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La Sasso faccia a faccia col Gip: «Ho perso il controllo a causa di un malore»

Si è svolto ieri mattina l’interrogatorio di garanzia della donna, accusata di omicidio stradale per l’incidente occorso una settimana fa sulla Superstrada, in cui perse la vita il giovane Xhemal Velsmali

È trascorsa una settimana dal tragico incidente che ancora una volta ha insanguinato le nostre strade. Ieri mattina al cospetto del Gip del Tribunale di Napoli si è svolto l’interrogatorio di garanzia per Claudia Sasso, la donna che al volante della sua auto nel tardo pomeriggio di sabato 3 agosto ha investito il giovanissimo Xhemal Velsmali, rimasto ucciso sul colpo. Interrogatorio che non si era potuto svolgere nei giorni scorsi, visto il ricovero dell’indagata dapprima presso il nosocomio di Lacco Ameno e poi all’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli, per il necessario supporto psicologico dopo l’accaduto.

Assistita dal suo legale di fiducia, l’avvocato Gino Di Meglio, la 40enne isolana non è si è avvalsa della facoltà di non rispondere, e ha anzi risposto a tutte le domande poste dal magistrato nell’intento di ricostruire la drammatica dinamica di quegli attimi in cui, al volante della sua Peugeot 208, era appena uscita dalla galleria della Fasolara dirigendosi verso la zona dell’incrocio dove per lungo tempo sono state installate luci semaforiche in direzione Barano. Attimi in cui l’auto è invece finita sulla carreggiata opposta, dove sul ciglio della strada camminava Xhemal, il 16enne albanese giunto in Italia per trascorrere alcuni giorni in compagnia della sorella, e che invece è stato travolto.

Claudia Sasso ha risposto a tutte le domande del magistrato, spiegando di non aver mai fatto uso di psicofarmaci e di non aver utilizzato il telefono mentre era alla guida

Claudia Sasso ha spiegato di non fare uso di psicofarmaci, e di non averne mai fatto uso in precedenza, dunque non si è trattato di un’alterazione o rallentamento di riflessi dovuto a tali sostanza. La donna ha anche precisato di non aver usato il telefono cellulare mentre era al volante. L’apparecchio era nella sua borsa, a bordo dell’auto: dopo l’incidente, mentre la donna chiedeva di avvertire i familiari, qualcuno tra le persone accorse sul posto avrebbe preso il telefono dalla borsa consultando la rubrica per reperire i relativi numeri. Tutto ciò ovviamente prima del sequestro dell’apparecchio, operato successivamente dalla polizia. In sostanza, la causa dell’uscita dalla corsia, terminata col fatale investimento, secondo l’indagata sarebbe da ascrivere a un malore, tale da provocare una momentanea perdita dei sensi. Uno svenimento che le ha impedito di condurre la vettura in quel tratto dove la strada piega in discesa verso destra, mentre invece la Peugeot si è diretta verso la carreggiata a sinistra e poi contro il muretto, travolgendo Xhemal che non ha avuto scampo.

La difesa non ha inteso avanzare richieste, dunque la situazione resta immutata. Tuttavia è concreta l’ipotesi di un ricorso al Tribunale del Riesame da inoltrare nei prossimi giorni contro l’ordinanza che ha disposto gli arresti domiciliari, misura ritenuta idonea dal Gip. Secondo il magistrato essa «consentirà di evitare che la donna possa rimettersi alla guida di un veicolo e provocare ulteriori incidenti stradali. Al contrario, una misura non detentiva consentirebbe all’indagata una libertà di movimento incompatibile con l’esigenza cautelare da salvaguardare»

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La difesa, sostenuta dall’avvocato Gino Di Meglio, non ha avanzato richieste al Gip. Dopo l’esito degli accertamenti sul telefono dell’indagata, sarà valutata l’opportunità del ricorso al Riesame

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In ogni caso l’avvocato Di Meglio attenderà l’esito degli accertamenti che saranno condotti sul telefono della sua assistita, per poi valutare l’opportunità del ricorso. Come si ricorderà, l’accusa per l’indagata è quella di omicidio stradale aggravato, «perché – si legge nel capo di imputazione – con la condotta colposa imprudente, imperita e negligente di seguito indicata, nonché con violazione delle norme di cui al D.Lvo 285/1992, mentre percorreva alla guida dell’autoveicolo Peugeot 208 targato FC 780BV la SP 270 variante esterna in direzione Barano d’Ischia, all’altezza dell’intersezione con via Vicinale Fasolara. Per colpa consistita nel non aver regolato la velocità con riguardo alle condizioni dei luoghi e della strada in violazione dell’art. 141 C.d.S., nel non aver rispettato la corretta posizione dei veicoli su strada, tagliando la curva, invadendo la corsia opposta e percorrendo contromano circa 27 metri in violazione dell’art. 143 C.d.S., nel non aver rispettato la segnaletica stradale orizzontale, essendo le due corsie divise da linea di mezzeria continua, in violazione dell’art. 146C.d.S..

Non avvedendosi in tempo della presenza del pedone Velsmali Xhemal – il quale procedeva lungo il margine destro della carreggiata verso Barano d’Ischia nella corsia opposta a quella di marcia della conducente -, tagliando la curva e proseguendo controsenso per circa 27 metri, colpiva il pedone, il quale veniva sbalzato sul muretto di recinzione e decedeva all’istante. Con l’aggravante di aver commesso il fatto a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi». L’automobile della donna, a cui è stata anche ritirata la patente, dopo l’impatto era stata trovata con la quarta marcia innestata.

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