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La storia di Horus, il falco “costretto” a lottare per la vita

La storia di un falco passato sui cieli di Ischia durante un lungo viaggio e che adesso è a rischio sopravvivenza dopo essere stato sparato. A raccontarla la sensibilità ambientalista

DI RAFFAELLA SCOTTI

Lo chiamerò Horus (Colui che è al di sopra, il Superiore) anche se qualcuno l’ha già fatto prima di me, circa 6000 anni fa. Per gli antichi egizi il falco era la più importante Divinità legata al Faraone, che era considerato la sua manifestazione in terra. Horus sta lottando per rimanere in vita. Essere salvati dopo essere stati sparati non garantisce sopravvivenza , il piombo non estratto in zone delicate a lungo andare porta alla morte per avvelenamento. Horus non era un turista pagante arrivato sull’isola d’ischia, non ha comprato in Siberia il biglietto aereo per arrivarci. Ha fatto affidamento solo sulle sue forze ed in quelle della Natura, il vento qualche volta lo avrà aiutato e altre volte l’avrà messo alla prova, ma lui nonostante non capisse come la natura gli avesse regalato un gps incorporato, è arrivato fin qui. Voleva fare una breve vacanza per riprendere quella forza che tutti ammiriamo e invidiamo per poi ripartire…non era il solito turista al quale offrirgli un bicchiere di vino ed una bruschetta, come una volta si faceva anche gratis nelle terre dei nostri cari nonni contadini. A lui sarebbe bastato qualche topino (e ne aveva visti davvero molti) o addirittura un coniglio selvatico, che gli avrebbero dato forza per arrivare fino in Africa e lì poi attendere i giusti mesi e ripartire ancora per la Siberia, dove con la sua UNICA compagna di tutta una vita (anche 20 anni ) fare dei piccoli splendidi Falchi e continuare in questo suo peregrinare fino a che la Natura avesse dato l’ultima parola su di lui.

Il volo per ora è di sola andata, vorrei io comprargli il biglietto di ritorno ma il messaggio da me lanciato è stato capito non da tutti ed all’ultimo commento che riportava “cosa non si fa per avere più like” ho deciso la mia uscita dai social , ma non dal sociale, dalla vita reale dove le persone mi conoscono per davvero. Le orecchie dei giovani stanno udendo continuamente una frase che li sta angosciando ” il mondo sta per finire” “il mondo è malato” e noi con lui con gli effetti collaterali che si chiamano cancro e tante altre patologie. Come si fa a pensare al futuro, a creare dei progetti sapendo che c’è sempre meno tempo? …è angosciante. Qui sembra sentire la risposta “vabbuòeh cammà fa!!”…“vulisscagnà o munn?”…”ormai è tardi ““nel frattempo io continuo a fare quello che mi pare “ E’ proprio per questo che il mondo finirà, perché nessuno vuole cambiare le cose. “Il mondo che abbiamo creato è il prodotto del nostro pensiero. E dunque non può cambiare se prima non modifichiamo il nostro modo di pensare”. A. Einstein

Ora non è più Raffaella Scotti che creai post per sensibilizzare le persone, ora siamo TUTTI chiamati a fare qualcosa nel nostro piccolo e quando vediamo qualcosa di storto dobbiamo dirlo soprattutto a chi, con una divisa e con un dovere, deve farlo. Purtroppo sull’isola non abbiamo abbastanza controllo perché in pochi e associazioni al punto da garantire il rispetto di tutte le leggi.

La Legge regionale N°26 del 09.08.2012e la venatoria 2019/2020 della regione Campania, fa capire come molte cose ad ischia( che è un S.I.C. sito importanza comunitaria) sono difficili da rispettare per i cacciatori. Anche se non abbiamo “zone umide”, abbiamo sorgenti ed il piombo( materiale pericolosissimo per la salute) resta lì per annicome ritrovato nel canyon Olmitello ; anche se abbiamo avuto molti incendi non è stata vietata la caccia in quei luoghi ; anche se siamo una rotta migratoria di grande importanza segnalata sulle mappe campane, molte persone si appostano proprio nei corridoi di arrivo; anche se è stata fatta per un periodo di tempo una zona di tiro al piattello questi furono i risultati. Alcuni cacciatori mi hanno dato la loro disponibilità per vigilare maggiormente su queste cose, altri mi hanno minacciata, offesa e derisa… mancando l’obiettivo. Bastava guardare in alcuni dei loro profili per scoprire foto di persone che si puntano l’arma in faccia per gioco equesto varrebbe il ritiro del porto d’armi.

Molte persone hanno accusato tutti i cacciatori genericamente e anche in modo violento ed alcuni hanno risposto con lo stesso tono, cosa che nel mio messaggio era chiaro il contrario. “La testa : c’è chi l’abbassa, chi la nasconde, e chi la perde.Io preferisco chi la usa!”(R.L. Montalcini). Chiedevo solo di fare qualcosa insieme non mettendoci gli uni contro gli altri, visto il momento che stiamo vivendo, la poca Natura che resta da proteggere per consentirne un aumento e non una drastica diminuzione.Se insieme non si vuole allora ognuno difenda il proprio diritto e se si vuolevietare la caccia nei propri terreni basta chiuderli con una rete alta 1metro e 20 apporre la tabella di fondo chiusoe inviare la comunicazione a comune e/o regione (legge 157/92 art.15). Ci sono proposte attualmente presentate da più senatori che chiedono l’abolizione dell’ art. 842 c.c. che permette ai cacciatori l’ingresso in proprietà private. Non ho bisogno di like , ho bisogno di vedere un posto migliore. E’ lo stesso posto che vedono i bambini e i giovani almeno a loro diamo ancora speranza ….che quella è l’ultima a morire.

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