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LA STORIA ANTICA DEL MATERASSO PORTATO IN DOTE DALLE SPOSE ISCHITANE

In questo periodo, nel febbraio del 1988, esattamente 41 anni fa  RAI UNO mandò in onda un’allegra e fortunata trasmissione per il divertimenti dei telespettatori del tempo chiamata “Quelli della Notte” con Renzo Arbore, la Laurito, Frassica, Catalano, Ferrini, Pazzaglia, Luotto ed altri, in cui  tra l’ altro si cantava in coro una “sonnolente” ma piacevole  canzoncina inneggiando  al materasso. Il brano reso vivace  ad un certo punto da un vocalizio stridulo eseguito da una brava Silvia Annicchiarico, aveva per titolo proprio ”Il Materasso”,  sul quale idealmente, a quell’ora di notte, i protagonisti della trasmissione, sembrava volessero adagiarsi. Si cantava in sostan za  quello che appariva come un omaggio al materasso ed alla voglia di dormire, anche se, una certa attinenza simbolica, ci può stare, almeno nell’oggetto del soggetto (scusate il bisticcio di parole), che è per l’appunto il materasso e la sua storia di creazione e d’uso, nel nostro vivere comodo e civile. Ebbene  quell’evento televisivo che alcune settimana fa la Rai ha ritrasmesso ci ha offerto l’idea di occuparci in questo nostro ormai abituale Speciale,proprio del Materasso. L’isola d’ Ischia come tutti gli altri paesi del sud Italia e non solo, ai tempi della povertà diffusa,  non faceva eccezione nel ricorrere alla pratica più rudimentale e semplice quando doveva inventarsi il modo per sopravvivere ai disagi reali della propria quotidianità, nell’ambiente familiare di convivenza ed al di fuori di esso. Poter contare su di un giaciglio accettabile era la massima aspirazione dei popolani antichi a Ischia come altrove. Il riposo dopo una giornata di duro lavoro in mare e nei campi, è stato sempre una delle varie esigenze della propria quotidianità che l’ischitano di tutti i tempi ha sempre saputo gestire  con inventiva e ragionamento. Il materasso in tutte le sue evoluzioni nate e sviluppatesi in loco, è una di queste esigenze, assurte a priorità della casa, a mano a mano che si decideva  di riposare il più comodi possibile. Cosa accadeva nel ‘700 e ‘800 a Ischia nelle famiglie di campagna e del Borgo e delle altre parti dell’isola? Era d’uso a quei tempi, che quando una ragazza del luogo  andava  in sposa, assieme al corredo, doveva portare il materasso, le lenzuola di lino e la coperta speciale con i guanciali di lana pecorina. La quale ragazza sposa, dopo averlo acquistato, il materasso,  passava molti giorni a purgarlo, pulirlo per eliminare anche i bruscoli, gli spini e altro. Certo è che dopo averci dormito un paio di anni, la lana si raggomitolava e si appiattiva, così aveva bisogno di essere ripulita, sciolta  e allargata. A questo punto, entrava in azione il materassaio che si dedicava, con la sua riconosciuta abilità completamente  al materasso. L’operazione la si preparava con il sopraggiungere della buona stagione, solitamente nei mesi di luglio ed agostoe la si ripeteva a marzo. Era un vero e proprio rituale a cui vi prendevano parte vari membri della famiglia , madre della giovane sposa, sorelle, cugina qualche zia ed anche  l’amica  di famiglia. Insomma tutta la famiglia intorno al materassaio e al materasso della sposa per vederlo lavorato alla migliore maniera in modo che la ragazza sposa del Borgo e della campagna  potesse  dopo ritenere benedette quelle ore piene in cui ci si è  ritrovati  tutti insieme intorno al  materasso della salute.  Ai materassi di lana i ceti facoltosi vi sono arrivati molti decenni prima dei ceti meno abbienti dell’isola che fino agli anni ’50 usavano ancora un saccone con le foglie di pannocchia e sopra un materasso con la crine vegetale. I materassi di lana sono praticamente  scomparsi in buona parte  negli anni ’80, sostituiti dal classico  e moderno permaflex.  Oggi si riposa su materassi sofisticati di vario tipo, forma e costo. Dagli anni ’60 è stato molto in voga il materasso a molle, spesso definito anche “ortopedico” ma oggi praticamente considerato desueto e superato da materassi cosiddetti “ergonomici” cioè in grado di modellarsi e seguire le curve fisiologiche del corpo. Gli specialisti medici ormai ne consigliano fortemente l’uso rispetto agli ortopedici..

                                                                                                     antoniolubrano1941@gmail.com

 

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