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LE OPINIONI

«La sua guida ci aiuterà a rinnovare la vocazione all’accoglienza»

Il testo del discorso pronunciato – a nome di tutti i sindaci isolani – ieri pomeriggio a Ischia Ponte da Enzo Ferrandino in occasione dell’ingresso in Diocesi del nuovo vescovo

Eccellenza Reverendissima, fedeli e sacerdoti dell’antica e prestigiosa Diocesi di Pozzuoli, venuti per accompagnare il Vostro e il Nostro Vescovo oggi a Ischia, fedeli della Chiesa che è in Ischia ed ospiti graditi della nostra isola, quale Sindaco del Comune di Ischia, dove ha sede storica la Diocesi che comprende i Decanati di Barano d’Ischia e Serrara Fontana, Casamicciola e Lacco Ameno, Forio ed Ischia, sento di esprimere -a nome delle amministrazioni di tutti i Comuni dell’isola e delle comunità locali- i più fervidi auguri per l’ingresso in Diocesi di Sua Eccellenza Mons. Gennaro Pascarella e per l’inizio del Suo Ministero Episcopale sulla nostra isola. In questo momento di festa, sento di rivolgere i più vivi sentimenti di stima e gratitudine a Sua Eccellenza Mons. Pietro Lagnese -da alcuni mesi- nuovo Vescovo di Caserta, che ha guidato la nostra Diocesi per nove anni, con mano ferma e slancio pastorale. Lo stesso slancio che avrà, ne siamo certi, per la sua nuova comunità casertana. L’arrivo sull’isola di Sua Eccellenza Mons. Pascarella, chiamato da Papa Francesco ad essere Vescovo di Ischia oltre che di Pozzuoli, è un evento che alimenta speranza e rassicura, sia la comunità dei fedeli che le istituzioni civili.

Sua Eccellenza è preceduto dalla fama di Pastore e di Vescovo aperto alle ‘cose nuove’, gentile ed affabile, dotato di una grande carica di umanità, sempre pronto ad accogliere e ad ascoltare, come ha già ribadito nella prima lettera che ha voluto rivolgere, subito dopo l’annuncio della nomina, alla comunità isolana. Ischia è un’isola, e come tutte le isole è un luogo nello stesso tempo affascinante ma anche assai particolare. Per chi se ne allontana raramente, o per chi la ama visceralmente, può essere considerata come una delle isole più belle del mondo. Sua Eccellenza -che un po’ già la conosce- troverà in questa isola, alcuni fra gli angoli verdi più belli del pianeta, disseminati fra tutti e sei i nostri comuni, ciascuno a suo modo unico e di grande suggestione. L’ha già accompagnata, nella sua bella traversata dal Golfo di Pozzuoli, l’intenso azzurro del nostro mare, appena increspato dalla brezza che soffia, alle porte di una nuova estate oramai prossima.

Ma Ischia non è solo mare e paesaggi. L’isola è soprattutto sei comunità, o anche più di sei, tante quanti sono i nostri campanili e le nostre frazioni, comunità numerose, intraprendenti, a volte divise, come accade in quei luoghi del mondo in cui si è in tanti, su di un posto circondato dal mare, per quanto grande e bello possa essere. Sono certo che la Sua disposizione all’ascolto e la Sua comprensione, saranno per tutti noi motivo per ritrovare le ragioni che ci uniscono, piuttosto che le cose che ci dividono. Veniamo tutti da un anno difficile. La pandemia globale da COVID 19 non ha risparmiato questi luoghi meravigliosi; la stessa Chiesa di Ischia, fra i propri parroci e ministri dell’Eucarestia, ha offerto le sue vittime alla pandemia.

Anche la comunità civile è stata duramente colpita dalla scomparsa dell’Ing. Giovanni Buono, Sindaco di Ischia dal 1994 al 1998 e del Dott. Giuseppe Ascione, Medico anestesista che ha sfidato la malattia per essere vicino ai suoi pazienti, e l’isola si è stretta in un abbraccio corale ai familiari di tutte le vittime più o meno anziane che, da ogni comune dell’isola, dalla Residenza Sanitaria Villa Mercede di Serrara Fontana e dall’Ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, purtroppo ci hanno lasciato. A tutti loro, nessuno escluso, va il nostro ricordo sempre vivo e l’affettuosa vicinanza alle loro famiglie.

