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POLITICAPRIMO PIANO

La rivoluzione di marzo

L’allargamento della maggioranza a Ischia, il Consiglio di Stato che a Lacco Ameno tiene ancora in bilico il responso delle ultime elezioni amministrative. Due botti che scuotono la politica isolana dopo un periodo di letargo. E alle evoluzioni, adesso, guardano tutti con interesse: ecco perché

Chiamatela pure la rivoluzione di marzo. E fa niente se non è quella passata alla storia e molto più celebre di ottobre né tantomeno che riguardi un fazzoletto di terra come la nostra isola. E che, nello specifico, abbia attinenza con la politica. Che da queste parti – complice è vero il covid ma anche un appiattimento e una monotonia che parevano conclamati e irreversibili al netto della pandemia – era letteralmente caduto in letargo ma si ritrova ad essere risvegliato all’improvviso da due fenomeni “tellurici”. Uno già chiaro e concretizzato, l’altro che riapre una contesa che pareva chiusa e dunque morta e sepolta.

Nel mezzo, il resto degli attori protagonisti della vita amministrativa isolana che osservano e lo fanno con attenzione: perché, al netto delle dichiarazioni di circostanza, sono tutti più o meno parte interessata. Iniziamo dai piani alti e da quelle che sono le alte cariche della politica nostrana, ossia Domenico De Siano e Giosi Ferrandino. Il borsino, allo stato dell’arte, vede il primo marcare il segno “più” e il secondo quello “meno” e non ci vuole molto a capire il perché. Il senatore ha infatti riaperto la partita legata alle elezioni amministrative di Lacco Ameno dello scorso autunno con il Consiglio di Stato che ha concesso di riconteggiare una serie di schede contestate sia da lui che dall’attuale primo cittadino Giacomo Pascale. Per carità, non basta certo a far saltare il tappo di champagne, ma almeno di qui al prossimo 8 giugno l’attuale coordinatore di Forza Italia potrà sperare di capovolgere – e sarebbe un fatto almeno statisticamente clamoroso – il risultato scaturito dalle urne. Il borsino del coordinatore regionale di Forza Italia è inoltre in salita anche perché il suo partito è entrato nel nuovo governo, dove annovera pure tre ministri: insomma, anche il peso specifico all’interno dei palazzi capitolini da qualche tempo non è affatto marginale.

Non se la passa altrettanto bene invece Giosi Ferrandino. L’eurodeputato è diventato – strategicamente parlando mossa abbastanza scontata – uno “sponsor” di Giacomo Pascale, a sua volta molto vicino a Francesco Del Deo. L’asse Forio-Lacco Ameno sarebbe dovuto servire da ariete per provare a “sfondare la porta” a Casamicciola e poi provare pian piano a sgomitare anche a Ischia. E dunque un “Barone” ancora appeso al filo sottile delle decisioni del Consiglio di Stato non è proprio il massimo della vita. Il fortino casamicciolese regge, anzi paradossalmente fa ancora più muro ogni qualvolta fa capolino l’ombra giosiana e ad Ischia a rendere la situazione più complicata ci si è messa un’altra pagina significativa – forse la più significativa – di questa rivoluzione di marzo. Già appariva chiara la percezione che la corsa verso le elezioni amministrative del movimento politico “Per Ischia” fosse tutta in salita. Dal momento della sua costituzione anche di gruppo consiliare, e pur con l’appoggio esterno dell’eurodeputato del Pd, quell’area politica non ha mai dato l’impressione di potersi allargare ulteriormente attirando a sé il mondo associazionistico, della società civile, o soggetti protagonisti del presente e anche del passato nel campo amministrativo. L’impressione, sia detto senza malizia, è che ci si stava trascinando verso le elezioni amministrative del 2022 andando incontro a una sconfitta che forse nemmeno un miracolo (con tutto il rispetto per chi abita ai piani alti) avrebbe potuto evitare.

rivoluzione di marzo

E la prova che, come ribadito in un’intervista a Il Golfo (anche) dal vicesindaco Luigi Di Vaia, che si guardasse all’esterno, molto all’esterno, per trovare una candidatura a sindaco capace di dar fastidio alla maggioranza (leggi Maria Grazia Di Scala) la dice lunga su come i “nostri eroi” si fossero ormai impantanati e avviati verso una strada senza uscita. Non lo ammetterà e non lo ammetteranno mai, ma restiamo convinti del fatto che Gianluca Trani – e con lui Giustina Mattera e Ciro Cenatiempo – abbia deciso a un certo punto di salutare l’allegra compagnia e saltare da una zattera instabile allo yacht di Enzo Ferrandino, in grado di traghettarlo senza rischi nel porto delle amministrative del 2022. Scelta che avrebbero fatto, fosse dipeso da loro, anche Ottorino Mattera e Maurizio De Luise, esclusi per aver pagato anche (il secondo esclusivamente) il “legame” con l’europarlamentare. Che così adesso deve riordinare le idee e provare a tessere la tela, ma l’impressione è che la rivoluzione di marzo abbia dato una fisionomia ancor più marcata all’attuale stato dell’arte. E così Forio e Lacco Ameno restano da una parte sempre che il Consiglio di Stato non li separi, e il resto delle “truppe” da quest’altra parte. Il mese pazzerello, quello nel quale mentre c’è il sole metti l’ombrello, tra tanti dubbi sembra aver regalato una certezza: le mira espansionistiche partite all’ombra del Torrione, ed avallate da Giacomo e Giosi, hanno subito una pesante frenata. Temporanea o a questo punto definitiva? Ai posteri l’ardua sentenza.

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