La sede Vescovile di Ischia accorpata alla Diocesi di Pozzuoli. Il nuovo Vescovo Pascarella a Ischia 7 anni fa col Cardinale Sepe per la Conferenza Episcopale

In oltre mille anni la Diocesi ischitana più volte rimasta sede vacante “gestita” da amministratori apostolici provvisori che succedevano e precedevano passati e i nuovi Vescovi titolari

Nelle passate settimane con Lagnese non più vescovo di Ischia, ma solo Amministratore Apostolico temporaneo, perchè trasferito a Caserta, sull’isola e negli ambienti della chiesa locale si respirava aria sospetta. Insomma si temeva seriamente che potesse accadere ciò che nessun si aspettava: il possibile accorpamento alla Diocesi di Pozzuoli. Aleggiavano vecchi fantasmi, voci di dentro che annunciavano sgradite notizie: Pascarella Vescovo di Pozzuoli ci adotta, ci accoglie nella sua famiglia diocesana puteolana. Come se Ischia non fosse già Diocesi dal lontanissimo 1172 col suo primo Vescovo di nome Pietro Primo.

ANTICA SEDE VESCOVILE DI ISCHIA DIVENTATA SUCCURSALE DI POZZUOLI

Per la verità, la ultramillenaria Diocesi di Ischia corse il serio pericolo di essere accorpata alla più importante ed estesa Diocesi di Pozzuoli già sul finir degli anni ’20, allorquando con il trasferimento del suo Vescovo titolare Mons. Pasquale Ragosta alla Diocesi di Castellammare di Stabia, divenne di nuovo sede vacante. Era il 1925. Così che si rese necessario nominare per Ischia un Amministratore Apostolico facente funzioni di Vescovo sostituto reggente in attesa della nomina ufficiale del nuovo Pastore. Curioso precedente, si ritenne opportuno affidare l’incarico proprio al Vescovo della Diocesi di Pozzuoli all’epoca mons. Giuseppe Petrone che vi rimase quattro anni, tempo abbastanza lungo per una Diocesi che aspettava da un giorno all’altro la nomina del suo nuovo Presule che arrivò col Vescovo buono ed amato Mons. Ernesto De Lauretiis, il quale guidò la Diocesi di Ischia più a lungo di tutti gli altri, predecessori e successori (10 novembre 1929 – 4 gennaio 1956). Alla sua morte subito dopo gli successe Mons. Antonio Cece, uno dei Vescovi più autorevoli e colti della storia della Diocesi isolana. La ultramillenaria Diocesi di Ischia da vari secoli fino ai nostri giorni, oggi, da sede vescovile occupata si trasforma in sede vescovile vacante. Di qui l’attesa della nomina del nuovo Vescovo e la collocazione di un reggente provvisorio con funzioni di Amministratore Apostolico. La storia si ripete ed ha per protagonisti del tempo corrente la nostra Diocesi ed il suo Vescovo che se ne va. Nel senso che per meriti, viene trasferito ad altra, logicamente, più grande ed importante Diocesi di Caserta.

GENNAIO 1968 FUMERALE DEL GRANDE PARROCO DELLA CATTEDRALE CAN. VINCENZO CENATIEMPO ARTICOLI DI ANTONIO LUBRANO

Questo è accaduto con il “nostro” stesso Lagnese, nominato a sorpresa da Papa Francesco, Amministratore Apostolico della nostra Diocesi fino all’annuncio della nomina del nuovo Pastore nella persona di Mons. Gennaro Pascarella Vescovo titolare della Diocesi di Pozzuoli. Descrivere la storia degli Amministratori Apostolici in ordine progressivo che hanno riguardato la Diocesi dell’isola d’Ischia e dei Vescovi in successione, ci sembra utile per venire a conoscenza di circostanze storiche altrimenti mai apprese. La formula ecclesiale della nomina dell’Amministratore Apostolico temporaneo in sede resasi vacante nella cronotassi dei vescovi dell’ antica Diocesi isolana, fu messa in pratica nel lontano 1402 dopo il fine mandato del Vescovo Nicola Tinti con il Cardinale ischitano poi Papa, Baldassare Cossa che guidò la chiesa di Ischia fino alla presa di possesso del nuovo Vescovo Lorenzo Ricci nel 1419. Si ricorse anni dopo alla formula dell’Aministratore Apostolico anche nel 1564 dopo il trasferimento alla Diocesi di Assisi del Vescovo Filippo Geri con il Cardinale Inigo D’Avalos come Vescovo Viciniore, essendo Abate Commendatario della vicina Procida oltre che ischitano residente con la sua famiglia, fino all’ ingresso in Diocesi del nuovo Vescovo Fabio Polverino nel 1565. Altro Amministratore Apostolico facente funzioni nella Diocesi di Ischia è stato il Can. Giosuè Mazzella vicario capitolare della Cattedrale dopo la morte in Napoli ed ivi sepolto del Vescovo Pasquale Sansone nel 1799 fino alla nomina del nuovo Vescovo Mons. Giuseppe D’Amante nel 1818. Ancora, dopo il Vescovado di Francesco Di Nicola nel 1885 venne la volta di Gennaro Portanova che prima di diventare Vescovo fu Amministratore Apostolico e poi Vescovo ufficiale della stessa Diocesi fino al1888.

