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La sofferenza di molti è causata dall’incapacità di pochi

 

di Francesco Alberoni

Le più gravi catastrofi avvengono spesso per un insieme di motivi banali, per errori grossolani di valutazione, talvolta per invidia, per ignoranza, per rancori personali, per vendetta.

Le grandi decisioni della storia, il «grande gioco» come viene chiamato, vengono pur sempre prese da uomini che hanno le nostre stesse emozioni, le nostre stesse illusioni, le nostre stesse debolezze.

Non c’è un vero motivo per cui è avvenuta la Prima guerra mondiale da cui l’Europa, padrona del mondo, è uscita mortalmente ferita. Hanno giocato un ruolo l’ambizione del Kaiser, lo strapotere coloniale inglese, l’età avanzata dell’imperatore, i nazionalismi ed anche l’incapacità dei militari di capire come si sarebbe svolto il conflitto. E quelli che allora apparivano come grandi statisti, grandi generali erano in realtà uomini mediocri, arrivati al potere perché astuti, abili nelle manovre politiche e di corridoio.

A volte la catastrofe dipende dall’errore o dalla debolezza di uno solo. La divisione dell’Europa e la Guerra fredda sono dovute al fatto che F.D. Roosevelt, malato e indebolito intellettualmente, non ha capito che Stalin mentiva e che, occupata la sua parte di Europa, vi avrebbe installato dei regimi comunisti. Napoleone si è fermato tanto tempo a Mosca perché aspettava scioccamente che lo zar (che si trovava a San Pietroburgo) gli chiedesse la pace. L’attuale crisi del Medio Oriente è dovuta alla crassa ignoranza di due presidenti americani: G.W Bush e Barack Obama che non sapevano niente del mondo islamico ed erano fermamente convinti che, tolto di mezzo il tirannello locale, paesi come Afghanistan, Irak, Siria e Libia sarebbero divenuti pacifiche democrazie filoamericane. Invece vi sono esplosi movimenti integralisti antiamericani come i talebani e il califfato, armati da paesi che erano storici alleati degli Usa: Turchia, Arabia Saudita e Qatar. Quanto al pacifista e moralista Obama, non sapeva nemmeno che c’era una guerra fra sunniti e sciiti e così si è alleato e messo in conflitto con tutti e due. La tragedia della Siria è conseguenza di questa sua contraddizione ed inerzia al punto che persino il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon ha protestato e chiesto di arrivare ad una decisione.

 

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