CULTURA & SOCIETA'

La sacra famiglia e l’immaginario: la prima della storia a creare le zeppole per far piacere a Giuseppe ed al piccolo Gesù fu Maria di Nazareth oltre 2000 anni fa

Dialogo immaginario fra la Madonna e San Giuseppe quando erano ancora mamma Maria e papà Giuseppe il falegname con il loro figliuolo Gesù – l’illustrazione grafica è dell’artista pittrice Angela Impagliazzo

In occasione della ricorrenza di oggi di San Giuseppe, cercavamo sull’isola una nuova famiglia esemplare, cristiana… numerosa con più figli possibili, non per fare lo scoop, ma per gioire insieme, perché riteniamo che i figli, comunque essi vengano al mondo, sono sempre doni e figli di Dio. Per due anni consecutivi precedenti, pensammo a Pasquale Baldino, ottimo collaboratore de Il Golfo e a sua moglie Raffaela (Lella) Patrizia, genitori felici della bellezza di 10 figli alternati femmina-maschio, più due volati al cielo, altrimenti ne avremmo contati 12. E’ vero che non c’’è due senza tre, ma riproporre per la terza volta la famiglia modello di Pasquale Baldino avrebbe significato far torto a nuove “scoperte” . E la “scoperta” nuova, importante è caduta proprio sulla famiglia originale, quella di Maria di Nazareth e Giuseppe il falegname, la Sacra Famiglia, non numerosa. Composta da Pa Giuseppe, Mamma Maria e il figlio il piccolo Gesù in un menage familiare con dialogo immaginato su l’ onomastico di Giuseppe e le tradizionali zeppole cosidette di San Giuseppe che Maria, messa alla prova, doveva realizzare. Ecco la storia immaginata:

La bottega era in fondo alla via,tutti quanti sapevano dove. Il dialogo: papà Giuseppe: “ adorata Maria, molto presto sarà il 19; vola il tempo a gran passi s’appresta. Invitiamo qui a casa gli amici. E’ il mio nome, lo sai; la mia festa: Che ti pare Marì ? Che ne dici ?” Alza gli occhi Maria dal ricamo, risplendenti di grazia divina. “ Peppe mio, tu lo sai quanto t’amo, però sono un disastro in cucina. Ti ricordi dell’ ultima volta ? Mi ci sono davvero impegnata, ma mi venne uno schifo, la torta, e alla fine l’abbiamo buttata. Ma sta volta andrà meglio, faccio led zeppole, lo sento, lo vedrai: non ti dico di più. Voglio farti davvero contento, con il nostro figliuolo Gesù ! E così ci provò. Poveretta, ben tre giorni passò a cucinare, ma non era una cuoca provetta ( era molto più brava a pregare. Questa volta riuscì ! nella stanza in cui stava la Sacra Famiglia si diffuse una dolce fragranza. Che languore ! che gran meraviglia ! Su un vassoio fan mostra di sé (beh, Maria, certe volte sei in vena !) zeppoloni di pasta di bignè ben guarniti di crema e amarena. San Giuseppe però storce il naso. “Moglie mia, chi può averti aiutato ? non mi dire che è frutto del caso; tu lo sai la menzogna è peccato. E non fare quel viso contrito! Dai, sorridi, mia cara Maria: ’aiutante, l’ho bell’e capito, si nasconde costì, in casa mia. Vieni qua, figlio mio, fatti avanti. I miracoli son limitati,vanno usati per cose importanti; se li impieghi così, son sprecati!” Ma Gesù, ch’era ancora un bambino lo guardò con grandissimo amore, e gli disse: “Mio caro papino, stai facendo – perdona – un errore: questa zeppola dolce, squisita da gustare in un giorno di festa rende un poco migliore la vita: la magia quotidiana è anche questa.E’ un miracolo lieve, leggero;una semplice, morbida cosa, che anche al giorno più cupo e nero dà una piccola mano di rosa”. Il papà sentì in gola un magone. “Caro figlio, non critico più. Su sti’ zeppole hai proprio ragione: io so’ Santo, ma tu sei Gesù!”.

michelelubrano@yahoo.it

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