IL CARDINALE LUIGI LAVITRANO IN VISITA UFFICIALE NELLA SUA ISOLA D’ISCHIA

Per i continui campi di sede, per trasferimenti o per morte del Vescovo titolare , la pratica delle nomine degli Amministratori Apostolici assunse l’uso della prassi frequente quando la Diocesi di Ischia rimaneva senza vescovo. Lo fu successivamente anche il Vescovo Giuseppe Candido nel 1901 quando fu costretto a lasciare la sede episcopale di ischia sostituito pochi mesi dopo dal nuovo Vescovo Sua Ecc. Mons. Mario Palladino lo stesso che nel 1903 fece erigere sulla banchina del porto d’ Ischia davanti alla reale Chiesa di Portosalvo l’ imponente statua del Redentore e la storica lapide in ricordo della nascita di San Giovan Giuseppe della Croce sulla facciata della casa natale del Santo Concittadino in via Luigi Mazzella a pochi passi dal piazzale aragonese. Il Vescovado di Mario Palladino durò fino al 1913. Al riguardo c’ è un curioso e storico precedente. Infatti proprio come lo è stato di recente con l’ormai ex nostro Vescovo Pietro Lagnese, anche Mons. Mario Palladino benficiò dell’ identica buona sorte di Lagnese oggi: cioè quella della inaspettata nomina di trasferimento per promozione, dalla Diocesi di Ischia dove vi rimase 12 anni, alla Diocesi più grande ed importante della città di Caserta. “Divine” coincidenze della storia fra l’isola d’Ischia e l’antica città della Reggia Vanvitelliana.

IL VESCOVO ERNESTO DE LAURENTIIS -1929-1955

Con la partenza del Vescovo Mario Palladino per la nuova sede vescovile di Caserta la Diocesi di Ischia per qualche mese di venne nuovamente sede vacante, era il 1913. Temporaneamente fu nominato Amministratore Aspostolico il Canonico della Cattedrale Antonio Venci vicario capitolare e storico autore di una documentata Guida dell’isola d’Ischia, fino a quando nello stesso anno arrivò a Ischia il sostituto del Palladino il nuovo Vescovo Pasquale Ragosta che guidò la Diocesi isolana fino al 1925 in quanto il quell’anno fu trasferito alla Diocesi di Castellammare di Stabia. Di conseguenza la Docesi di Ischia rimase ancora una volta sede vacante addirittura per quattro anni con un Amministratore Apostolico nella persona del Vescovo di Pozzuoli Mons. Giuseppe Petrone. Fu in quel tempo che voci insistenti davano per possibile l’annessione di Ischia alla Diocesi di Pozzuoli. Ma la Diocesi di Ischia, pur subendo la sede vacante per il periodo più lungo della sua storia ( 4 anni), riusci lo stesso a farsi riconoscere sede vescovile autonoma per i sui secolari e prestigiosi trascorsi. Infatti il 20 gennaio del 1929 fu ordinato nuovo Vescovo di Ischia Mons. Ernesto De Laurentiis prendendo possesso della Diocesi isolana il 3 aprile successivo con l’ingresso solenne in Ischia il 13 aprile di quell’anno del Signore 1929. Vi rimase fino all’anno 1955. Si susseguirono dopo gli anni episcopali con i Vescovi Antonio Cece (1956-1962) e Dino Tomassini (1962-1970).

IL VESCOVO GENNARO PASCARELLA

La Diocesi di Ischia divenne nuovamente sede vacante con il Cardinale di Napoli Corrado Ursi Amministratore Apostolico fino al 1972. Poi arrivò da Pavia il comboniano Vescovo Diego Parodi con trascorsi da missionario in Brasile. Prese possesso della Diocesi di Ischia con la provvisoria qualifica di Amministratore Apostolico fino al 1980. Solo in quell’anno gli fu ufficializzato il mandato di Vescovo di Ischia che onorò fino alla notte del 9 gennaio 1983 allorquando colpito da malore lasciò la vita terrena. La Diocesi di Ischia torna a sede vacante con la nomina ad Amministratore Diocesano (nuova formula) del Canonico della Cattedrale di Ischia Ponte Don Vincenzo Scoti che tenne l’incarico fino alla proclamazione del nuovo Vescovo che non tardò ad arrivare nella persona di Mons Antonio Pagano già con l’investitura di Vescovo e coadiutore del Cardinale di Napoli. Guidò la diocesi di Ischia dal 1983 al 1997 quando si dimise per limiti di età. Gli subentrò quasi subito Mons. Filippo Strofaldi quale nuovo Vescovo della Diocesi ischitana che fu l’apprezzata guida spirituale di clero e fedeli ischtani fino al 7 luglio 2012. La Diocesi di Ischia è ancora sede vacante diretta da Mons. Giuseppe Regine di Forio nelle vesti di Amministratore Diocesano (nuova formula ripetuta).

