CRONACAPRIMO PIANO

La stangata del Questore, Blanco chiuso per 30 giorni

Il provvedimento firmato da Maurizio Agricola sospende con effetto immediato tutte le attività del locale di Casamicciola. Nell’atto vengono richiamati i malori che hanno coinvolto cinque minorenni, la somministrazione di alcol senza controlli sull’età, il superamento della capienza e i precedenti già registrati negli anni scorsi

Una decisione che era nell’aria ed è puntualmente arrivata. Trenta giorni di chiusura con effetto immediato per la discoteca Blanco di Casamicciola Terme. Il provvedimento è stato firmato dal Questore di Napoli Maurizio Agricola ai sensi dell’articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza ed è stato notificato nella tarda mattinata di ieri al legale rappresentante della società che gestisce il locale di via Salvatore Girardi. Gli agenti del Commissariato di Polizia di Ischia, guidati dal vicequestore Daria Alfieri hanno applicato agli ingressi la cartellonistica con la scritta «Chiuso su disposizione del Questore ai sensi dell’articolo 100 T.U.L.P.S.», diffidando il gestore dal violare le prescrizioni contenute nell’atto. La sospensione riguarda tutte le attività esercitate all’interno della struttura: il bar, il ristorante e l’attività di trattenimento danzante. La misura decorrerà per trenta giorni dalla data della notifica. In caso di inosservanza, avverte il decreto, scatterà la segnalazione all’autorità giudiziaria per la violazione dell’articolo 650 del Codice penale e potrà essere disposta l’esecuzione d’ufficio del provvedimento, anche attraverso l’apposizione dei sigilli e l’impiego della forza pubblica.

I GRAVI FATTI ACCADUTI NELLA NOTTE TRA IL 17 E 18 LUGLIO

Alla base della decisione ci sono i fatti avvenuti nella notte tra il 17 e il 18 luglio, quando cinque giovanissimi furono trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno dopo aver accusato malori durante un evento organizzato nel locale. Il provvedimento parla di «fatti di eccezionale gravità» e ricostruisce uno scenario caratterizzato dalla «massiccia presenza di minori, molti dei quali in stato di alterazione psicofisica da abuso di alcool», dalla somministrazione di bevande alcoliche a ragazzi minorenni e dalla presenza di centinaia di giovani all’ingresso della discoteca e sulla pubblica strada. Secondo quanto riportato nell’atto, le modalità di vendita dell’alcol sarebbero state confermate dalle dichiarazioni spontanee raccolte tra i ragazzi. I tavoli venivano prenotati insieme alla fornitura di bottiglie di distillati e champagne. Il decreto precisa che l’evento, pubblicizzato sui social con il nome “Arthemia meets Date”, era stato organizzato per un pubblico minorenne e che, in relazione all’importo versato per ciascun tavolo, venivano fornite bottiglie di vodka, gin, champagne o prosecco, accompagnate da bevande analcoliche per la diluizione. Gli alcolici, si legge ancora, «venivano trovati dagli avventori direttamente al tavolo senza che venisse richiesto loro alcun documento attestante l’età», né al momento dell’ingresso né durante la somministrazione. Un’omissione che il Questore considera particolarmente grave, dal momento che la normativa impone una verifica effettiva dell’età degli acquirenti. Nel caso del Blanco, osserva l’atto, tale diligenza «è del tutto mancata». Il provvedimento richiama anche i referti acquisiti presso il pronto soccorso. I cinque ragazzi trasportati all’ospedale Rizzoli, nati tra il 2009 e il 2011, furono tutti refertati per «intossicazione per alcolemia elevata». Per la somministrazione di alcol a minori di sedici anni, il 22 luglio il responsabile della società è stato deferito all’autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 689 del Codice penale.

