LA RIFLESSIONE La strada è di tutti, a partire dal più fragile

DI PACO IOVINE
La strada è di tutti, a partire dal più fragile. Partirò da questa frase della fondazione “Michele Scarponi”, ciclista professionista vittima di omicidio stradale il 22 aprile del 2017.
Suo fratello Marco, spinto da una forte e comprensibile motivazione, decise di trasformare quel dolore in qualcosa di positivo ,affinché il nome di suo fratello non venisse dimenticato. E da quell’immane tragedia , nacque questa importante iniziativa che parte dalle scuole primarie, fino ad arrivare alle categorie più adulte, volta a diffondere l’educazione stradale ed il rispetto delle regole. Per tutti gli utenti della strada. Detto ciò, mi preme ritornare alla frase con cui ho aperto questo articolo. La strada è di tutti, a partire dal più fragile. Facendola nostra e riproponendola nel contesto in cui viviamo, Vi confesso che faccio una fatica enorme nel vederla applicata sulle nostre strade. Al di la del caos e del “problema traffico”,verso il quale si annaspa,o meglio, si preferisce non trovare soluzioni alternative -presumibilmente perché dovrebbero essere dettate ahimè da decisioni determinate e coraggiose, probabilmente sul momento anche impopolari, ma che col tempo darebbero i loro frutti(ma qui il tempo per gli investimenti a lungo termine sembra non essere affatto contemplato) – la percorribilità delle strade di casa nostra ,da parte delle categorie più fragili, non brilla sicuramente per efficienza. E per categorie fragili s’intende pedoni, passeggini, diversamente abili, bambini ed anziani.
Sulla nostra isola per esempio, ci sono ancora tratti di strada sprovvisti di marciapiedi. Uno su tutti, nel Comune d’Ischia, via Michele Mazzella, zona pilastri-Rotatoria ex semafori. Un passaggio fondamentale ed obbligato per chi volesse arrivare a piedi ed in sicurezza nella zona centrale del paese,o semplicemente recarsi in quelle attività come Sportnet, CicliScotto ecc…Non vi è marciapiede, né attraversamento pedonale, oltretutto c’è scarsa illuminazione. E pensare che precisamente un anno fa (novembre 2024) la Città Metropolitana (competente del tratto in questione) stanzió la somma di 2,5 milioni di euro per due importanti interventi. Messa in sicurezza della zona del Ciglio (quella regolata dai semafori per intenderci) nel comune di Serrara Fontana e la realizzazione del marciapiede di collegamento pilastri-rotatoria ex semafori. Ebbene, il primo intervento procede già da un po’. Del secondo nemmeno l’ombra e nulla è dato sapere (come di consuetudine). Quando facevo parte del Comitato “La Strada del Buonsenso “, sollevai fortemente la questione , denunciando con pec, video e foto,la pericolosità di questa strada ,diventata oramai sempre più interessata dal passaggio di pedoni. Scolari, anziani, mamme con passeggino, che sfidano la sorte camminando su di un margine di strada oltretutto a scorrimento non certo lento. Mettiamoci pure la dannata distrazione del secolo (il cellulare) e la tragedia è lì sempre dietro l’angolo.
Pensiamo poi a come sarebbe bello se la variante esterna (la superstrada ), fosse servita da un bel marciapiede che consentisse di passeggiare, di fare attività sportiva o semplicemente godersi quello scorcio di panorama che dà sul mare e sul castello Aragonese. Magari fornita di qualche panchina dove potersi riposare o semplicemente contemplare la magnifica veduta che vi si presenta davanti. La questione marciapiedi e categorie fragili, non riguarda però solo il comune d’Ischia. Anche il comune di Barano ne soffre (quei pochi che esistono sono occupati dalle auto in sosta o dagli alberi che non ne permettono un agevole passaggio. Vedi via Pendio del Gelso , oppure il tratto Piedimonte-Fiaiano). L’asse viario “terra rossa -Piedimonte,rotatoria Piedimonte-Vatoliere-Testaccio,per non parlare del tratto Piedimonte-Barano centro. Totalmente sprovvista anche di un singolo marciapiede. Signori lì c’è la scuola media con centinaia di ragazzi che camminano per strada al di fuori delle auto in sosta. Piu su c’è un asilo in curva, con auto in sosta e privo di marciapiedi di sicurezza. La sua realizzazione è impossibile ci dicono, a causa della mancanza di spazio. Però il posto per le auto lo abbiamo trovato, rispondo io. ”Ma quello non sempre è consentito”, affermano. Beh, allora intervenga chi di dovere. E qui si ferma la conversazione. Che strano gioco vero? La mia domanda è sempre la stessa (e qui mi farò più di qualche nemico, pazienza): ma quando abbiamo messo su la nostra casa, oppure ne abbiamo scelta una da fittare, ci siamo posti il problema di dove mettere l’auto?Abbiamo pensato ad un garage invece di un altra stanza? Oppure ci siamo arrogati il diritto di decidere che la strada, la carreggiata, o la corsia sarebbe diventata di nostra proprietà? Da Barano a Serrara Fontana, idem. Anche il comune più alto dell’isola non è esente da questa problematica. Residenti e turisti che vorrebbero godersi una splendida e panoramica passeggiata, sono costretti a fare i conti con la sorte oppure a rinunciare. A causa di strade strette, senza marciapiedi e con una serie di curve cieche, dove già quotidianamente rischiano il contatto automobili e bus enormi ,che per le nostre strade (mulattiere di una volta )sarebbero veramente da abolire .In ultimo ma non per rilevanza, il comune di Forio, con la sua pericolosissima strada di Cavallaro, dove non esistono marciapiedi e dove ci sono fermate del bus , con le persone letteralmente attaccate al muro, senza un minimo di protezione ,su di una strada a scorrimento veloce, che oltretutto conduce centinaia di turisti ad uno dei giardini più belli in assoluto. Quelli della Mortella,Eppure signori siamo nel 2025.
Parliamo di andare ad abitare sulla luna , di robot che ci sostituiranno (ahimè), di intelligenza artificiale e via dicendo,ma non riusciamo a tutelare l’incolumità delle persone, a garantire più sicurezza ai pedoni, alle mamme con passeggini, ai diversamente abili, ai più anziani, ai bambini? Oltretutto su di un isola a forte vocazione turistica,che si professa inclusiva e che dovrebbe offrire un qualcosa in più, in termini di servizi basilari,importanti e fondamentali. Garantendo un maggiore diritto alla sicurezza ed alla vivibilità del proprio territorio, partendo appunto dalle categorie più fragili e vulnerabili,di conseguenza quindiC mostrare interesse ad ambire quantomeno a quelle norme basilari che regolano la civiltà ed il diritto di ogni essere individuo. Partendo appunto dalle categorie più fragili. Ecco, cari amministratori di quest’isola, partiamo da questi piccoli ma grandi interventi a tutela delle persone. In questo più che mediocre panorama nazionale, del quale attualmente ne facciamo sempre più degnamente parte. Impegniamoci concretamente nel fare la nostra parte.







