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La Prefettura scrive a Forio, Enzo Rando l’oggetto della missiva

dalla Redazione

 

FORIO – Martedì mattina, presso il Comune di Forio, è giunta una nota della Prefettura di Napoli, con la quale si chiedono informazioni e chiarimenti sul dipendente Enzo Rando. Per il  dipendente del Comune di Forio, come è ormai noto ed ampiamente riportato da questo Giornale è stato recentemente emesso un’avviso di garanzia anche per la vicenda legata elle mazzette relative alla gestione dei rifiuti. La  Procura di Napoli, infatti,  che ha chiesto l’arresto del Senatore De Siano e ha fatto scattare le manette ai polsi di Oscar Rumolo (dall’alba di stamattina ai domiciliari) ha chiesto per  Vincenzo Rando, funzionario del Comune di Forio, la misura cautelare dell’obbligo di firma presso un comando di polizia giudiziaria. Secondo alcune fonti, le richieste fatte al Comune di Forio, dalla Prefettura dovrebbero essere finalizzate ad un provvedimento di sospensione dal servizio a carico del funzionario Enzo Rando, che certamente ha assunto una valenza ancora più pregnante in relazione all’ultima inchiesta, ma dovrebbe essere riferito ad una precedente condanna del Rando per abuso d’ufficio con interdizione dai pubblici uffici.   Il Sindaco di Forio, infatti, Francesco Del Deo, nel luglio scorso ha emesso un Decreto Sindacale, in applicazione del D. Lgs Anti-corruzione  n. 39/2013 – Disposizioni in materia di inconferibilita’ e incompatibilita’ di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico. La normativa, con riferimento a questo specifico Decreto, prevede l’inconferibilità di incarichi dirigenziali per i dirigenti della Pubblica Amministrazione, anche se condannati con sentenza di primo grado non definitiva. Il dottor Vincenzo Rando,  ormai ex dirigente dell’ufficio economico finanziario del comune di Forio, è stato riconosciuto colpevole del reato di abuso d’ufficio e condannato alla pena di otto mesi di reclusione e un anno di interdizione dai pubblici uffici con la sospensione condizionale. I fatti oggetto della decisione del Tribunale, risalivano ad  episodi relativi agli anni 2011 e 2012, quando aveva autorizzato il dipendente comunale Ciro Raia – che non è stato processato – a svolgere attività lavorativa privata extraistituzionale presso una società di cui l’amministratore unico era la moglie dello stesso Raia. Pertanto la condanna ricevuta dal Rando in primo grado – avverso la quale è stato proposto appello – è riferita ad una ipotesi di abuso d’ufficio, per aver rilasciato ad un dipendente del proprio settore, attraverso un parere favorevole, l’autorizzazione a svolgere incarichi extraistituzionali, fuori dagli orari d’ufficio e per poche ore pomeridiane alla settimana, consentendo a questi  di conseguire un vantaggio, costituito  dal compenso percepito per la prestazione extraistituzionale svolta. Di questa vicenda si era interessata anche l’Autorità Anticorruzione di Cantone. Il 13 luglio scorso, pertanto, con un Decreto Sindacale, il primo cittadino, “Premesso che con un nota, del 30 aprile 2014, l’Autorità Nazionale Anticorruzione – Area Vigilanza, chiedeva notizia circa la vicenda del dott. Rando, in merito alla sua condanna. Il Segretario generale, provvedeva quindi a chiedere al Dott. Rando chiarimenti a riguardo. A seguito di tale richiesta il Dott. Rando inviata una nota con la quale chiariva quanto richiesto dal Segretario”. Il tutto veniva poi inviato all’ANAC al fine di ricevere opportune indicazioni dall’Autorità stessa, stante la sospensione della pena ricevuta dal Dott. Rando. L’Autorità Anticorruzione, rispondeva chiedendo perché “non fosse stata contestata la causa di inconferibilità come previsto dall’art. 15 del D.Lgs. 39/2013, visto anche l’orientamento n. 54 del 03/07/2014 ed in particolare – non rileva ai fini dell’inconferibilità di incarichi in caso di condanna, anche non definitiva, per reati contro la pubblica amministrazione, la concessione della sospensione condizionale della pena”. Verificato ciò, quindi, l’amministrazione iniziava la procedura per contestare la sopraggiunta inconferibilità, che ha portato poi all’emissione del Decreto Sindacale, con il quale il Sindaco ha revocato l’incarico di posizione organizzativa del III settore al Dott. Rando. L’ex dirigente Rando contro il Decreto era ricorso  ex art. 700 innanzi al Tribunale di Napoli per la sospensione del provvedimento. Il Comune di Forio, con determina 835 del 26.08.2015, si era costituito nominando l’avv. Vincenzo Nasti di Barano. Nel novembre scorso,  il Giudice ha rigettato il ricorso presentato dal Rando, quindi l’arch,  Gianpiero Lamonica, che nel frattempo era stato nominato Dirigente dell’ex Servizio del dott. Rando, ha  continuato a sostituirlo. Il dott. Rando, però,  continua a lavorare,  come funzionario, presso il servizio comunale,  ed non è stato allontanato come pare preveda la sentenza, dai pubblici uffici. Come funzionario, quindi, esercita le sue mansioni presso il servizio finanziario del Comune di Forio. La cosa però che è saltata agli occhi, è che il dottor Rando, più volte ha firmato degli atti del servizio afferente alla propria funzione. Pertanto alla luce anche dell’ultima inchiesta, la Prefettura ha chiesto chiarimenti per vederci chiaro ed eventualmente assumere dei provvedimenti.

 

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