CRONACA

LA PROTESTA Cuotto, residenti e turisti affumicati dai falò “fuorilegge”

Un inferno di anidride carbonica e fumo che oscura il cielo e rende tossica l’atmosfera fino a dare fuoco all’aria da respirare. Non è la prima volta che dalla frazione foriana del Cuotto arrivano segnalazioni di persone esasperate per i miasmi e il grigiore provenienti da periodici coltri di fumo, frutto della combustione di oggetti e sostanze non identificate. Quando poi fa caldo e non c’è nemmeno una refola di vento l’aria diventa davvero irrespirabile, una condizione davvero poco piacevole per i numerosi residenti che vivono in zona, ma soprattutto anche per i turisti che proprio non si aspettano di dover fare i conti con il falò a due passi dalla propria residenza estiva, non esattamente la vacanza da sogno che ci si può aspettare da un territorio che fa, o dovrebbe fare, della vocazione turistica la propria missione e soprattutto la primaria fonte di sostentamento economico. Le segnalazioni dei falò selvaggi si susseguono nei pressi del ristorante la Terra del Fuoco, collezionando così anche le rimostranze dei ristoratori che si trovano a dover fronteggiare una situazione simile

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