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“La Procida che Vorrei” che già non c’è più DI MENICO SCALA *

La Procida che Vorrei”, il raggruppamento elettorale che è risultato vincitore alle elezioni comunali del maggio 2015 è oramai solo un ricordo. Lotte interne di potere e di visibilità hanno ridotto a un cumolo di macerie quello che era un cartello senza idee e senza programmi che ha beneficiato di una serie di concause ma che ha già bruciato tutto il credito che i cittadini le avevano dato. Tutto questo non per ingerenze di veri o presunti capobastone (una volta si sarebbero chiamati “poteri forti” ma perché al loro interno si sono “rotte le giarrtelle” con un gruppo orami diviso a metà: sindaco ed assessori (escluso Carlo Massa che, coerentemente con quello che dice da mesi si è dimesso), da un lato e consiglieri (escluso Lucia Mameli) dall’altro.

Considerato che non avranno il coraggio e la forza di costituirsi in gruppi autonomi o di dimettersi, il periodo che ci separa dalle prossime elezioni (710 giorni) si tramuterà in un vero e proprio calvario per i cittadini procidani, per altro già alle prese con un quotidiano che definire caotico è poco, costretti al più completo immobilismo tra il tiro e molla con questo o quello per qualsivoglia problematica.

Prova ne è la degenerazione della vivibilità quotidiana dell’isola così come il rallentamento di importanti opere pubbliche che già dovevano essere consegnate ed avviate, ad esempio il campo sportivo e il plesso capoluogo della scuola elementare, o le questioni relative al commercio, mobilità, sanità.

* CONSIGLIERE COMUNALE E COMMISSARIO CITTADINO DI FORZA ITALIA

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