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CULTURA & SOCIETA'

LA SCHEDA Chi è Crescenzo Scotti

Ischitano d’origine, Crescenzo Scotti ha frequentato con successo la scuola alberghiera conseguendo il diploma in modo brillante: nel frattempo abbina al percorso scolastico le prime esperienze in strutture alberghiere, che gli hanno comprendere quello che sarà il suo futuro lavorativo. I primi tasselli vengono posti presso l’Hotel Miramare e Casttello di Ischia, dove Crescenzo resterà dal 1995 al 2001 e dove lo chef è un certo Nino Di Costanzo, uno di quelli che di strada ne farà parecchia. E il percorso professionale con Di Costanzo prosegue a lungo in Italia ed all’estero. Un peregrinare lontano dall’isola nel periodo invernale che finisce inevitabilmente con l’accrescere il bagaglio di esperienza e professionalità dello Scotti.

Crescenzo però non si pone limiti e così, ritenendo che uno chef debba essere anche un pasticciere, svolge uno stage di sei mesi presso un laboratorio isolano e poi effettua corsi professionali con icone del calibro di Roberto Lestani, Morandin, Di Carlo, Beduschi, Zoia, Tacchella, per poi esercitare l’attività di pasticciere per due anni in albergo. “Nemo profeta in patria”, recita l’antico adagio, e non a caso la consacrazione del nostro arriva non a Ischia ma su un’altra isola, la Sicilia. Un tris di ristoranti (Arcipelago, Grusoni e il Cappero) alle Eolie segna la definitiva consacrazione di Crescenzo e il 4 novembre 2014 arriva una data che resterà a lungo scolpita nella sua mentre, quella della prima stella Michelin. Da quel momento Crescenzo Scotti si rimette continuamente in discussione e così eccolo per un triennio a Ravello (Villa Cimbrione) prima di raccogliere un progetto ambizioso, quello del Borgo Santandrea Amalfi. Senza porsi mai limiti e con una stella in più. Stavolta regalata alla sua Ischia.

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Pina Conte

Una Stella regalata alla sua Ischia, ok. Ma 2 paroline su “La Tuga”? Giusto per chi non sa dove lo chef ha dato il suo contributo. Non per pubblicità, visto che hai nominato tutti gli altri.

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