CULTURA & SOCIETA'PRIMO PIANO

La stanza dei girasoli

“…ecco, gli alunni sono come i girasoli e a noi insegnanti tocca guidarli con amore a guardare il sole della conoscenza e della vita…” (M. Montessori)

A CURA DEGLI STUDENTI DELLA SCUOLA MEDIA DI BARANO

La “Stanza dei Girasoli” trae ispirazione dalla volontà di realizzare ambienti di apprendimento innovativi per sviluppare punti d’incontro tra la fantasia e il “fare”, favorendo esperienze di progettazione partecipata e di apertura al territorio. Grazie ai finanziamenti ottenuti nell’ambito dell’azione #7 del PNSD (Piano Nazionale Scuola Digitale – Avviso MIUR n.5403/2016 “Atelier creativi e per le competenze chiave), l’Istituto ha modernamente attrezzato un’aula, ri-pensandola come luogo di cura e accoglienza per pratiche didattiche modulari orientate al protagonismo cognitivo e socio-affettivo-relazionale di tutti e di ciascuno, con particolare attenzione ai bambini con particolari difficoltà. Si offre loro un ambiente confortevole, una non-aula, priva di banchi e sedie, dove potersi rilassare, svolgere attività pensate come “compiti di realtà”. La stanza è dotata di una LIM e di un angolo informatico con computer Apple dotati di programmi/software specifici per attività artistico-musicali e, più in generale, di originali proposte espressivo-creative adatte a realizzare apprendimenti motivanti e “su misura” degli stili cognitivi individuali, così prevenendo/arginando difficoltà di apprendimento di diversa tipologia. La contigua e ampia zona relax, arredata con morbidi tappeti e cuscini preformati, è adatta anche per declinare la “pedagogia della lentezza”: in questo spazio sufficientemente grande e luminoso, il parquet e le pareti tinteggiate con allegri colori pastello risultano gradevoli alla vista e accoglienti per il soggiorno e consentono di svolgere le attività didattiche, sia in gruppo, che individualmente, contrastando i rischi discendenti dall’uso frequente e improprio della tecnologia. L’atmosfera è quasi magica; a volte gli alunni sentono il bisogno di lavorare in modo più disteso: qui possono rilassarsi sui tappetini colorati o accomodarsi sui divanetti multicolore e, trovata la posizione che maggiormente preferiscono, lasciarsi coccolare dal racconto di una storia o dal ritmo di una filastrocca.

La musica modula molte delle attività svolte in questa stanza: la musica “suonata”, con lo strumentario Orff o con una pianola o con lo stesso corpo, ma anche la musica “ascoltata”; la strumentazione tecnologica, infatti, è il valore aggiunto di un ambiente già di per sé accogliente: non solo permette di fruire di molteplici risorse interattive, ma consente di attingere a un’ampia libreria di brani musicali ludo-didattici. È anche uno spazio in cui muoversi più liberamente che in aula, consentendo anche agli alunni diversamente abili di esercitarsi in piena sicurezza in brevi percorsi ludico- motori.

La realizzazione di questa aula, fortemente voluta dalla Dirigente Maria Rosaria Mazzella, risponde in pieno al profilo identitario della scuola “Anna Baldino” che nelle sue scelte programmatiche mira ad essere ambiente educativo di apprendimento e ben-essere, di socializzazione e orientamento, fondato sulla centralità dell’alunno, allo scopo di porre le basi cognitive e socio-affettive-relazionali necessari per lo sviluppo armonico ed integrale della personalità di ciascun alunno e del suo progetto di vita. Se la stanza dei girasoli favorisce il benessere dei bambini con esigenze particolari, consentendo anche che gli alunni “tutor” si facciano carico del compagno disabile con particolare gravità per attività mirate e concordate, ciò significa che tale luogo costituisce un esempio di come si possa realizzare un altro degli obiettivi fondamentali della scuola “Anna Baldino”: essere officina di cittadinanza democratica, insegnare ad apprendere la condizione umana ed essere cittadini consapevoli e integrati in una società plurale, dove si accetta e si rispetta la diversità come valore e cifra di autentica democrazia.

