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CRONACA

La rabbia di Gianpaolo Buono: Sgomento e scoramento tra gli avvocati

Il presidente dell’Associazione Forense non nasconde la sua delusione per la disorganizzazione e il caos che sembra regnare sovrano dopo il nuovo episodio di covid negli uffici di via Michele Mazzella

Una nota dai contenuti garbati ma nel contempo duri, per esprimere ancora una volta tutto il proprio disappunto. Dopo il caso di covid riscontrato in Tribunale e la conseguente chiusura della struttura, il presidente dell’Associazione Forense dell’Isola d’Ischia, Gianpaolo Buono, ha trasmesso una nota al presidente della Corte d’Appello di Napoli Giuseppe De Carolis, al presidente del Tribunale di Napoli Elisabetta Garzo, al coordinatore della sezione distaccata di Ischia ed al consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli. Buono esordisce scrivendo: “Con rammarico ed anche stupore, ho appreso, in via del tutto occasionale, unitamente ai tanti Colleghi del Foro ischitano, che per stamane (ieri per chi legge, ndr) era stata disposta la sanificazione del Palazzo di Giustizia d’Ischia, a seguito del caso di un Collega ischitano risultato positivo al Corona virus, che qualche giorno prima aveva frequentato i locali di detto Palazzo. E dire che la situazione era stata prontamente denunciata ed opportunamente documentata già domenica sera, sia dal Collega risultato contagiato che dall’Assoforense, attraverso note opportunamente indirizzate ai Capi degli Uffici, al fine di consentire di intervenire prontamente, come avvenuto in casi simili, e disporre la immediata chiusura del Palazzo di Giustizia, per procedere alla attività di sanificazione. Ieri mattina, sono intervenuto personalmente, sincerandomi che tali misure fossero state adottate ed invece ho riscontrato l’accesso indiscriminato di utenti e di operatori, come se nulla fosse accaduto”.

Il presidente continua la sua disamina: “Stamane (ieri, ndr), come anticipato, ancora una volta senza preavviso alcuno, l’Avvocatura ha appreso che, dopo la normale celebrazione di udienze avvenuta nella giornata di ieri, il Palazzo di Giustizia risultava chiuso e che probabilmente le udienze già fissate per la data odierna non si sarebbero tenute, e questo per consentire la sanificazione dei locali. Tali misure, e le modalità con cui vengono disposte, in un contesto già caratterizzato da note ed ataviche disfunzioni, determinano, per mancanza di tempestività e coordinamento, un diffuso senso di scoramento e sgomento, innanzitutto, nell’Avvocatura locale, che, purtroppo, nonostante gli sforzi quotidianamente profusi per garantire il funzionamento dell’attività giudiziaria sul martoriato territorio isolano, non è tenuta in considerazione alcuna dalle Istituzioni, anche in occasioni in cui, con un intervento pronto ed immediato, potrebbe, come dimostrato anche nel più recente passato, quanto meno, contribuire a limitare il discredito che ritardi o inazioni generano”. Da qui le richieste di Gianpaolo Buono, che scrive: “Nel rivendicare il ruolo attivo di interlocutore fondamentale ed insostituibile dell’Associazione che mi pregio di presiedere, per tutte le problematiche che riguardano gli Uffici giudiziari isolani, , invito le SS.LL.: – a comunicare, con la necessaria urgenza, le iniziative intraprese, il periodo di chiusura del Palazzo di Giustizia d’Ischia e il giorno in cui saranno riprese le attività giudiziarie; – per il futuro, considerate le note difficoltà ad intervenire tempestivamente, di rendere edotti i Rappresentanti della Associazione forense locale, anche per le vie brevi, in merito ad iniziative improvvise, come quelle in precedenza denunziate, assunte senza alcun preavviso, per rendere edotti, con immediatezza, i propri Iscritti e gli Avvocati tutti. E questo sempre e solo per evitare di compromettere la già deteriorata immagine della Giustizia sull’isola ed alimentare il senso di sfiducia della Cittadinanza intera. Il Direttivo della Associazione forense preannuncia che si riunirà in via di urgenza per convocare una Assemblea che possa consentire a tutti gli Avvocati di esprimersi sul problema evidenziato, ma anche su tutti gli altri che affliggono i due Uffici giudiziari isolani, costretti ad operare in condizioni di difficoltà estrema, nella insensibilità generale. Emblematico è il caso dell’Ufficio del Giudice di Pace, dove le iscrizioni a ruolo, incredibilmente, sono ferme al mese di marzo 2021, dove si registrano ritardi anche di anni nella pubblicazione di provvedimenti giudiziari già depositati e dove le prime udienze si celebrano anche a distanza di oltre 12 mesi. Invito il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli ad assumere le iniziative più opportune a sostegno dell’Avvocatura ischitana e degli Uffici giudiziari dell’isola. In attesa di cortese riscontro, invio Distinti saluti”.

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