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La Terza Casamicciola: più forte, più bella.

Di Giuseppe Mazzella

PREMESSA – “Il tempo lungo è una guida fallace per gli affari correnti: nel tempo lungo siamo tutti morti”. E’ una espressione molto nota di John Maynard Keynes (1883-1946) che scelsi come epigrafe del mio libro “ Ischia, luci e ombre sullo sviluppo” – il sistema economico-sociale dell’isola d’ Ischia: dall’ espansione selvaggia (1970-1974) al tempo della globalizzazione (2002-2010). Nel 2010 i 4  Istituti Superiori dell’ isola d’ Ischia avevano una popolazione scolastica di 3.272 alunni. I diplomati furono 511. Alla Camera di Commercio di Napoli erano iscritte 1.784 imprese di cui 853 tra alberghi e ristoranti. La Forza lavoro disponibile era di circa 14mila iscritti al Centro per l’Impiego ex-Collocamento di cui 9.450 comunitari e 821 extra-comunitari. Gli inoccupati o  disoccupati storici erano circa 4mila. La ricettività alberghiera ed extra-alberghiera ufficiale era di 23.717 posti-letto.

Casamicciola registrava 3.742 posti-letto, 67 alberghi,19 attività extra-alberghiere. In termini quantitativi Casamicciola occupava il terzo posto fra i sei Comuni dell’ isola per ricettività turistica. Ritenevo – ma già da molti anni – che Casamicciola fosse l’area industriale in crisi perché il suo  termalismo ottocentesco non era più competitivo, perché proporzionalmente alla sua ricettività aveva un sistema infrastrutturale (spazi verdi,parcheggi, spazi chiusi pubblici, vie e piazze) scadente ed insufficiente, perché presentava, proprio al centro costruito dopo il terribile terremoto del 28 luglio 1883, la “grande ferita” nel sistema produttivo e nella vivibilità civile dell’abbandono del maestoso complesso del Pio Monte della Misericordia, perché la sua economia prevalentemente termale si stava trasformando in “portuale (commerciale e turistica) ed il Porto stava diventando la sua struttura più importante.

Da qui la proposta di una “Coesione economica e sociale dell’ isola di  Ischia” che  poteva e doveva avere una Unità Amministrativa rappresentata dal Comune Unico alla luce dei poteri locali decentrati ed affidati al Comune prima con la legge 142/90 poi con il Testo Unico degli Enti Locali del 2000. La Coesione significava l’avvio di una Programmazione Economica non solo di una Pianificazione Territoriale essendo due aspetti di una sola medaglia. Bisognava trovare nel Testo Unico degli Enti Locali  le indicazioni, le possibilità, gli strumenti – tutti previsti – per un nuovo modello di sviluppo essendo il sistema economico “ipermaturo” e non essendo la curva dello sviluppo esponenziale ma logistica questo sviluppo – ma già da almeno un decennio – cominciava ad andare in crisi anche perché era stata perduta la rendita di posizione del mercato turistico tedesco che aveva caratterizzato il nostro turismo per almeno trent’anni.

Non è stata avviata né la Pianificazione Territoriale attiva con un Piano Regolatore Generale (Generale  lo chiamava la Legge perché non doveva essere solo di fabbricazione ma doveva comprendere l’ economia e la finanza) né la Programmazione Economica nemmeno quella che il prof. Carlo Trigilia nel suo sviluppo locale chiama strategica cioè nata volontariamente tra soggetti pubblici e privati senza alcuna imposizione di Legge. L’ isola d’ Ischia mi appariva – per le comparazioni con le altre località della Provincia di Napoli che avevo avuto modo di apprendere negli anni ‘ 90 con le iniziative di rilancio del Presidente della Provincia di Napoli, Amato Lamberti – esempio paradigmatico di un unico sistema locale di sviluppo da difendere e potenziare con settori diversi (mare, terme, colline, porti turistici, agricoltura, buon food etc.) in modo da farlo  polivalente ed in grado di avere un turismo nazionale ed internazionale esteso a tutto l’ arco dell’anno.

