POLITICAPRIMO PIANO

La stoccata di Del Deo: «Gli avversari? Temo solo le infiltrazioni malavitose»

Lunga intervista al sindaco di Forio che analizza il voto alle politiche ma guarda già alle prossime elezioni amministrative in programma all’ombra del Torrione. Il “Papa” ribadisce una volta di più che il prossimo candidato sindaco uscirà dall’attuale maggioranza e poi lancia un monito

Partiamo da un’analisi del voto. Quello isolano ha più o meno rispecchiato il trend nazionale. C’è un qualcosa che ti ha particolarmente sorpreso o le previsioni della vigilia sono state pienamente rispettate?

«Non trovo chissà quali differenze tra il voto locale e quello nazionale, credo possano specchiarsi. E’ chiaro che c’è molto malcontento e anche preoccupazione per i problemi che ci sono e quelli che si profilano all’orizzonte, ma non si può fare a meno di osservare che ci troviamo davanti ad una svolta epocale. Verosimilmente ci ritroveremo il primo premier donna e parliamo di una ragazza che all’alba del suo percorso politico vantava meno del 4 per cento di consensi e oggi è arrivata dove sappiamo con un exploit qualche tempo fa forse impronosticabile. Ma adesso…».

Adesso?

«Adesso per il nuovo governo iniziano gli esami. Ci sono già voci secondo le quali qualcuno vorrebbe sfilarsi dalla maggioranza e questo non sarebbe un segnale positivo. Ripeto, alla Meloni va riconosciuto un valore assoluto che è quello della coerenza che in questo lungo periodo ne ha sempre caratterizzato l’azione politica. Si è posta all’opposizione ma quando lo ha ritenuto opportuno ha anche votato qualche provvedimento del governo Draghi. Ripeto, davanti ha una sfida importante, oggi anche Russia e Stati Uniti guardano con estremo interesse alla formazione del nuovo governo. Che tra l’altro, non va dimenticato, nascerà in un momento in cui svariati problemi – in primis la crisi energetica – non mancheranno di farsi sentire. Spero che le sinistre non si sveglino proprio in questo momento: sono anni che non vediamo i sindacati scendere in piazza, non vorrei che come per incanto il trend cambiasse giusto adesso…».

«L’amministrazione che succederà, che sarà la prosecuzione di quella attuale, potrà campare di rendita per tutti i finanziamenti intercettati. Il pericolo potrebbe essere quello di ritrovarsi al governo del paese un’amministrazione che può avere rapporti malavitosi con la terraferma grazie agli appalti che stanno arrivando»

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Era lecito sull’isola attendersi qualcosa in più dal Pd, che se non altro era e resta l’unico partito strutturato da tempo sul territorio?

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Il neo deputato Michele Schiano

«Il Pd, come dicevi, rimane l’unico partito strutturato, prova ne sia che conserva uno zoccolo duro che se non altro gli consente sempre di attestarsi intorno al 20 per cento. Detto questo, bisogna riconoscere alla Meloni che partendo praticamente da zero è riuscita ad accumulare un consenso impressionante al punto da poter essere ritenuta un fenomeno nella storia almeno recente della nostra Repubblica. E questo trend ha finito per consolidarsi anche sull’isola».

L’analisi del voto foriano ha raccontato qualcosa di particolare o diverso?

«No, nulla di diverso, è stato rispecchiato l’esito del voto nazionale. Anche qui è stata premiata Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia e tutto sommato era anche prevedibile».

«Ribadisco che il candidato sindaco uscirà da questa maggioranza, diversamente sarebbe un fallimento. Allargheremo la squadra con nuovi innesti, che però devono comprendere che non possono bussare alla mia porta e pensare di impormi il candidato, perché se accettassi certe proposte tradirei la mia stessa maggioranza»

Tra i neo eletti, quale sono le figure su cui l’isola e la sua gente potranno fare riferimento?

«Abbiamo dei riferimenti soldi. Se penso alla coalizione di centro destra in primis dico Michele Schiano, che tra l’altro è ormai cittadino foriano a tutti gli effetti e conosce bene l’isola, il territorio e le sue problematiche. Poi c’è Edmondo Cirielli, che parimenti è un habituè di Ischia al pari di Del Mastro. Sono parlamentari che conoscono e vivono il nostro territorio, a differenza di qualcun altro che magari era originario dell’isola ma che lo ha sempre vissuto come se si trovasse su un altro pianeta. Non voglio però dimenticare l’exploit conseguito da Domenico Brescia che ha collezionato un ottimo risultato. Ma lasciami dire una cosa…».

