ARCHIVIO 2ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

La piaga della movida

Carissimo Gaetano,

di recente ho avuto modo di leggere su IL GOLFO da te brillantemente diretto, alcune più che giuste contestazioni di opinionisti come il valido prof. Ennio Anastasio (mio amico e compagno di scuola alla Ragioneria dal 1974 al 1979) e di altri opinionisti che hanno tuonato contro i fracassoni notturni, spesso ignorati dai politici e un doveroso “grazie” va rivolto esclusivamente alle forze dell’ordine sempre intervenute per placare bollenti spiriti. E’ vero, questa triste piaga si è accampata sul Corso Vittoria Colonna, dove tra l’altro risiedo fin dalla nascita, e che il compianto sindaco e pioniere del turismo Vincenzo Telese “battezzò” zona di silenzio nel 1968.

Questo corso signorile, da quasi trent’anni, è ormai zona di bordello a causa degli schiamazzi notturni. Numerosi i locali By night che sbocciano come i “funghi” tra la Riva Destra e il suddetto corso, spesso trasgressori delle ordinanze mentre gli unici rispettosi delle ordinanze sono i fratelli Luciano e Marcello Bondavalli, amici di vecchia data, e titolari di locali regolarmente insonorizzati. Chi risiede nei paraggi può solo sentire il chiasso degli avventori all’uscita del locale, ma di sicuro non la fastidiosa musica. Rivivo il clima dei primi Anni Settanta, quando vi era il juke box, al cinema furoreggiavano i film ispirati al “musicarello”.  Pochi erano i locali notturni. Alle 24.00 si rispettava la chiusura. Ricordo i locali come il Rancio Fellone, il Monkey Bar, il Castillo de Aragona, la Mela, il Tiffany e lo Scotch Club.

Sul finire degli anni Settanta, nacque il piano bar Vecchia Roma. Per un decennio fu sulla breccia. Quando chiuse, fu rilevato dai fratelli Bondavalli. Il locale si chiamò Ciaomare e per vent’anni si distinse per il celeberrimo gruppo canoro I Bagaria, guidato dal compianto Rosario Scotto Pagliara. Caro Gaetano, come da te noto, questi locali operavano alla luce del sole, privi assolutamente della “bubbazza” e della droga che l’indimenticato scrittore Phil Di Scala chiamò “erede di tante ferite”. Tanti i professionisti partenopei che si sono visti costretti a lasciare casa, dopo che l’avevano acquistata nel clima del giardino d’Europa. Il sindaco d’Ischia prenderà provvedimenti del caso. Distinti saluti.

Biagio Di Meglio

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close