palazzina di via Castanito e la restituzione degli alloggi ai rispettivi inquilini è motivo di soddisfazione: sei famiglie tornano finalmente a casa, è come se una cicatrice lasciata dal terremoto si fosse rimarginata. Di ferite ce ne sono tante, è ovvio, ma questa fiammella accende ed alimenta la speranza di un ritorno alla normalità. Che però deve avvenire, e non mi stancherò mai di ricordarlo, munendosi dei necessari strumenti previsti dalle normative vigenti e soprattutto avvalendosi della consulenza di esperti in grado di garantire quegli standard di sicurezza utili ad evitare che in futuro certi episodi abbiano a ripetersi”.

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