Prego.

«Cerchiamo di capire, ad esempio, perché dalle nostre parti il Pd è stato punito. Non è possibile che il ministro Franceschini si venga a candidare a Napoli e nel contempo candidi la moglie a Roma. E che dire di Fratoianni, che pure si è candidato in un nostro collegio sistemando la compagna sempre nella capitale. La verità è che qui abbiamo a che fare con un partito di famiglia e il risultato è che noi ci troviamo con candidati e magari politici eletti che assolutamente non sono rappresentativi del nostro territorio. E poi si crea lo scollamento. Abbiamo chiesto sostegno per salvare la sezione distaccata di tribunale e il Pd non ci è mai stato vicino, sulla pace edilizia poi si è addirittura messo di traverso. Insomma, questi signori non ce li siamo mai trovati affianco contrariamente a quanto successo con l’area di centro destra dove diversi parlamentari a più riprese ci hanno dato una mano e perorato la nostra causa».

Molti pubblici amministratori guardano con interesse al terzo mandato per i sindaci. Come pensi che si muoverà il nuovo governo su questa tematica abbastanza sentita?

«Faccio una premessa, credo che il terzo mandato sia nato come un qualcosa di populistico, come ad esempio la riduzione del numero dei parlamentari. La limitazione dei due mandati per i sindaci è uno dei tanti errori commessi all’epoca di Tangentopoli dove soprattutto certa sinistra voleva mostrare che si intendeva rendere le amministrazioni locali più trasparenti. Io voglio ricordare che in quel vortice rimasero coinvolti politici di alto livello e in misura residuale quelli degli enti comunali. Sono state scelte sbagliate e senza senso, io credo che debba essere sempre il cittadino a giudicare chi si vuole cimentare alle urne, senza porre alcun tipo di veto o limitazione. Poi ci sono altre scelte capotiche: hanno approvato il terzo mandato per i sindaci soltanto nei Comuni fino a cinquemila abitanti. Allora mi domando, se è stato sempre respinto il terzo mandato perché si voleva evitare ogni forma di clientela, devo pensare che è tutto sbagliato, perché fenomeni di malcostume sono più facilmente praticabili in piccole realtà piuttosto che in città con un milione di abitanti. Ribadisco ancora una volta, che sia sempre il cittadino sovrano a scegliere cosa vuole fare».

Questa è la tua linea di pensiero, ma il Governo che strada prenderà?

Del Deo a cena con Matteo Salini

«La gente, ripeto, deve poter scegliere altrimenti allontaniamo sempre più il cittadino dalla politica. Lo vediamo anche con questo sistema elettorale che non mette in condizione la gente di scegliersi i propri parlamentari. E noi già siamo stati fortunati che in alcuni casi ci ritroviamo neo deputati vicini al territorio. Mi viene difficile immaginare che intenzioni abbia questo governo relativamente al terzo mandato, ma la verità è che l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani, ndr) sta davvero funzionando male perché quando affronta l’argomento ponendo il paletto di Comuni fino a 5.000 o 15.000 abitanti va decisamente fuori strada. Qualcuno mi spieghi perché se il sindaco di una grande città ha lavorato bene e incontrerebbe il favore dell’elettorato, bisogna fargli trovare il semaforo rosso. Mi piace ricordare che anche sull’isola abbiamo avuto sindaci di lungo corso: penso a Telese, a Mennella a Lacco Ameno che addirittura ha indossato la fascia tricolore per decenni. Figure sempre scelte dal cittadino in maniera democratica, e questo va sottolineato con forza. Insomma, sai qual è la verità?».

«Il terzo mandato? Ho sempre pensato che l’elettore debba poter scegliere chi vuole, altrimenti si allontana il cittadino dalla politica. Non so cosa farà il governo ma l’ANCI funziona male: quando affronta l’argomento ponendo il paletto di Comuni fino a 5.000 o 15.000 abitanti va decisamente fuori strada»

Quale?

Una seduta di consiglio comunale a Forio

«Che qui la democrazia diventa una sorta di fisarmonica, che si allarga o si stringe in base alle convenienze del momento o magari all’interesse manifestato su una specifica tematica da questo o quel parlamentare. Faccio un esempio, una volta esisteva la cosiddetta garanzia amministrativa. Si trattava di una sorta di immunità che imponeva, prima di procedere contro un pubblico amministratore, di richiedere l’autorizzazione al Prefetto. Poi ci fu un parlamentare che era in palese conflitto con il sindaco del suo paese e fece abolire quella garanzia. Il problema è che su alcune cose esiste una visione personalistica e non del paese e del territorio».

