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«Per la Snav l’isolano è diventato un turista»

Oramai la questione dei trasporti, marittimi e terrestri, assomiglia sempre di più ad una nave alla deriva e senza comando. Sono mesi, oramai, che cerchiamo di porre al centro del confronto politico locale le tante problematiche che affliggono il settore ma, alla luce dei fatti, l’Amministrazione appare caduta in un silenzio tombale. Pullman, traghetti ed aliscafi in circolazione sempre più vetusti; tariffe per non residenti, ma anche per i residenti, che stanno subendo aumenti anche del 40%; società di navigazione che decidono, dall’alba al mattino, quali corse effettuare e quali sospendere. Tutto ciò non sono opinioni o denigrazioni del gruppo “Per Procida” ma un dato di fatto non controvertibile che sta nella quotidianità delle cose e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario.

Attività commerciali danneggiate, turisti che preferiscono cambiare meta piuttosto che sottoporsi ad un vero e proprio salasso solo per raggiungere e ripartire dall’isola, cittadini procidani che vivono nell’incertezza più assoluta e, per lo più, discriminati in quanto, in barba alla “continuità territoriale” tanto amata da associazioni che nel mentre sembrano essersi liquefatte, vengono sempre di più trattati come TURISTI, sia quando si parla di mobilità interna (per muoversi nelle ore di divieto, ad esempio, molti saranno costretti a restare in casa o prendere i taxi accollandosi tutti i costi del caso) sia quando devono raggiungere la terraferma.

In tutto questo l’Amministrazione comunale, guidata dal sodale del governatore De Luca artefice di tutto ciò, è in religioso silenzio. Quindi, riepilogando: L’Amministrazione condivide l’attuale stato delle cose? Non ritiene che sia il caso di attivarsi, personalmente e attraverso la filiera politica che vede sedere il Sindaco nell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico, per porre un freno a decisioni che stanno fortemente penalizzando la popolazione procidana? Se l’Amministrazione comunale ritiene giusto, alla stregua di alcuni suoi fans, che i nostri fratelli, cugini, nipoti che ritornano (forti di quella identità di cui il sindaco tanto si riempie la bocca) a trovare i loro cari, siano trattati come turisti pagando la tassa di sbarco mentre tale contributo è stato cancellato per i “cugini” montesi, perché non lo dice apertamente?

Gruppo consiliare “Per Procida”

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