CRONACAPRIMO PIANO

La solidarietà della Chiesa in Italia per Ischia

Il Segretario Generale della CEI Monsignor Baturi in visita sui luoghi della tragedia con il commissario Calcaterra: “Condividere per immaginare un nuovo futuro in sicurezza”

Curare le ferite della popolazione con la preghiera e il sostegno concreto”. Cosi il Segretario Generale della CEI Monsignor Baturi in visita sui luoghi della tragedia. “Condividere per immaginare un nuovo futuro” ha spiegato Baturi che la nostro giornale ha parlato del ruolo della Chiesa e del valore insito nel prendersi cura delle “ferite”. Il senso e le emozioni, forti, che una paese ormai distrutto, a cui una terra madre e matrigna continua a strappare i suoi figli è stato il filo conduttore di una vista breve fatta di tappe.“Anzitutto percepire una ferita gravissima di chi ha perduto, in poco tempo, in un evento così inatteso, tragico le proprie case e addirittura la vita dei propri cari – ha detto l’alto prelato parlando delle sensazioni e delle emozioni vissute immergendosi nelle zone epicentrali del disastro di Casamicciola Terme Si sente questa sofferenza. Poi ho visto tanta disponibilità da parte delle persone a mettere in gioco le proprie idee,condividerle per immaginare un nuovo futuro per immaginare una ricostruzione che veda la popolazione protagonista, in qualche modo di avere una nuova possibilità. Ho visto la chiesa molto vicina è stata subito accanto alle persone, già dalle prime ore, nei primi istanti, ha condiviso la gioia della salvezza di molti, ma il dolore della morte di ben 12 persone. La chiesa ha condiviso momenti di preghiera e continua a condividere le speranze di un futuro migliore”.

La presenza dei vertici CEI sull’isola, oggi, testimoniano, spiega ancora Baturi“Anzitutto la prossimità di tutta la chiesa italiana, il nostro vescovo vescovo Gennaro a tutta la popolazione che ha colpito questo grave evento, è una prossimità di solidarietà, di preghiera e una disponibilità d’aiuto di cui verificheremo adesso i termini”. Questo, dunque, il senso della visita a Ischia che Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, che ieri insieme al direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello (già lo scorso 2 dicembre don Pagniello era stato sull’isola per testimoniare vicinanza e fare il punto con la Chiesa locale sugli interventi) è giunto sull’isola verde per incontrare la comunità dopo la frana dello scorso 26 novembre che ha causato 12 morti e centinaia di sfollati nel comune di Casamicciola. “Siamo qui anche per verificare quali sono i bisogni più immediati e quelli di prospettiva, per essere concreti nella solidarietà e nella vicinanza. Non è possibile pensare il futuro senza un dialogo con la popolazione, senza ascoltare, nella distinzione dei ruoli, ma anche nella chiarezza delle informazioni. Non bisogna sottovalutare che chi vive nella propria carne i disagi spesso individua con più facilità anche le soluzioni. Accanto a questo diritto di fare proposte, c’è poi quello a denunciare, ad alzare la voce se necessario. Bisogna costruire insieme. Ho visto gente spalare, costruire rifugi: questo è il simbolo di chi non vuole essere solo destinatario dell’aiuto, ma si mette a lavorare. Questo presuppone uno stare insieme: il momento più delicato è quando si ricomincia, quando si fanno progetti e aiutarsi vicendevolmente è una forza. Come Chiesa ci siamo, vogliamo esserci, promuovendo incontri, dando la nostra solidarietà al Vescovo e alla popolazione, attivando processi di informazione. Questa è la prima visita, non ne mancheranno altre”.

Ad accompagnare la vista anche il Vescvo di Ischia. Mons. Pascarella ha espresso vicinanza sottolienando il ruolo della CEI nella gestione post evento delel popolazioni: “ Facciamo si che i riflettori non si spengano. Facciamo in modo da rimettere a fuoco le questioni su si una emergenza che non è finita. Rimettere in attenzioni le cose. Come chiesa, insieme alle istituzioni vogliamo veder quali sono le cose da fare per dare il nostro contributo. CEI ha continuato ad accompagnare– in particolare tramite Caritas Italiana – la Chiesa locale e i tanti volontari che si sono mobilitati sin dalla prima fase dell’emergenza, per liberare le strade dal fango, accogliere gli sfollati, fornire generi di prima necessità, offrire un servizio di ascolto, sostegno morale e psicologico alle famiglie sfollate e in particolare ai più fragili”.

Ad accompagnare la delegazione sui luoghi del disastro è stato il Commissario Straordinario Simonetta Calcaterra che ha voluto mostrare di persona i segni di quelle ferite di cui ha avuto percezione Mons Baturi. Cosi la Calcaterra a margine dell’incontro che dal Majo ha fatto tappa al Celario e poi presso gli Hotel dove alloggiano gran parte degli sfollati: Adesso che la prima assitenza allapopolazione è terminata bisogna pensare alla, chiamiamola, ricostruzione. Cioè la fase in cui si individuano le zone in cui realmente sarà impossibile rientrare nelle abitazioni e quelle in cui, invece, con degli accorgimenti, con degli interventi sarà possibile. È poi soprattutto la fase degli interventi per il dissesto idrogeologico, per contrastare il dissesto idrogeologico, dal momento che abbiamo avuto dalla Regione Campania, finalmente, il Piano che individua le 4 zone a rischio e di conseguenza lavorare per evitarlo questo rischio, per mitigarlo e per mettere in sicurezza Casamicciola-spiega, parlando della necessità di coniugare urgenza e metodo per riportare la popolazione a casa,il Commissario Straordinario che reggerà le sorti del paese almeno fino alle prossime elezioni comunali. In un momento in cui tutto sembra muoversi senza fretta cosi ha risposto nel merito dei tempi-L’obiettivo è consentire rientri in sicurezza. Io direi che la fretta, invece, c’è.Ce pensiamo che in soli 15 giorni questo piano sul rischio, da parte del università italiane, è stato messo a punto e consegnato nelle mani del commissario delegato e del Comune di Casamicciola, direi che la la fretta c’è. Una fretta che non va a scapito della qualità del prodotto e che quindi la fretta non è superficialità, ma è solo voglia di fare presto e bene!”.

Segno di speranza – ha ribadito nella sua uscita ufficiale il direttore Pagniello di Caritas Italiana – è la grande mobilitazione e la partecipazione della popolazione locale, che pur nel dolore, con responsabilità si è dimostrata capace di grande solidarietà e va ora incoraggiata e sostenuta in questa delicata fase di ripartenza e di ricostruzione, perché nessuno sia lasciato indietro e soprattutto vi sia concretezza, trasparenza e certezza nei tempi”.

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