L’ EPISCOPIO DI ISCHIA PONTE

L’incarico è mantenuto fino alla presa di possesso della Diocesi di Ischia del nuovo 54° Vescovo isolano Mons. Pietro Lagnese che dopo quasi 8 anni di ottima missione pastorale (11 maggio 2013-19 dicembre 2020) nella Diocesi dell’isola d’Ischia, viene trasferito per promozione alla più vasta Diocesi di Caserta proprio come accadde oltre un secolo fa con il vescovo di Ischia del tempo Sua ecc. Mons. Mario Palladino che dopo 12 anni di Vescovo nella nostra isola fu trasferito per meriti alla Diocesi di Caserta. Intanto, per disposizione di Papa Francesco, lo stesso ormai ex vescovo di Ischia Pietro Lagnese reggerà quale temporaneo Amministratore Apostolico la Diocesi isolana, divenuta sede vacante, ultima della serie, in attesa della nomina del nuovo Vescovo che nell’ordine sarà il 55esimo Vescovo della millenaria Diocesi dell’isola d’Ischia. Verrà nominato Mons. Gennaro Pascarella Vescovo di Pozzuoli alla cui Diocesi verrà unita la Diocesi di Ischia perdendo quest’ ultima così di fatto, la secolare autonomia. La giurisdizione dell’episcopio insulanus si estendeva oltre che sull’intera isola di Ischia , anche sull’isola di Ventotene e i due isolotti vicini di Santo Stefano e Palmarola, stato giuridico che resta in vigore per diversi secoli, fino al 1770 quando quelle isole furono poste sotto la giurisdizione del Vescovo di Gaeta. A dire il vero il rischio di non essere più Diocesi autonoma l’avevamo corso in passato, ma alla fine uscì il sole ed ogni paura si disperse nel vento.

L’ADUNATA DEI VESCOVI

Si pensava che anche questa volta, dopo la partenza di Mons. Lagnese ,si riusciva a farla franca perchè Ischia Insula è Diocesi millenaria dalle forti tradizioni di fede e con una storia scritta di ben 54 Vescovi i quali nel corso del lungo tempo hanno lasciato segni indelebili nella nostra società devota, cristiana e cattolica. La Chiesa di Ischia fra l’altro, sul vasto territorio vanta 25 parrocchie più una straordinaria in Mar del Plata in Argentina dove vive una numerosa comunità di emigrati ischitani retta da Don Miguel Cacciutto di origini baranesi, istituita dal predecessore del Vescovo Lagnese, il defunto Vescovo Filippo Strofaldi nelle tre visite effettuate in Argentina degli anni 2000, 2005 e 2008. Inoltre vanta, in quanto nativi di questa terra, un Papa Baldassarre Cossa (Giovanni XXIII), due cardinali Inigo D’Avalos e Luigi Lavitrano e 12 Vescovi con sedi vescovili fuori dell’isola, un santo concittadino San Giovan Giuseppe della Croce e lo sbarco sui suoi lidi del corpo esanime di una giovane martire africana Restituta proclamata dal popolo che la raccolse Santa per la fede e per la storia, sacerdoti di spessore e giovani seminaristi prossimi all’ordinazione sacerdotale. Infine il documento dei documenti, quello cioè della storica visita sull’isola di Papa Giovanni Paolo II il 5 maggio del 2000. Con queste credenziali la millenaria Diocesi dell’ìsola d’Ischia doveva poter continuare la sua storia con la chiesa e nella chiesa. Passato anche Lagnese che nella cronotassi dei vescovi è stato il 54esimo presule , gli ischitani dovranno accogliere il 19 giugno prossimo il 55esimo Vescovo della loro antica e prestigiosa Diocesi Mons. Gennaro Pascarella che è Vescovo titolare della Diocesi di Pozzuoli. Mettetevi nei panni degli ischtani della chiesa di Ischia declassata a succursale della Diocesi di Pozzuoli. Sicuramente per l’isola non sarà un gloria dopo aver perso l’autonomia della propria secolare vescovile.

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