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La “sentenza” di Dionigi: «Un nuovo lockdown? Impossibile senza aiuti di Stato»

Il sindaco di Barano torna sulla vicenda del dipendente comunale positivo, si sofferma sulla situazione delle scuole e poi respinge con forza l’ipotesi di una nuova chiusura del paese

A Barano il municipio di nuovo chiuso, ma i primi tamponi effettuati sui dipendenti stanno dando esito positivo. Nel frattempo la seconda ondata di Covid sulla nostra isola sembra non aver prodotto chissà quali danni. Qual è l’idea che ha maturato il sindaco di Barano?

«Per quanto riguarda il nostro Comune si è verificato questo caso, purtroppo è accaduto e sorprende davvero perché parliamo davvero di una persona molto scrupolosa. Pazienza, andiamo avanti. Per adesso nessuno dei dipendenti ha sintomi particolari, tutto si concluderà venerdì (oggi per chi legge, ndr)e spero da lunedì di avere nuovamente a disposizione la macchina amministrativa. Anche perché ci trovavamo in un momento particolare, eravamo nel pieno delle operazioni di trasloco della casa comunale per poter poi iniziare i lavori: ovviamente quanto successo ha reso tutto molto più complicato ma passerà anche questo. Per quanto riguarda invece la seconda ondata sull’isola, per fortuna le cose non stanno andando male, rispetto alla scorsa primavera siamo molto più preparati: occorre fare attenzione, anche se la situazione epidemiologica non mi sembra grave. Al contrario di quella economica, che rischia invece di diventare drammatica».

«I numeri non sono dalla nostra parte ma pensare ad una nuova drastica chiusura da parte del Governo mi sembra un qualcosa di davvero complesso. Prima di chiudere qualcosa bisogna che si mettano a disposizione risorse: ma soldi veri, non come quelli fin qui “sbandierati” e basta. Altrimenti davvero parliamo del nulla…»

A tal proposito, come si pone Gaudioso di fronte alla ventilata ipotesi di un nuovo lockdown?

«Guarda, il lockdown fratello gemello di quello attuato nello scorso mese di marzo ritengo sia un qualcosa di assolutamente improponibile. E questo lo dico pur nella consapevolezza che gli attuali numeri non giocano a nostro favore. Ma è chiaro che non si può pensare come allora di chiudere tutti i settori e tenere la gente a casa perché c’è una fetta della popolazione che ha lavorato molto poco o addirittura non ha lavorato e oggi ha almeno una minima prospettiva occupazionale. L’edilizia, ad esempio, potrebbe presto riprendersi, io mi auguro che almeno alcuni settori nella peggiore delle ipotesi non si fermino. Vedo difficile il lockdown, prima di chiudere qualcosa bisogna che lo Stato poi metta a disposizione risorse: ma soldi veri, non come quelli fin qui “sbandierati” e basta. Altrimenti davvero parliamo del nulla…».

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«Penso che la didattica a distanza possa andare bene, ma solo per alcune fasce di età. Per i più piccoli forse non è adatta, io ho un figlio che è iscritto alla Prima Elementare e ho avuto modo di constatare personalmente alcune difficoltà. I bambini devono rientrare in classe, hanno bisogno di guardare in faccia le maestre»

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E’ condivisibile la scelta del governatore Vincenzo De Luca di chiudere le scuole di ogni ordine e grado in Campania?

«Penso che la didattica a distanza possa andare bene, ma solo per alcune fasce di età. Per i più piccoli forse non è adatta, io ho un figlio che è iscritto alla Prima Elementare e ho avuto modo di constatare personalmente alcune difficoltà. I bambini devono rientrare in classe, hanno bisogno di guardare in faccia le maestre, inutile girarci intorno. E questo nonostante il personale scolastico stia facendo un gran bel lavoro, mi piace sottolinearlo».

Ma è giusto definire le scuole un veicolo di contagio?

«Guarda, io le avevo viste organizzate abbastanza bene, se devo essere onesto. A Barano mi sembrava tutto bene strutturato, non ho maturato l’impressione che le scuole potessero essere luogo ed occasioni di contagio. Tra l’altro i piccoli vengono accompagnati sempre dai genitori e dunque almeno per chi frequenta la primaria non abbiamo problemi di studenti che viaggiano sui mezzi pubblici. Per i grandicelli è diverso, perché salgono in massa sugli autobus o magari si assembrano all’esterno dei plessi al termine delle lezioni: ecco, quelle ad esempio possono essere definite situazioni critiche».

Il vaccino? Spero arrivi presto, l’isola non può permettersi un’altra stagione approssimativa come quella che ci siamo messi alle spalle perché tanti, troppi settori sono andati in difficoltà. Penso alle strutture ricettive che non hanno aperto i battenti, occorre davvero cambiare registro»

Con quale e quanta fatica un sindaco amministra un paese in tempi così particolari come quelli dettati dall’emergenza Covid?

«Non perché adesso io rivesta il ruolo di sindaco, ma obiettivamente il momento è davvero molto delicato. Ho sempre detto che i marinai si vedono col mare in tempesta e non quando è calmo: dunque non ci possiamo tirare indietro ma dobbiamo stare in prima linea. Servono unione e compattezza, chiunque ha delle idee le proponga, in questo momento abbiamo bisogno di coesione nell’intera isola».

Si comincia a parlare di un possibile vaccino su larga scala per il mese di aprile del prossimo anno. Ma è chiaro che l’economia della nostra isola non reggerebbe a un’altra stagione turistica a metà.

«Assolutamente, non possiamo permetterci la stessa estate vissuta nel 2020, e dobbiamo sperare davvero che il vaccino arrivi prima possibile. Anche perché l’isola ha bisogno di programmazione e in questo momento tutto questo è impossibile. Gli operatori del settore sono fermi, è impensabile poter pensare a prenotazioni o a esplorare determinati mercati. Quella che ci siamo messi alle spalle, lo ripeto, è stata una stagione decisamente approssimativa, non può succedere nuovamente la stessa cosa perché tanti, troppi settori sono andati in difficoltà. Penso alle strutture ricettive che non hanno aperto i battenti, occorre davvero cambiare registro».

«Pascale ha compiuto un’impresa a Lacco Ameno. Aveva contro una corazzata, con un avversario come Domenico De Siano che non aveva mai conosciuto sconfitta e che godeva dei favori del pronostico. Evidentemente il lavoro fatto da Giacomo nel corso del suo primo mandato è stato apprezzato dai cittadini»

E’ passato un po’ di tempo, quanto basta per farsi un’idea. Qual è il giudizio di Dionigi Gaudioso sull’esito delle elezioni a Lacco Ameno?

«L’esito delle elezioni a Lacco Ameno hanno visto Giacomo Pascale mettere a segno una vera e propria impresa, lo dicono i fatti. Aveva contro una vera e propria corazzata, con un avversario come Domenico De Siano che a Lacco Ameno non aveva mai conosciuto sconfitta e che anche per questo godeva evidentemente dei favori del pronostico. Evidentemente il lavoro fatto da Giacomo nel corso del suo primo mandato è stato apprezzato dai cittadini che hanno inteso rinnovargli la fiducia».

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