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La relazione della DIA “promuove” ancora Ischia

Il ministero dell’Interno ha trasmesso al Parlamento il rapporto con la mappa della criminalità: per quanto riguarda la Campania, nessuna menzione al territorio isolano e a quello della vicina Procida nella sezione allegata. Ma il rischio di infiltrazioni è dietro l’angolo dopo gli strascichi lasciati dalla crisi post covid

Certo, magari non saremo più l’isola felice di un tempo, ma su una cosa possiamo essere sicuri ancora una volta. Ischia (così come la vicina Procida) non c’entra assolutamente nulla con le infiltrazioni camorristiche e i clan malavitosi che imperversano nella città ma anche nell’area provinciale di Napoli. Lo evidenzia il rapporto semestrale redatto dalla DIA e che è stata trasmesso dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese al Parlamento.

Nell’ampia e voluminosa sezione legata alla Campania e nello specifico alla provincia di Napoli, nell’area dove si fa riferimento ai paesi della zona flegrea ed alle isole si legge testualmente: “Nei comuni di Pozzuoli e Quarto il sodalizio dei BENEDUCE-LONGOBARDI vivrebbe una significativa fase di declino per lo stato di detenzione di quasi tutti gli elementi apicali, le numerose collaborazioni avviate con la giustizia, nonché i recenti pronunciamenti giudiziari. Infatti, nell’ambito dell’inchiesta Iron man (2016) il 9 novembre 2020 il Tribunale di Napoli ha condannato 9 imputati affiliati alla consorteria. In conseguenza dell’indebolimento dei clan storicamente egemoni il territorio puteolano presenta attualmente uno scenario criminale In trasformazione nel quale numerosi episodi di violenza, agguati e stese110 risultano indicativi di conflittualità in atto per lo più tra soggetti emergenti che tentano di insinuarsi nei vuoti di potere. In particolare, si sta affermando un nuovo gruppo composto da persone in passato affiliate ai clan LONGOBARDI e BENEDUCE, nonché intenzionato ad acquisire il controllo delle principali attività illecite ed il cui capo peraltro è stato arrestato in flagranza di reato il 3 dicembre 2020 dalla Polizia di Stato poiché trovato in possesso di una pistola semiautomatica con matricola abrasa e relativo munizionamento111. Nei territori di Bacoli e Monte di Procida permane la famiglia PARIANTE”.

Insomma, come si nota non c’è assolutamente traccia di fatti o personaggi riconducibili a Ischia, che dunque resta fuori da una serie di intrecci poco edificanti conservando ancor un tessuto sano. Ma, e questo lo ripetiamo anche a costo di apparire monotoni ogni qualvolta viene pubblicata la relazione della DIA, c’è ben poco da stare tranquilli ed anzi non bisogna assolutamente abbassare la guardia perché il periodo che stiamo attraversando mette in condizione la malavita di potersi insinuare facilmente in un qualsivoglia tessuto sociale ed economico, specialmente quando si arriva da un periodo di crisi e si hanno a disposizione ingenti risorse finanziarie. Non a caso nella fase introduttiva della relazione si legge quanto segue: “Nel secondo semestre del 2020 il perdurare dell’emergenza sanitaria da COVID-19 ha accentuato le conseguenze negative sul sistema sociale ed economico italiano originate dalle severe misure rese necessarie per contenere l’espandersi del contagio. Le difficoltà incontrate per arginare il diffondersi della pandemia hanno infatti continuato ad imporre limitazioni alla mobilità dei cittadini e allo svolgimento delle attività di importanti comparti produttivi quali quello commerciale, turistico-ricreativo e della ristorazione. Della difficoltà finanziarie delle imprese potrebbero approfittare le organizzazioni malavitose, per altro sempre più orientate verso una sorta di metamorfosi evolutiva volta a ridurre le strategie cruente per concentrarsi progressivamente sulla silente infiltrazione del sistema imprenditoriale”.

Il ministro Luciana Lamorgese
Il ministro Luciana Lamorgese

Un vero e proprio allarme, che viene ribadito anche nel passaggio successivo dove si legge: “I sodalizi mafiosi infatti potrebbero utilizzare le ingenti risorse liquide illecitamente acquisite per ‘aiutare’ privati e aziende in difficoltà al fine di rilevare o asservire le imprese in crisi finanziaria. Tale strategia mafiosa si rivelerebbe utile anche per il riciclaggio e per l’infiltrazione nei pubblici appalti. In tema 1, il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico CAFIERO DE RAHO ha rilevato che: ‘… La modernizzazione delle mafie si completa nel reinvestire capitali in soggetti economici deboli; in quei soggetti che non trovano più un accesso al credito bancario per la crisi. Le mafie non hanno bisogno di firmare atti, non hanno bisogno di documenti; al contrario occultano comportamenti illeciti con lo schermo di soggetti solo apparentemente sani, entrano così nel mercato dell’economia legale. Questo è veramente preoccupante. A tutto questo si risponde con le segnalazioni dal territorio, dalle stesse associazioni di categoria, con la segnalazione delle transazioni sospette’”. Insomma, come si nota i pericoli non mancano e anche Ischia e il suo tessuto devono continuare ad avere la capacità di restare con la guardia alta per evitare infiltrazioni che rischierebbero di inquinare a breve e senza possibilità di ritorno un territorio che magari presenta ancora parecchie criticità ma che per fortuna può dirsi ancora “immacolato”. Chissà, magari ci mette di suo anche il mare ma l’importante è rendersi conto che in un contesto come quello provinciale la nostra è una realtà oltremodo fortunata e fuori dal coro. Un privilegio da difendere, tenendo sempre gli occhi bene aperti.

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