Tutti noi speriamo di esserci finalmente lasciati alle spalle, un anno difficile, in cui anche la Chiesa di Ischia attraverso la Caritas Diocesana e il Centro Papa Francesco, oltre alle amministrazioni di tutti e sei i comuni, hanno cercato di essere vicine alle persone più fragili colpite dalla crisi economica derivante dalla pandemia. Eccellenza, siamo certi che la Sua guida paziente e il suo sorriso aperto che ci ha mostrato fin dall’ approdo sul pontile all’ombra del Castello Aragonese, ci aiuteranno a riscoprire la nostra vocazione all’accoglienza, quell’invito rivolto a tutti noi, il 5 Maggio del 2002 dal Santo Padre Giovanni Paolo II in visita -su invito del Vescovo Mons. Filippo Strofaldi di venerata memoria- alla Diocesi di Ischia, alla quale il Papa Santo rivolse l’accorato appello “Ascolta, Accogli, Ama”. Eccellenza, Ella viene nella Sua nuova Diocesi rimanendo anche Vescovo della bella e antica Diocesi di Pozzuoli alla quale ci accomunano le origini greche della colonizzazione del Mediterraneo, per essere stata anch’essa fondata dai greci di Samo nel VI secolo a.c., come avvenne per la più antica Pithecusa, l’odierna Lacco Ameno, fondata dai Greci d’Eubea nell’VIII secolo a.c.

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Ma Sua Eccellenza approda anche su un’isola che è stata straordinaria fucina di tanti uomini di Chiesa, offerti alla loro missione dal popolo fedele di Ischia, che spera e prega di rimanere sede della Curia della sua piccola e antica Diocesi. Sento il dovere di ricordare per tutti, alcuni grandi Vescovi e uomini di Chiesa vissuti nel secolo scorso, che hanno avuto i loro natali nell’isola di Ischia: Mons. Giovanni Regine che dalla natia Forio divenne Arcivescovo di Trani e Barletta, Mons. Giovanni Onorato Carcaterra dell’ordine dei Frati Minori, che fu Custode di Terra Santa a Gerusalemme, il Cardinale Luigi Lavitrano che dalla natia Forio elargì i tesori della sua cultura nella città di Palermo di cui fu Arcivescovo per oltre 17 anni, Mons. Giovanni Scotti che dalla natia Piedimonte in Barano d’Ischia, divenne poi Vescovo di Cariati e Arcivescovo di Rossano Calabro e Mons. Agostino D’Arco che dalla natia Campagnano di Ischia, fu poi Vescovo di Castellammare di Stabia dove è tuttora sepolto nella Cattedrale.

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Nel ricordo di questi uomini di Chiesa che hanno dato lustro alla comunità isolana, cui si aggiunge la memoria del venerabile Parroco Morgera di Casamicciola che tanto si prodigò per il suo paese colpito dal terremoto, tornato a ferire il paese il 21 agosto del 2017, sento di augurarLe che sotto la Sua guida paterna, la nostra isola possa davvero crescere nella carità, nell’accoglienza, nel recupero dei valori della convivenza civile e si dimostri sempre pronta a costruire ponti, per camminare insieme. Eccellenza, Ella ha già il suo motto episcopale: CREDIDIMUS CARITATI. “Crediamo nell’amore”. Speriamo che possa diventare una fonte di ispirazione per tutti noi ischitani, affinché con il Suo aiuto, l’isola possa crescere nella carità, che non è mai la pietà di chi è sazio, ma un dovere sociale che ci chiama tutti a condividere il molto o il poco che abbiamo ricevuto. Auguri Eccellenza e Benvenuto tra noi!

Il Sindaco di Ischia

a nome dei Sindaci di tutti i comuni dell’isola

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