ALCOL AI MINORI CONDOTTA DI “ESTREMA GRAVITA’”

Il Questore sottolinea che la somministrazione di alcol ai minori rappresenta una condotta di «estrema gravità», capace di provocare danni alla loro salute e di generare un rilevante allarme sociale. Nel caso specifico, secondo l’autorità di pubblica sicurezza, si sarebbe determinato «un pericolo concreto e attuale per la sicurezza pubblica», dimostrato dal numero dei giovani soccorsi, dalle condizioni cliniche riscontrate e dalle difficoltà incontrate durante le operazioni di emergenza. La situazione all’interno e all’esterno del Blanco era infatti diventata particolarmente complessa. L’allarme era scattato intorno alle 2.30, quando un primo giovane aveva accusato un malore nei pressi dell’area bar. Il ragazzo era stato assistito dagli addetti alla sicurezza e accompagnato all’esterno in attesa dei sanitari. Nel giro di circa un’ora, però, altri giovani avevano iniziato a sentirsi male e alcuni avevano perso conoscenza. Le condizioni di almeno tre ragazzi erano state controllate sul posto, mentre cinque giovani erano stati trasferiti al pronto soccorso. Per affrontare l’emergenza erano state mobilitate le ambulanze presenti sull’isola. Il decreto parla dell’intervento di quattro mezzi di soccorso e sottolinea come l’elevato numero di persone presenti avesse reso impossibile identificare tutti gli avventori. Decisivo era stato l’intervento degli agenti del Commissariato di Ischia, diretto dal vicequestore Daria Alfieri, che si trovavano nella zona durante un ordinario servizio di controllo del territorio. Preso atto della gravità della situazione e del crescente numero di persone da assistere, i poliziotti avevano disposto l’immediata interruzione della musica e il deflusso dei presenti, consentendo ai sanitari di operare in sicurezza e di ripristinare condizioni minime di ordine.

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ALL’INTERNO UN NUMERO DI AVVENTORI SUPERIORE A QUELLO AMMESSO

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Uno degli elementi centrali dell’istruttoria riguarda anche il numero di persone presenti nella discoteca. Il Blanco disponeva di un titolo per l’attività di trattenimento danzante con un limite massimo di cento persone, come ribadito dal Comune di Casamicciola attraverso una nota trasmessa il 17 luglio, proprio alla vigilia dell’evento. Nella comunicazione firmata dalla responsabile di settore Vincenza Piro, inviata al gestore e alle forze dell’ordine, il Comune aveva ricordato che, sulla base della documentazione amministrativa e tecnica presente agli atti, il locale poteva svolgere attività di pubblico spettacolo e intrattenimento «nel limite massimo di capienza di 100 persone contemporaneamente presenti». Per eventi con oltre duecento persone sarebbe stata invece necessaria un’autorizzazione comunale e la verifica di agibilità della struttura attraverso la Commissione di vigilanza. Secondo il decreto del Questore, nella notte dei fatti gli avventori sarebbero stati «in un numero di gran lunga superiore a quello ammesso». La circostanza emergerebbe «in maniera inequivocabile» dai filmati acquisiti attraverso il sistema di videosorveglianza dello stesso locale. Il provvedimento descrive centinaia di giovani assiepati all’ingresso e lungo via Salvatore Girardi, con conseguente intralcio alla circolazione e condizioni di pericolo per l’incolumità pubblica. La misura adottata non si fonda soltanto sull’episodio della notte tra il 17 e il 18 luglio. Nel decreto viene infatti ricostruita anche la storia dei precedenti che hanno interessato il Blanco. Nel 2023 il locale era già stato destinatario di una sospensione di quindici giorni, sempre ai sensi dell’articolo 100 del Tulps, dopo una rissa avvenuta all’interno e all’esterno della struttura con l’utilizzo di cocci di bottiglia, il ferimento di alcune persone, il coinvolgimento di minorenni e rischi per la circolazione stradale.