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IL TERREMOTO DEL  21 AGOSTO 2017  E LA RICOSTRUZIONE SPONTANEA

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Il terremoto del 21 agosto 2017 –  i cui aspetti scientifici, storici, economici e sociali ho cercato di sintetizzare con il mio instant book “I sei secondi che sconvolsero Ischia” –  ancora una volta vede al centro Casamicciola per la sua particolarità geofisica e colpisce Casamicciola in un momento di crisi economica o di recessione o di riconversione spontanea della sua economia. Quale è stato l’effetto del terremoto sulla sua economia? Come ha reagito il suo armamentario industriale e commerciale? Il colpo distruttivo è stato ENORME dal punto di vista sociale: circa 2500 sfollati, circa mille edifici colpiti,un’area di circa 3 Km2 dei complessivi 6 del suo territorio sono allo stato da considerarsi area indisponibile ad insediamenti intensivi. La sua popolazione è di fatto scesa a circa 6mila abitanti dagli oltre 8 mila. Tutti gli edifici pubblici – soprattutto i 5 plessi della scuola dell’ obbligo la cui competenza per l’ edilizia  è del Comune – sono inagibili. Ad un anno dal sisma nemmeno le macerie sono state tolte dalle strade nell’ area epicentrale ( Majo, La Rita, Purgatorio, strada Borbonica, Fango) mentre impalcature in legno e ferro dovrebbero difendere altre strade e piazze e piazzette. Nemmeno il terremoto ha imposto l’avvio della Pianificazione Territoriale pur prevista da una legge regionale del 2004 che di rinvio in rinvio a spostato al 31 dicembre 2018l’ adozione del Piano Urbanistico Comunale (PUC) come è stato con un nome nuovo chiamato il Piano Regolatore Generale (PRG).  E’ probabile o un terzo commissario o una nuova proroga della leggina regionale. Lo  Stato di emergenza è stato prorogato per altri sei mesi. Poiché non ci sono Piani e Programmi in giro e con probabilità di attuazione è probabile che l’  emergenza durerà a lungo. Casamicciola dovrà abituarsi ad una nuova provvisorietà. Dopo il 1883 nacquero i rioni baraccati e divennero definitivi. Questa volta la ricostruzione è più complessa.

In attesa di una ricostruzione pubblica è stata avviata una ricostruzione spontanea. Centinaia di cittadini hanno aggiustato la loro casa, soprattutto nelle aree verdi, senza aspettare i provvedimenti del Governo con ipotetici contributi.Qualcuno ha addirittura contratto mutui pesantissimi – 100-150mila euro – per  mettere in sicurezza la propria casa con un indebitamento generazionale.  Altrettanto hanno fatto strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere. L’intervento di messa in sicurezza più imponente è stato quello dell’ Albergo Terme Gran Paradiso di Nicola Lombardi e soci. Questa ricostruzione spontanea delle strutture ricettive ove possibile perché a  sufficiente mitigazione sismica ha fatto sì che 83 strutture turistiche siano state attive per il 2018 mentre le non attive sono state 21. In percentuale circa il 25% della ricettività è stata ferma. Dai dati statistici – in allegato a questa nota – emerge che Casamicciola oggi pur colpita dal terremoto dispone di 3.406 posti letto con una sospensione di soli 419.

Dai dati emerge chiaramente che in una praticabile “Programmazione Processo” – quella che la Legge impone ai Comuni insieme all’ approvazione del Bilancio con il Documento Unico di Programmazione (DUP) –  in questa fase di Ricostruzione Casamicciola non ha bisogno di ulteriori strutture ricettive. Ha bisogno di adeguare la sua dotazione infrastrutturale (parchi, giardini, etc.) ad un sufficiente sistema ricettivo dove le attività commerciali devono trovare reddito di impresa.

Da qui la proposta di avviare un Piano Urbanistico Comunale partendo dall’ area della “Riviera di Casamicciola & Piazza dei Bagni 1588” con l’utilizzazione  per una nuova missione storica del complesso del Pio Monte della Misericordia destinato non solo a centro polivalente ma anche ad insediamenti residenziali. Questo progetto sarà preparato da Gino Barbieri e da me con l’ausilio di un architetto e presentato alla pubblica opinione prossimamente. Avrà i riferimenti di legge vigenti e di finanziamenti possibili. Tutto impostato  sui tempi brevi di una Ricostruzione  fondata su una Pianificazione a TAPPE.

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