Contemporaneamente la Stanza dei Girasoli, in linea con il PNSD e per le sue caratteristiche, è stata sistematicamente utilizzata per ospitare iniziative mirate a potenziare le competenze chiave, come nel caso della “settimana del “coding” e della pratica attuazione di moduli formativi Scuola Digitale) diffusi all’interno degli ambienti della scuola( Progetti di “Programma il futuro” e alle attività della “Code Week” attraverso laboratori di coding aperti anche al territorio,ecc.). Un esempio particolare di scenario innovativo per lo sviluppo di competenze digitali applicate è stato il “Cody Maze” realizzato nell’Aula dei Girasoli dell’istituto e finalizzato allo sviluppo di processi innovativi e al miglioramento della qualità degli apprendimenti degli studenti, quali strumenti efficaci per l’integrazione e per il contrasto alla dispersione scolastica.

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Analogamente, la stanza ha ospitato eventi di formazione e ricerca rivolti ai docenti per migliorare le prassi inclusive, come ad es.:

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  • Nell’anno scolastico 2017/18 i laboratori pratici relativi al corso “La musica cura, cura la musica”, co-progettato e realizzato dall’Istituto con parte dei sottoscrittori del Patto di sviluppo territoriale posto in essere da un quadriennio (Associazione Cosarara , USRI-ASL NA2 Nord -CEIC Ischia – Rotary club Isola d’Ischia )I laboratori sono stati a cura di un team di psicologi e musicisti a musicale che hanno evidenziato la potenza dell’espressione artistica nell’età infantile.
  • Nell’anno scol.co 2018/2019, i laboratori esperienziali (come prosieguo della lectio magistralis del Prof. Galimberti nella Conferenza “Eroi fragili: la condizione giovanile nell’età del nichilismo”) dal titolo “Relazioni: maneggiare con cura”, rivolti a docenti e genitori e coordinati dallo psicologo dott. Nardiello, per favorire la riflessione sull’importanza della relazione e della comunicazione nella gestione dei conflitti nel più ampio contesto della prevenzione e contrasto al bullismo e al cyber bullismo.

A ciò si aggiunge che da un quadriennio la stanza è stata teatro dell’iniziativa nazionale “Libriamoci”, alla quale la scuola Anna Baldino partecipa da diversi anni.

Partiamo da qui per dar voce ai nostri giornalisti in erba!

Per il Cody Maze diamo la parola a Miriam Sogliuzzo e Nancy Mazzella:

In terza media abbiamo svolto un’attività di laboratorio con la professoressa Rossella Agnese e il professore Alessandro Petrillo. Consisteva in una “caccia al tesoro” che si svolgeva in un labirinto…. “virtuale”! Nella “Stanza dei Girasoli” abbiamo trovato un percorso creato dai professori, che, con del nastro adesivo, avevano incollato sul pavimento dei fogli su cui erano stampati dei codici, che poi noi studenti avremmo dovuto decodificare tramite un’applicazione chiamata QR-Code.Una volta “decriptato” ciascun codice, tramite un’altra applicazione chiamata Telegram, ricevevamo sul nostro smartphone le istruzioni per proseguire nel labirinto: solo chi riusciva a ricostruire la giusta sequenza avrebbe completato il percorso, arrivando così al tesoro.Questo laboratorio ci è piaciuto perché abbiamo sperimentato un nuovo modo di usare la tecnologia.Inoltre abbiamo imparato a mettere in pratica lo spirito di squadra, proprio perché eravamo divisi in diversi gruppi.È stata un’esperienza divertente e consigliamo a tutti di farla.”

Molto entusiasmo anche per l’iniziativa “Libriamoci”; ascoltiamo Alberto Calise, Chiara Di Meglio e Giulia Di Meglio:

L’attività Libriamoci, tenutasi agli inizi della seconda media, mi è piaciuta particolarmente proprio perché era la prosecuzione di una già fatta in precedenza, in prima media, quando siamo andati nella Stanza dei girasoli e, con coperte e cuscini, ci siamo sdraiati a terra a leggere .Libriamoci, lo scorso anno si è basata principalmente sui “libri sospesi” in aria infatti, appena siamo entrarti nell’aula, la prima cosa che abbiamo visto sono stati proprio questi libri che, a mio parere, davano un senso di allegria e spensieratezza. Dopo essere entrati, ognuno di noi ha scelto un libro che poi ha letto e successivamente, sul tema del libro, abbiamo realizzato un segnalibro. Di questo progetto mi è piaciuto tutto anche perché dopo le ore di lezione in aula è stato bello svuotare un po’ la mente e rilassarsi leggendo.”

