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La storia dei pulmini come una sceneggiata napoletana

Ritorniamo sulla questioni pulmini per comunicare quello che l’amministrazione della condivisione, del bene comune della trasparenza, etc. etc. non dice ai cittadini. Iniziamo dal pulmino messo a disposizione da una associazione della vicina isola d’Ischia, per un mese così dice l’atto deliberativo della giunta comunale, al prezzo “sociale” di pochi  euro al giorno, costo che ci sembra molto più che “gratis”. Il problema, però, è che questo pulmino è da una settimana parcheggiato nell’area del Comune senza aver effettuato neanche un chilometro. In compenso, mentre i fruitori restano nelle medesime condizioni di qualche settimana fa, ovvero senza servizio trasporto per la scuola, l’importante è che abbiamo postato la foto su facebook, fatto in modo da innescare una scaricata di improperi nei confronti del sottoscritto e ricevuto qualche like: la sceneggiata è perfettamente riuscita ma il problema resta irrisolto.

Passando, invece, ai due pulmini elettrici in dotazione al Comune, ottenuti negli anni passati a fronte di finanziamenti pubblici sulla mobilità sostenibile per un controvalore di circa 300.000 euro ( ci si possa domandare se si possano vendere), che tanto sono serviti all’attuale amministrazione che, almeno nei primi mesi, li ha utilizzati come le navi di Mussolini per fare di tutto ed anche di più senza mai pensare che andavano manutenzionati, secondo la perizia di stima allegata è possibile venderli all’attuale richiedente (non si comprende come sia stato scelto) per circa 5.000 euro ognuno , quindi, complessivamente per 10.000,00 euro (ed anche qui ci sembra molto più che “gratis”).

Menico Scala, consigliere comunale gruppo “Per Procida”

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