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La Sant’Anna che affascina e i pro e contro della Festa 2016

Il giorno dopo è tempo di bilanci, di riflessioni, di considerazioni. C’è poco da fare e da dire, la Festa di Sant’Anna ad Ischia è come la finale di Champions League per i frequentatori del bar dello sport: vuoi o non vuoi, bisogna sempre discuterne. Ed è quello che proveremo a fare anche noi, analizzando quelli che sono stati presumibilmente i pro ed i contro dell’edizione 2016. Non prima, però, di aver fatto qualche considerazione che riteniamo quanto mai opportuna. La lunga notte del 26 luglio nella Baia di Cartaromana, diciamolo subito a scanso di equivoci, è un evento decisamente poco glamour e non da salotto, non fosse altro perché parliamo di una festa popolare. Non avrà mai – anche se a mio avviso questo resta un peccato originale per il quale non basterebbero anni di penitenza – l’eco mediatico del Global o di altri eventi “chic” di cui pure il territorio è ricco, tra Premi di varia natura ed altre manifestazioni più o meno analoghe. Il vero vip o quello con la puzzetta sotto il naso non si riverserebbero mai ad Ischia Ponte, qualcuno magari utilizza la propria imbarcazione privata e si gode lo spettacolo tranquillamente a bordo, ma parliamo in ogni caso di una sparuta minoranza.

Ma c’è un qualcosa che forse ci ostiniamo a non voler vedere o che non riusciamo a percepire, e in un caso come nell’altro sarebbe di una gravità inaudita. Quella incredibile, suggestiva cornice, tanto incantevole da non sembrar vera e da far venire i brividi, è una cartolina di straordinaria ed inarrivabile (sì, inarrivabile) bellezza, che sembra trafiggerti al cuore e dirti: questa è Ischia. Sì, senza l’arrivo di star hollywoodiane, effetti speciali, ricchi premi e cotillons. Perché non c’è un solo turista che non porti dentro di sé la magnifica serata trascorsa nella Baia, a prescindere dalla qualità dei fuochi pirotecnici, delle barche allegoriche, dell’incendio del castello e di tutti gli annessi e connessi possibili e immaginabili. E le foto e le immagini che pure fortunatamente rimbalzano ovunque nei giorni successivi (in questo siano lodate le nuove tecnologie ed i social network) rendono soltanto in parte lo spettacolo che si può ammirare dal vivo, di fronte al quale – lo ripetiamo anche a rischio di essere monotoni – si resta assolutamente strabiliati. Insomma, la Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna non è soltanto l’evento per eccellenza dell’estate ischitana, ma anche l’unico appuntamento che non racconta quanto Ischia sia popolata dalle star del jet set, della cultura, dello sport e dello spettacolo, ma rimarca quello che forse è l’aspetto più importante: ci troviamo in uno degli angoli più incantevoli del pianeta. Si lavorasse, allora, per preservarla e se possibile migliorarla, anche se come recita un antico adagio la Festa rappresenta una singolare eccezione: la cornice, probabilmente, conta più del dipinto che pure ha la sua importanza.

Chiusa la parentesi, passiamo a vedere cosa nell’edizione 2016 ha funzionato di più e cosa meno. Un aspetto positivo è sicuramente da ricercare nella CONTINUITA’: quest’anno abbiamo assistito alla riconferma di Maria Grazia Nicotra nei panni di direttore artistico, accompagnata dal suo consolidato staff. Barche allegoriche a tema, debitamente prestabilito: può piacere o meno, ma se non altro in una manifestazione che viveva di repentini cambiamenti nella sua formula, la cosa è da accogliere indubbiamente con favore. La strada intrapresa, sentiero spesso irto di difficoltà, è quella di voler coniugare antico e moderno, se l’operazione dal punto di vista artistico è riuscita o meno lo lasciamo giudicare a voi, tanto non è questo il punto. Bene, molto bene, anche i TEMPI DI SFILATA DELLE BARCHE: sono stati veloci, senza pause, finalmente si sono eliminate quelle lunghe, estenuanti soste tra il passaggio nella baia di una zattera ed un’altra. Attenzione, però, perché questa medaglia ha avuto un rovescio negativo. I TEMPI DELLE PREMIAZIONI, infatti, sono stati lunghi, eccessivamente lunghi, e quel che è peggio hanno portato gli spettatori a spazientirsi ed addirittura a indirizzare salve di fischi all’indirizzo del palco. E in casi del genere, non c’è allarme rosso peggiore. L’impressione, o almeno la nostra speranza, è che si sia trattato di una scelta dettata da motivi tecnici che impedivano la partenza celere e repentina dell’incendio del Castello o dei fuochi pirotecnici, se così non fosse ci troveremmo davvero in presenza della vera “toppata” della serata. Non a caso, lo spettacolo piromusicale è terminato quando l’orologio segnava 24 minuti dopo l’una, a memoria d’uomo non ricordiamo una cosa del genere.

Poi ci sono una serie di altri aspetti, legati alla LOGISTICA. L’impressione è quella di trovarsi in un sistema dove spesso la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Luigi Di Vaia, delegato dell’amministrazione a seguire l’evento, ha dovuto vestire nell’ultima settimana i panni del Bolt di turno (non il detersivo, il campione dei 100 metri, a scanso di equivoci…), ma il fatto che nell’area dove si svolge l’evento non ci sia un addetto ai lavori che sia uno fino a dopo l’ora di pranzo appare francamente quanto meno discutibile. Sulla sistemazione dei giornalisti e delle troupe televisive chiamate a dare diffusione alla Festa, stendiamo un velo pietoso ma solo per evitare di incorrere in quello che comunemente viene definito conflitto di interessi. E infine c’è l’aspetto sul quale ci piace soffermarci più di tutti, ossia quello legato ai RITARDI CRONICI con cui la stessa macchina organizzativa si mette in moto. E’ vero, in primavera non si sa ancora se e in quale misura questo evento sarà finanziato dalla Regione Campania, ma siccome ormai abbiamo capito che di riffa o di raffa Sant’Anna si farà sempre, allora ci chiediamo: il bando per la ricerca di sponsor, di acquisizione dei diritti televisivi ed in ultimo delle associazioni che intendono costruire una barca, non è possibile farlo uscire a gennaio? E’ chiaro che se questi adempimenti burocratici vengono ultimati il 18 luglio, la Festa diventa poco appetibile. Sotto tutti gli aspetti. Tranne che, perdonateci la cattiveria, per i soliti noti…

gaetanoferrandino@gmail.com

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