LA RISSA E I PRECEDENTI SPECIFICI DEL LOCALE

Quella sospensione, osserva il Questore, rappresenta un «precedente specifico» rilevante per valutare la ripetizione degli episodi e la «persistente pericolosità del contesto», che non sarebbe stata sufficientemente interrotta dal precedente provvedimento. L’atto evidenzia inoltre quella che viene definita l’inadeguatezza delle misure di controllo e prevenzione adottate dalla gestione. Le verifiche negli archivi hanno fatto emergere anche altri episodi. Nel luglio del 2020 era stata trasmessa un’informativa di reato per presunti abusi edilizi all’interno della discoteca. Nel dicembre del 2018 e nel febbraio del 2020 erano state elevate sanzioni amministrative per la somministrazione di alcolici oltre le 3. Nell’agosto del 2017, invece, i carabinieri avevano disposto il sequestro del locale per il superamento della capienza. Per il Questore, i fatti più recenti dimostrano che il Blanco rappresenta una «fonte di grave pericolo ed allarme sociale» e una «sorgente di rischio concreto ed attuale per la collettività». Nell’atto si sostiene che la vendita di alcolici ai minori sarebbe stata svolta con «grave leggerezza» e con modalità tali da poter creare nei ragazzi la convinzione di potere acquistare bevande alcoliche senza alcun controllo. La discoteca viene definita un luogo «più che potenzialmente di pericolo per la sicurezza dei più giovani», anche per le possibili ripercussioni sulla salute pubblica. La vendita indiscriminata di alcol ai minorenni, viene osservato, può determinare rischi immediati, perdita dei freni inibitori, compromissione delle facoltà intellettive e conseguenze sulla salute fisica e psicologica. L’autorità di pubblica sicurezza richiama inoltre la recidiva specifica, la gravità dell’ultimo episodio, il coinvolgimento di cinque minorenni con un elevato tasso alcolemico, la necessità di impiegare numerose pattuglie sottratte al normale controllo del territorio, l’intervento delle ambulanze, la calca di avventori e il superamento della capienza.

30 GIORNI DI STOP PROPORZIONATI ALLE CIRCOSTANZE ACCERTATE

Nel bilanciamento tra l’interesse economico del privato e le esigenze di prevenzione, il Questore ha ritenuto prevalenti la sicurezza e l’incolumità pubblica. Le circostanze accertate, si legge nel decreto, giustificano una misura di durata superiore ai quindici giorni, pur senza arrivare al provvedimento più grave della revoca. La sospensione di trenta giorni viene dunque considerata «proporzionata alla gravità delle circostanze accertate», necessaria per interrompere l’attività che avrebbe consentito il verificarsi degli episodi e adeguata a produrre un effettivo «raffreddamento del contesto di rischio». Proprio per la necessità di intervenire rapidamente, non è stata inviata la comunicazione preventiva di avvio del procedimento, ritenendo che la prosecuzione dell’attività potesse determinare «un pregiudizio immediato e irreparabile per la collettività». Sulla vicenda era intervenuto anche il sindaco di Casamicciola, Giosi Ferrandino, che aveva definito «ingiustificabile» quanto accaduto e annunciato la richiesta di provvedimenti alle autorità competenti. «Dinanzi a fatti del genere ci vogliono pugno di ferro e tolleranza zero», aveva dichiarato il primo cittadino, precisando che l’amministrazione non intende demonizzare il turismo giovanile e la movida, ma sostenere iniziative ed eventi fondati sulla sicurezza e sul divertimento sano. Il decreto del Questore rende adesso effettiva la sospensione. Per trenta giorni le porte del Blanco resteranno chiuse, con il cartello applicato dagli agenti del Commissariato di Ischia a indicare le ragioni del provvedimento. Contro l’atto è possibile presentare ricorso gerarchico al Prefetto di Napoli entro trenta giorni oppure ricorso al Tribunale amministrativo regionale entro sessanta giorni dalla notifica.

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