LE OPINIONI

La Sindrome di Wendy

Nel 1911 lo scrittore scozzese James Matthew Berrie scrive “Peter Pan, il ragazzo che non voleva crescere”. Conosciamo tutti la storia: Peter è un ragazzino in grado di volare che vive sull’Isola che non c’è insieme ai Bimbi Smarriti. Vive mille avventure e ha una sola paura: quella di diventare adulto. Una sera perde la sua ombra mentre visita di nascosto la casa della famiglia Darling. Tornato per recuperarla, fa il suo primo incontro con Wendy, la figlia maggiore. La bambina si rivela subito amorevole e disponibile nei confronti del ragazzo, offrendosidi ricucirgli l’ombra ai piedi. Wendy sembra la candidata ideale per fare da madre adottiva ai Bimbi Smarriti. Peter fa la sua proposta e Wendy accetta, iniziando a prendersi cura di tutti i bambini, compresi i suoi fratellini, e, ovviamente, di Peter.

Lasciamo un attimo il romanzo di Berrie e facciamo un salto temporale fino al 1983, quando lo psicologo statunitense Dan Kiley scrive un articolo intitolato “The Peter Pan Syndrome: men who have never grown up”. L’autore descrive le caratteristiche di questi uomini che, terrorizzati dall’idea di crescere e assumersi le proprie responsabilità, restano per sempre sospesi in un’eterna adolescenza. Ma non si ferma qui: un anno dopo, nel 1984, scrive un altro articolo ugualmente interessante, “The Wendy Dilemma”. Stavolta parla della controparte femminile dei Peter Pan, quel personaggio per certi versi speculare, diametralmente opposto che è Wendy. Se Peter non vuole prendersi le sue responsabilità, Wendy le assume tutte. Mentre Peter non vuole crescere, la sua amica sembra essere già una donna adulta. Anzi, una madre. Dan Kiley descrive le Wendy moderne come donne con una spiccata tendenza ad essere disponibili per gli altri e a sentirsi responsabili . Queste donne si mostrano gentili, amorevoli e dolci e sono sempre pronte ad offrire conforto e aiuto. Quando questi comportamenti sono messi in atto sistematicamente, soprattutto nei confronti del partner, vanno a configurare quella che comunemente è chiamata Sindrome della Crocerossina. Oppure, Sindrome di Wendy.

Le Wendy moderne vedono l’amore come un’offerta di cura e aiuto. Donare incondizionatamente è per loro naturale. Sentendosi responsabili della felicità altrui, si impegnano nella risoluzione dei problemi di partner, fratelli, genitori e amici. Nel profondo, queste donne non si sentono meritevoli di un amore incondizionato. Al contrario, credono di poter ricevere attenzioni solo in cambio di qualcosa: aiuto, dedizione, risoluzione di ogni problema. Inizialmente non è un problema, perché alle Wendy piace essere indispensabili:oltre ad avere una visione romantica del sacrificio come gesto d’amore, sono anche convinte che, se sono necessarie, hanno meno probabilità di essere abbandonate. Questo è il motivo per cui, a volte inconsapevolmente, temono che la persona cara diventi autonoma e non abbia più bisogno di loro. Di fondo c’è un’immagine di sé come non amabile e la paura di restare sole. L’abbandono, però, a volte si verifica davvero ed è letto da queste donne come la conferma della loro non amabilità. Spesso una Wendy sceglie proprio un Peter Pan come partner: un eterno bambino che non vuole crescere, refrattario alle responsabilità e agli impegni. L’incastro è perfetto: Wendy lo vede come incapace di occuparsi di se stesso e quindi provvede lei ai suoi bisogni, donandosi con amore e riuscendo anche a trarne grande soddisfazione. Almeno, all’inizio. Le rinunce iniziano a diventare molte, la stanchezza può raggiungere i livelli dell’esasperazione. All’improvviso donare tanto e ricevere poco non è più così bello. Le emozioni a lungo represse esplodono: è arrabbiata, pretende di più. Wendy fa le sue richieste: che lui si prenda le sue responsabilità, che si impegni, che aiuti concretamente, che faccia la sua parte. Il Peter di turno talvolta accetta, fa una piccola parte di ciò che viene chiesto, controvoglia e male, per poi tornare a comportarsi come prima. A Wendy resta l’amarezza e la convinzione di non poter cambiare le cose. L’unica possibilità è arrendersi e sostituirsi completamente a lui.

Мan soothing his girlfriend

Spezzare questo circolo vizioso è difficile poiché ha, come è facile immaginare, radici profonde. La sensazione di non essere meritevole di amore e aiuto è molto antica. Prendere contatto con le proprie emozioni, la rabbia in primis, rappresenta il primo passo. Sarà necessario modificare credenze molto radicate e fare luce sulle prime esperienze relazionali, soprattutto con i propri genitori. Le Wendy moderne devono imparare a chiedere in modo efficace, esprimendo i propri desideri e bisogni con fermezza e assertività. Sarà necessario tenere sotto controllo il senso di colpa che tornerà a farsi sentire ogni volta che verrà difeso un proprio diritto, come prendersi i propri spazi o chiedere aiuto. Cercare di cambiare Peter Pan potrebbe non essere una buona idea. Del resto, sappiamo come finisce la storia: Wendy cresce, Peter resta bambino e va alla ricerca di una nuova “Wendy”. La storia si ripete più e più volte, per generazioni.

Articolo della dottoressa Tiziana Di Scala (tel. 3208531292)

Liberamente” è curata da Ilaria Castagna, psicologa, laureata presso l’Università degli Studi de L’Aquila, specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva Comportamentale di Caserta A.T. Beck

Tel: 3456260689

Email: castagna.ilaria@yahoo.com

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