LE OPINIONI

LA RIFLESSIONE Ischia e quell’isola che non c’è più

DI FILIPPO FLORIO

Fino agli anni 60, Ischia, un’isola agricola. Mi raccontavano, che se andavi a raccogliere le erbe spontanee per alimentare gli animali e il proprietario, di quel terreno, ti beccava, ti toglieva l’erba. La ricchezza era data dal campo agricolo, coltivato. I miei parenti, mio padre e suoi fratelli e sorelle, preferirono acquistare dei terreni agricoli a Buceto e non acquistare l’Arso di Ischia, via Michele Mazzella per la somma di 350mila lire, un attaccamento radicale alla cultura agricola.

All’improvviso, è cambiato lo scenario, da contadini siamo passati al turismo. Quindi abbandono sistematico dei campi coltivati, cancellazione delle nostre radici e tradizioni, cambiava il lavoro e con esso le prospettive economiche. Senza entrare nel merito, iniziava una nuova era, sociale ed economica. Tutti, o quasi tutti, abbiamo scelto la costa, il mare, la vita dal mondo collinare sulla costa. Dimenticando i sentieri, gli alvei, le parracine, le briglie, le sorgenti, il bosco. I disastri, quelli gravissimi, quelli quotidiani, chiedono dazio, stiamo, forse iniziando a percepire, che il territorio non è pezzo, per usi e costumi, come ci garba, il territorio è un insieme che si regge, se, ci appartiene, diversamente implode. Nel mio piccolo, per questo sono stato deriso, burlato, inciuciato.

Negli anni 90 iniziavo a far conoscere i sentieri, spesso arrivavano ambientalisti, critiche dai cacciatori. Poi presidio Slow food Coniglio nei fossi, valorizzare i territori, gradito ai turisti, ignorato dagli isolani. Progetto adotta una pecora, un modo per pulire i sentieri, risultati in divenire. Nei PUC, sono cancellate le cantine, i fossi di coniglio, i piani di insediamento produttivo, non c’è traccia, i De. CO, PERFETTI SCONOSCIUTI. Poi, accade che l’isola è un colabrodo, la presenza, lungo la statale e non solo, di reti arancione di recinzioni, restringimento, segnalano pericoli, smottamenti. Forse, bisogna cambiare musica, soprattutto i maestri di musica e la loro orchestra, ma abbiamo, gli attributi per farlo? La madre terra ha deciso di non farci più crediti, i figli erediteranno disastri, siete contenti di lasciare alla prole solo degrado? Sarà, quel che sarà…

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