CRONACAPRIMO PIANO

La resa dei conti

Dopo l’accusa (“La ricostruzione non è una lotteria”) del commissario Marcello Feola e le repliche più o meno pesanti di Tecnici Sisma Ischia, Pida e ingegneri, venerdì mattina a Palazzo Armieri arriva il confronto tra le parti nella speranza di trovare un’intesa. Che però è tutt’altro che scontata…

Dopo l’accusa e le repliche più o meno pacate, arriva il momento della resa dei conti. Venerdì mattina ci sarà l’atteso (e per la verità annunciato) faccia a faccia tra il commissario straordinario alla ricostruzione post sisma e post frana sull’isola d’Ischia, Marcello Feola, e i tecnici impegnati proprio nelle pratiche di ricostruzione privata. Ne ha dato notizia con una nota stringata la stessa struttura commissariale: “Il Commissario Straordinario per la Ricostruzione, prof. avv. Marcello G. Feola, comunica che venerdì 4 settembre p.v. alle ore 9.00 presso gli uffici di Napoli della struttura commissariale (Via Marina, 19/C – Palazzo Armieri), si terrà un incontro con l’Ordine degli Ingegneri e l’Ordine degli Architetti di Napoli, mirato a un confronto sui temi di competenza contenuti nella recente ordinanza 43 in materia di delocalizzazioni”. Inutile spiegare che si tratta di un incontro atteso anche perché preceduto da una serie di botta e risposta tra le parti in causa di non poco conto che hanno contribuito ad accendere un “fuoco” di notevoli dimensioni ed a catalizzare anche l’attenzione mediatica.

Una miccia innescata proprio dal commissario Feola che in occasione della conferenza stampa di presentazione della predetta ordinanza nel rivolgersi ai giornalisti era stato chiaro, esplicito e perentorio affermando: “La ricostruzione non è una lotteria. non si vince alla lotteria e i tecnici non possono pensare di aver vinto alla lotteria. Devono essere pagati sulla base dei compensi previsti dalle norme e, in particolare, dall’articolo 30, comma 3, del decreto-legge 109. La ricostruzione non è l’albero della cuccagna: deve essere realizzata nell’interesse dei cittadini e non dei tecnici”. Insomma, Feola aveva spiegato in maniera chiara come i professionisti avessero incassato molto più di quanto dovuto loro. Nei giorni successivi erano arrivati le repliche del presidente del Pida Giovannangelo De Angelis e quella ancora più a gamba tesa del gruppo Tecnici Sisma Ischia che così si era espresso: “Alla presentazione alla stampa dell’ultima Ordinanza la n. 43/2026 il Commissario si è lasciato andare ad una serie di considerazioni ed affermazioni offensive sui tecnici impegnati nella ricostruzione, lesive della dignità e della professionalità di chi opera tutti i giorni in prima linea per provare a trovare soluzioni a problemi a volte insormontabili per promuovere nuove ricostruzioni, stretti tra le legittime richieste dei terremotati sfollati che non chiedono altro che rientrare nelle loro case e la burocrazia che non aiuta a semplificarli. Riteniamo che l’Ordinanza presenti diverse carenze che non contribuiranno al raggiungimento degli obbiettivi prefissati. Per quanto riguarda le offese alla categoria saranno gli Ordini professionali ad occuparsene, istituzioni dello Stato italiano anche a ciò preposti”. Un clima non proprio pacioso che aveva provato a stemperare l’Associazione Ingegneri Ischia che per il tramite del proprio presidente Claudio D’Ambra aveva lanciato messaggi di pace in una nota in cui si leggeva tra l’altro quanto segue: “L’Associazione Ingegneri Ischia ritiene che questo non sia il momento di alimentare polemiche o contrapposizioni. La priorità deve essere una sola: restituire una casa alle persone che da troppi anni sono costrette a vivere lontano dalle proprie abitazioni, in una condizione di precarietà e incertezza che non può protrarsi ulteriormente”.

Insomma, il clima normalmente resta di profonda contrapposizione anche perché poi proprio a Il Golfo nei giorni scorsi lo stesso Feola si è detto pronto al dialogo ribadendo una volta di più che però sui compensi ai tecnici non è possibile derogare, anche perché sono le norme a non consentirlo. Sulla diatriba in atto è intervenuto anche il sindaco di Casamicciola, Giosi Ferrandino: «In questi giorni ho assistito a questa polemica, che spero possa rientrare al più presto, tra la struttura commissariale, le associazioni di categoria, i tecnici, gli architetti, gli ingegneri, i geometri, i periti e tutti coloro i quali sono interessati ad assicurare le proprie professionalità per fare in modo che continui questa ricostruzione, che oggi sembra finalmente aver accelerato. Dico che spero che la polemica rientri perché uno degli attori in campo è rappresentato proprio dai tecnici: per la ricostruzione, senza i tecnici, poco si può fare, così come poco si può fare senza le imprese impegnate nella ricostruzione. Allo stesso modo, poco si può fare senza un Comune celere nel rilascio delle carte e delle autorizzazioni e senza una struttura commissariale molto reattiva rispetto alle richieste che giungeranno, spero ancora più numerose dopo l’ultima ordinanza, la numero 43. Senza tutto questo, nulla si potrà fare. Deve esserci, invece, una sinergia tra tutte queste parti che ho appena elencato e, quindi, non devono esserci polemiche. Se nascono, bisogna avere la capacità di farle spegnere immediatamente».

Poi il primo cittadino aggiunge e conclude: Certamente ho capito quale sia il problema. Credo che il commissario, che ha un curriculum di tutto rispetto, un giurista e una persona che soprattutto con le leggi ci sa fare, se ha ritenuto che ci siano state delle distorsioni nell’applicazione delle parcelle professionali, probabilmente abbia riscontrato qualcosa che andava modificato. Ora sono convinto che, trattandosi di professionisti, si troverà sicuramente un’intesa e si comprenderà qual è lo spirito con il quale il commissario è intervenuto in questa vicenda. Sono certo, però, che anche in questo caso, come in tutti gli altri, lo abbia fatto esclusivamente nell’interesse dei cittadini e nell’esclusivo interesse dell’accelerazione della ricostruzione». Un auspicio oggettivamente condivisibile, ma l’impressione è che venerdì mattina a Napoli la discussione – quando entrerà nel vivo e toccherà la questione legata alla pecunia – sarà decisamente in linea con il clima infuocato di questa calda estate. Trovare la quadratura del cerchio non sarà semplice ma quella mediazione e del compromesso è un’arte dalla quale aspettarsi sempre di tutto. Che dire, staremo a vedere.

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