A un certo punto si era parlato di una tua possibile candidatura con la Lega, ci fu un fine settimana dove notizie e indiscrezioni si rincorrevano. Puoi raccontarci come sono andate realmente le cose?

«Ho ricevuto delle proposte dalla sponda centro destra, ma dovevano incastrarsi una serie di circostanze. Se fossi stato candidato in un proporzionale, sarei stato disposto a correre anche in un uninominale: in politica sono nato guerriero, non mi sarebbe piaciuto rimanere con le braccia incrociate. Però la riduzione del numero dei parlamentari non mi avrebbe indotto a fare un passo simile nell’uninominale, dove alla fine davvero rischi di rimanere fuori per un solo voto, come peraltro è accaduto a qualcuno. Forse a quarant’anni un azzardo del genere lo avrei anche fatto, onestamente alla mia età non era il caso, non me lo posso proprio permettere. Alla fine ci siamo orientati comunque verso parlamentari in grado di rappresentarci adeguatamente e Michele Schiano e Cirielli da questo punto di vista sono esempi che ritengo decisamente significativi. Oggi è importante avere dei punti di riferimento e sotto questo aspetto ci sentiamo senza dubbio tutelati».

«L’attuale minoranza l’abbiamo “pesata” con queste quattro scemenze che si divertono a fare sui social. Tra l’altro quando arrivano commenti di chi dissente, vengono pure immediatamente rimossi, ditemi voi se questa si chiama democrazia. Io non ho mai agito così, ma se questo è lo spessore non mi meraviglio»

Da osservatore esterno e da analista politico, posso chiederti come guardi alle elezioni amministrative di Casamicciola in programma il prossimo anno?

«Senza terzo mandato, il primo aspetto da tenere in considerazione è quello legato al fatto che Giovan Battista Castagna non si potrà presentare. C’è stata una spaccatura in seno alla maggioranza che ha di fatto portato all’arrivo del commissario prefettizio, bisognerà vedere quali saranno i nuovi schieramenti che si andranno a formare. Sento dire che c’è già qualche nome autorevole che ambisce a candidarsi a sindaco, però è un discorso ancora aperto: siamo appena all’inizio, l’inverno è lungo».

A Forio, intanto, atteso che per adesso il terzo mandato non c’è, hai già in mente il nome del tuo successore? Ormai le elezioni non sono poi così lontane…

«Ti rispondo alla stessa maniera con cui l’ho fatto in altre interviste, più e meno recenti. Ribadisco dunque che il candidato sindaco uscirà da questa maggioranza, perché se così non fosse significherebbe che ho fallito in questi anni e con me l’amministrazione che ho guidato. Allargheremo la squadra con nuovi innesti, si tratta di nomi autorevoli e persone preparate che però devono comprendere un aspetto fondamentale. Non possono bussare alla mia porta e venirmi a dire chi dovrà essere il candidato a sindaco, perché se accettassi determinate proposte tradirei la mia stessa maggioranza».

Continui a non essere turbato nei tuoi sonni da come l’attuale minoranza sta affilando le armi e si sta organizzando in vista della campagna elettorale?

«Ma figurati, l’attuale minoranza l’abbiamo “pesata” con queste quattro scemenze che si divertono a fare sui social. Tra l’altro poi quando arrivano commenti di chi dissente, vengono pure immediatamente rimossi, ditemi voi se questa si chiama democrazia. Io non ho mai agito in questo modo, ma capisco perfettamente che quando si ha a che fare con certi personaggi non bisogna meravigliarsi più di tanto. Insomma, basta poco per capire lo spessore e la statura di questi soggetti. La considerazione finale rimane una…».

Quale?

«L’amministrazione che succederà, che come detto sarà la prosecuzione di quella attuale, potrà campare di rendita per i prossimi venti anni per tutti i finanziamenti che siamo riusciti a intercettare. Il vero pericolo potrebbe essere quello di ritrovarsi al governo del paese un sindaco e un’amministrazione che può avere rapporti malavitosi con la terraferma grazie agli appalti che stanno arrivando dalle nostre parti».

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Bcipolla

Perché adesso l’amministrazione non ha contatti con malavitosi importati e finanziatori?

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Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex