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La stoccata di Ottorino: «Certi mal di pancia? Tatticismi inutili e puerili»

Partiamo da un assunto che credo sia oggettivo. Che quello di venerdì sia stato un consiglio “anomalo” mi pare abbastanza scontato. Tra parte della maggioranza che vota due emendamenti della minoranza e il resto dell’amministrazione che si accoda, non abbiamo certamente visto scene da tutti i giorni. Qual è la tua chiave di lettura?

«C’è poco da dire. Il malessere di una parte della maggioranza si va ad estrinsecare in questi piccoli tatticismi che poi nella sostanza si rivelano totalmente inutili. Certe cose varrebbe la pena chiarirsele prima e comportarsi in maniera consequenziale piuttosto che arrivare in occasione del consiglio e provare fare azioni di disturbo che poi sfociano in queste votazioni che evidentemente sono utilizzate per sanare il predetto malessere. Da presidente del consiglio gradirei una maturità politica che spesso non vedo anche in persone che pure hanno un trascorso abbastanza consolidato». 

Ma siamo sicuri che la nomina della giunta politica non stravolgerebbe ancor più il quadro? In fondo, per quanto possa apparire un paradosso, allo stato dell’arte degli equilibri, per quanto precari, ci sono ancora…

«Non credo. Fino ad ora c’è stato un valzer tra chi entrava e usciva in consiglio, adesso l’iter giudiziario è terminato. E poi con la dichiarazione di venerdì, sappiamo anche che Maurizio De Luise non si dichiara indipendente né si dichiara rappresentante del Movimento Cristiano Lavoratori ma fa parte del gruppo “Vivere Ischia”. Insomma, il quadro adesso è completo e delineato. Se Enzo Ferrandino aveva degli alibi, ammesso che li avesse, ora non ce li ha più. Dovrà definire l’esecutivo in virtù di questi numeri, sperando che rimangano tali: la politica, a volte, è come le quotazioni in borsa con titoli che salgono o scendono e comunque cambiano a seconda delle giornate».

Resti dell’idea, come già dichiarasti a Il Golfo, che gli assessorati vadano riconosciuti sulla base dell’esito elettorale dello scorso anno?

«Il rispetto del risultato delle urne è un principio inderogabile, anche per evitare fenomeni di randagismo politico peraltro prossimo a dilagare in tutti i livelli con gente che si candida in una compagine e poi trasmigra in un’altra. E’ chiaro però che coloro che fanno il salto della quaglia la pensino diversamente, fa parte del gioco. Io ho una mia dignità, una mia storia e un mio trascorso politico ma soprattutto ho davanti a me delle regole che mi sono ben chiare e sono quelle della buona politica. Non amo crescere da randagio in un contesto opportunistico».

Se la giunta politica qualche mese fa rappresentava un’opportunità, adesso è indubitabilmente una indifferibile necessità. Con tutto il rispetto per gli assessori tecnici, l’impressione è che la macchina senza quel tipo di “benzina” viaggi a rilento.

«Questo se vogliamo è anche comprensibile: in fondo chi si è candidato e ha chiesto il voto possiede anche una maggiore contezza degli impegni che si sono assunti durante la campagna elettorale. E’ chiaro che gli esterni avvertono meno il peso della responsabilità, anche se i nostri attuali assessori sono tutte persone perbene e figure di spessore: quando il sindaco deciderà di sostituirli, andranno comunque ringraziati. Hanno operato in un contesto nel quale si era creato un corto circuito tra consiglio e giunta, non era assolutamente facile».

Hai sempre difeso Enzo Ferrandino, che però qualche errore innegabilmente l’ha commesso: su tutti, forse, un atteggiamento troppo da solista che spesso ha reso difficile dialogo e convivenza con i consiglieri. Condividi?

«Spesso, ma questo l’ho già detto, tende a sentirci personalmente piuttosto che collegialmente. Devo pensare che ritenga che mettendoci attorno a un tavolo prima o poi lo stesso possa “saltare in aria” ma questo rischia di diventare un boomerang perché magari quando ci si incontra si finisce con l’alzare eccessivamente i toni. Ma il confronto duro, in ogni caso, spesso porta a una soluzione delle problematiche e delle divergenze meno lunga in termini cronologici».

Ritorniamo ai due emendamenti che Vivere Ischia e a rimorchio l’intera maggioranza hanno votato insieme all’opposizione. E’ andato tutto come doveva andare o è saltato qualche ingranaggio e dunque l’epilogo avrebbe dovuto essere diverso?

«Da quello che ho appreso, il gruppo ha espresso un momento di disagio che sarebbe conseguenza di richieste precedenti che erano state formulate al sindaco e non avevano avuto seguito. Da qui il “mal di pancia” in questione esternato nei modi che ormai conoscete tutti. Poi alla fine si è trovata la quadratura sui due emendamenti da votare tutti insieme anche con la minoranza: se ne vai a leggere i contenuti, però, si tratta di atti di indirizzo che allo stato dell’arte non hanno natura economica e non è detto che ce l’abbiano in futuro. Spero che chi li ha votati ci creda, che dire…».

Chiudiamo ritornando alla giunta: ci siamo, finalmente?

«Posso dirti che il sindaco ha chiesto a tutti coloro che sono stati eletti, me compreso, di pensare eventualmente a lasciare il consiglio per cimentarsi nell’assessorato in modo da riportare in giunta le migliori energie scelte dall’elettorato».

Capirai che a questo punto non posso fare a meno di chiederti se anche Ottorino Mattera è pronto a dimettersi…

«A me, se proprio vuoi saperlo, è stato chiesto di ricoprire il ruolo di vicesindaco. Ripeto, tutti dovremmo essere nella condizione di fare un momento di riflessione e capire quali sono le reali intenzioni di tutti noi. Ci siamo dati appuntamento per definire questa benedetta questione, vediamo cosa succede».

 GAETANO FERRANDINO

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