Ascoltiamo anche Antonino Laurenzi

A me leggere non piace, ma nella “Stanza dei Girasoli” è stata un’esperienza unica, perché abbiamo avuto la possibilità di prendere dei libri forniti dalla scuola, appesi al soffitto con delle corde trasparenti. È stata un’esperienza diversa anche perché ci è stata data la possibilità di scegliere un libro a piacere e di distenderci sul pavimento per leggere. Abbiamo vissuto questa esperienza anche con ragazzi di altre classi: è stato un modo per divertirci, socializzare e conoscerci meglio. Esperienza bellissima che spero più avanti di ripetere.”

E Giancarlo Iapino :

L’anno scorso noi classi seconde abbiamo partecipato al progetto Libriamoci. Ci siamo recati nella Stanza dei Girasoli e abbiamo notato, con grande stupore, dei libri sospesi che sembrava che quasi volassero. Le professoresse ci hanno spiegato che, dopo aver vagato un po’tra i libri, potevamo scegliere quello che più ci piaceva e iniziare a leggerlo comodamente, sdraiandosi sui tappeti colorati, appoggiandoci ai cuscini che avevamo portato e addirittura togliendoci le scarpe per sentirci più liberi. Una volta letto il libro abbiamo realizzato dei segnalibri inerenti alla storia che avevamo letto…è stato divertente! Trovo che l’iniziativa sia stata molto bella perché ci ha permesso di scoprire dei libri che forse non avremmo mai letto, infatti io e altri ragazzi abbiamo “amato” così tanto il libro che abbiamo letto che siamo andati a comprare il seguente della saga.”

L’attività“Libriamoci” dello scorso anno si è svolta, con l’attuale 3°E, nella Sala dei Girasoli. È stata una delle tante attività vissute a scuola che mi sono piaciute molto. Noi alunni non sapevamo cosa ci aspettasse: infatti ero ansioso di scoprire di cosa si trattasse. Quando siamo entrati nell’aula dei Girasoli, abbiamo visto i libri “sospesi ”nel vuoto e proprio per questo mi è parso che forse l’attività fosse strettamente collegata al nome “libriamoci”… mi sembrava cioè di essere sospesi nei libri che abbiamo letto e poter così entrare per un po’ in un altro mondo. Io ho scelto di entrare nel mondo del giallo di Agata Christie e dello “Strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”. Il giallo di Agatha Christie l’ho scelto per il colore della copertina e perché mi incuriosiva, mentre dottor Jekyll e signor Hyde l’ho scelto perché era un libro che da un po’ volevo leggere e, essendomi sentito particolarmente predisposto alla lettura, ho pensato che fosse quello il momento gusto. Una volta terminata la lettura dei libri, le professoresse ci hanno indicato quali attività svolgere relativamente ai diversi libri letti; abbiamo realizzato un segnalibro che ha rappresentato la storia letta e completato delle schede colorate e divertenti sui libri scelti. Mi sono divertito molto e non pensavo che mi sarei appassionato tanto alla lettura!”

Infine una testimonianza di Simona Ballirano che ci parla di un suo compagno speciale che spesso si ferma nella stanza dei girasoli:

L’anno scorso nella mia classe, la 2E, c’era un compagno speciale; in verità, non l’ho conosciuto alle scuole medie, perché eravamo già compagni di asilo. Lui soffre di una grave forma di autismo, ma noi lo abbiamo sempre accolto nella classe e abbiamo fatto tutto il possibile per fargli sentire il nostro affetto. Anche se a volte sembrava ingestibile, alla fine tutti insieme riuscivamo a farlo stare in classe con noi. Capitavano poi dei giorni in cui era di cattivo umore, quindi preferiva stare nella stanza dei girasoli, dove poteva rilassarsi; in altri giorni era molto felice e quindi saltava e urlava ogni minuto. A volte non riuscivamo nemmeno a fermarlo, tanto era forte! Cercavamo di farlo stare il più possibile in classe, ma devo ammettere che a volte era un’impresa quasi impossibile: sembrava desiderare più spazio per muoversi liberamente… Il tempo trascorso con lui mi ha insegnato che è un ragazzo supernormale e, se vogliamo dirla tutta, è anche più intelligente di noi tutti: siamo noi, piuttosto, che dobbiamo cercare il modo di comunicare con lui e imparare a capirlo.”

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