ARCHIVIOARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

La spiaggia dei Maronti e il divieto di balneazione “mancato”

ISCHIA. La notizia è di quelle davvero clamorose, e fa accapponare la pelle al solo pensarci. Perché di fatto per motivi legati all’inquinamento delle sue acque, la spiaggia dei Maronti a Barano d’Ischia avrebbe dovuto essere oggetto di un divieto di balneazione. Che però non è mai stato messo in atto semplicemente perché il sindaco del Comune collinare, Dionigi Gaudioso, pur al corrente di quanto stava succedendo – la corrispondenza in tal senso non lascia dubbio alcuno – non ha inteso regolarsi di conseguenza. La vicenda che ci apprestiamo a raccontarvi è recente anche se non recentissima e non vi nascondiamo che ha costretto il cronista a fare gli straordinari per cercare di capire cosa fosse accaduto. Tutto ha inizio quando andiamo a spulciare, come facciamo frequentemente, il sito dell’Arpac: si tratta, a beneficio dei profani, del portale dell’agenzia regionale protezione ambientale della Campania, al cui interno è possibile rintracciare documenti istituzionali, info su convegni, bandi e avvisi oltre a una serie di prelevamenti che vengono effettuati per sincerarsi dello stato di salute del mare di casa nostra.

Sul sito viene riportato un controllo effettuato l’11 giugno dal quale si evidenzia un valore decisamente sopra la norma, che non a caso viene riportato in rosso: si tratta di quello relativo agli enterococchi intestinali, per intenderci un genere di batteri. La soglia è 238, decisamente preoccupante, anche se un successivo monitoraggio che sarebbe stato effettuato dopo circa un’ora avrebbe manifestato una soglia ben diversa e più bassa. Ma attenzione perché adesso arriva il bello. Incuriositi dall’accaduto, infatti, decidiamo di andare direttamente alla fonte e ci mettiamo in contatto con alcuni esponenti della stessa Arpac. Chiediamo perché a fronte di questi prelievi e soprattutto delle anomalie che si erano registrate non si era pensato a scopo cautelativo di interdire la balneazione in quella che è la spiaggia più grande e frequentata dalla nostra isola. La risposta del nostro interlocutore è stata che tutti i protocolli necessari all’uopo erano stati tempestivamente e celermente attivati. Ovviamente cadiamo dalle nuvole, dal momento che non ci risultava alcun provvedimento emesso dal primo cittadino ed allora decidiamo di andare ancor più a fondo, chiediamo ulteriori informazioni e riusciamo non senza fatica a venire in possesso di due distinti documenti che (purtroppo) confermano i nostri sospetti.

Al sindaco del Comune di Barano, Dionigi Gaudioso (e per conoscenza al Ministero della Salute e agli altri enti interessati) viene inviata una nota dall’oggetto inequivocabile: “Comunicazione divieto di balneazione”. Il testo è altrettanto esplicito: “Il giudizio risultante dall’applicazione dei criteri di cui art. 4 dm 30 marzo 2010 attuativo del d.lgs 116/08 e dal risultato delle analisi effettuate dallo scrivente dipartimento provinciale ARPAC su campione prelevato nell’acqua di balneazione di seguito specificata appartenente al litorale di codesto comune relative al giorno 11 mese di giugno 2018, è sfavorevole e pertanto la balneazione è da vietarsi, fino a nuova comunicazione, lungo il tratto specificato”. Passano alcuni giorni ed evidentemente il prelievo di acqua per le analisi di rito viene ripetuto e così presso gli uffici comunali arriva un nuovo documento avente ad oggetto “Comunicazione revoca divieto di balneazione”. Si legge quanto segue: “Si comunica  l’esito favorevole delle analisi effettuate sul campione prelevato il 16 giugno 2018 relative all’acqua di balneazione compresa nel tratto specificato. Si segnala pertanto che sussistono le condizioni per la riammissione alla balneazione di detto tratto. Il provvedimento sindacale di revoca del precedente divieto deve essere tempestivamente comunicato al Ministero della Salute”.

Il problema è che al Ministero della Salute non c’era un bel niente da consegnare, semplicemente perché Dionigi Gaudioso l’ordinanza di divieto di balneazione non l’aveva mai emessa, macchiandosi di un’omissione clamorosa e comunque quantomeno discutibile, per usare un eufemismo. Insomma, si è fatto finta di nulla cercando di non accendere i riflettori su una vicenda che certamente anche in termini di immagine avrebbe potuto creare non pochi problemi. Ma, obiettivamente, stavolta si è andati decisamente oltre…

Gaetano Ferrandino

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close