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La speranza è un farmaco, aiutateci a diffonderlo

Creare un mondo migliore e con minori sofferenze ed ingiustizie è uno degli obiettivi a cui il Club Lions di Ischia e l’Associazione InSophia tendono e per i quali si sono unite in questo progetto inclusivo

“Come le parole possono vincere la malattia” è il titolo di un libro scritto da Fabrizio Benedetti, uno dei massimi studiosi al mondo dell’effetto placebo. Testo che letto in questo periodo – affranti dalla pandemia e da parole spesso letali – fa comprendere quanto sia importante il messaggio contenuto nelle parole che, con il loro potere, ci condizionano.

Creare un mondo migliore e con minori sofferenze ed ingiustizie è uno degli obiettivi a cui il Club Lions di Ischia e l’Associazione InSophia tendono e per i quali si sono unite in questo progetto inclusivo.

“Tutti noi speriamo in qualcosa” e le parole rappresentano il mezzo più importante per infondere speranza: parole di conforto, fiducia, motivazione. Oggi la scienza ci dice che le parole sono delle potenti frecce che colpiscono punti specifici del nostro cervello. Le parole possono essere dei farmaci che modificano il nostro stesso corpo e il nostro stesso modo d’agire.

Questo progetto di narrazione mira a dar voce a tutte quelle persone che spesso si trovano in situazioni esistenziali complesse. La prima fase consiste nella raccolta di esperienze dirette che andranno poi inserite in un prodotto video insieme a contributi di esperti della materia e filosofi. Questo prodotto verrà divulgato su canali televisivi, social e conferenze.

Chi non ha mai attraversato un periodo buio della vita?

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Per qualsiasi motivo: traumi emotivi, problemi apparentemente irrisolvibili che se non risolti sfociano in depressione o in una voglia subdola di farla finita, di scappare e di arrendersi.

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Tutto ciò è più comune di quanto si possa pensare ed è probabile che molte persone che si conoscono o incontrano per strada hanno vissuto questa fase o la stanno attraversando.

Le statistiche ci dicono che la problematica è frequente in quasi un quarto della popolazione dei paesi più sviluppati. Il cervello si può letteralmente “infiammare”, ammalare per tanti motivi, come si infiammano altri organi del corpo. Per fortuna le cure sono sempre più efficaci ed efficienti.

La “malattia” mentale – spesso – è erroneamente vista come una condanna definitiva, mentre non lo è affatto! Le civiltà moderne hanno già rimosso questo “arcaico stigma” che, però, resiste ancora in piccole bolle della società italiana.

È ora di fare prendere aria e luce a questi preconcetti balordi, è ora di liberarsi dalle gabbie mentali e sociali, è giunta l’ora di emanciparsi anche sulla sofferenza dei pensieri.

Per raggiungere questo risultato c’è bisogno di aprirsi alla narrazione di queste fasi della vita, c’è bisogno di testimonianze che sdoganino, c’è bisogno di dare speranza e luce a chi si trova in un momentaneo tunnel. Una volta uscito sarà più forte e saggio di prima, si sa, le esperienze forgiano.

Quest’appello è rivolto a chi vuole raccontare la propria esperienza mettendoci la faccia ed essere da farmaco per gli altri.

L’obiettivo è selezionare cinque persone da intervistare per un breve video racconto da includere in un format divulgativo dove psicoterapeuti e filosofi condurranno lo spettatore nella scoperta degli incredibili poteri taumaturgici della speranza e dell’aiuto collettivo, perché come diceva Oscar Wilde, “Chiunque può essere ragionevole, ma essere sani di mente è raro.”

Inviateci una mail di presentazione, un piccolo “racconto” della vostra esperienza, verrete poi contattati da noi per discuterne insieme.

Se avete superato questa esperienza e volete aiutare chi la sta attraversando, non esitate!

La vostra esperienza potrebbe salvare altre persone che soffrono nel silenzio dell’indifferenza!

speranzafarmaco.lionsischia@gmail.com

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