INCHIESTE

La testimonianza «Che odissea ottenere il medico per mio figlio appena nato»

Cinzia e Sergio sono i genitori del piccolo Marco a quale non è stato assegnato il medico specialista. Il numero di pediatri a Ischia da 10 sono passati in pochi anni a 7. Le famiglie spesso devono optare per visite private a pagamento o per il pronto soccorso dell’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno

Cinzia è una neo mamma e da oltre tre mesi ha partorito un bellissimo bambino di nome Marco. E’ nato 3,8 kg, due occhi azzurri come il mare e ha scambiato il giorno per la notte. Ma la mamma non sa che l’inizio della sua odissea è prossima. Il papà di Marco va all’Asl per farsi assegnare il pediatra di base e qui la storia inizia con un fatto che non si aspetta: «mancano i pediatri, signore mi dispiace ma suo figlio non può avere il medico». Il papà non risponde, è talmente incredulo che torna a casa quasi come se fosse stato bastonato. Marco, neanche è venuto al mondo, già deve affrontare problemi. Ma papà Sergio non si scoraggia e decide di ritornare nella sua Asl di riferimento dove scopre che il pediatra non può essere assegnato al figlio in quanto in tutta l’isola sono già pieni. Niente pediatra, dunque.

Dunque papà Sergio, ci spieghi cosa è successo

«Qualche giorno dopo che mia moglie ha partorito sono andato all’Asl di Ischia per l’assegnazione del medico di base e qui sono iniziati i problemi. In maniera brutale mi hanno detto che il medico di base non poteva essere assegnato in quanto erano tutti al limite di numero. Dopo qualche giorno ritorno all’Asl per capire meglio e per cercare di ottenere il medico per mio figlio. È impensabile e impossibile che l’ASL non può occuparsi dell’assistenza sanitaria di mio figlio Marco».

Quindi suo figlio è senza pediatra di base

«L’Asl mi ha detto vada da un medico e si faccia certificare che lo può inserire tra i suoi assistiti. Magri, chieda al medico stesso di togliere qualche bambino di 13 anni e aggiungere suo figlio tra i propri pazienti. Inoltre, sempre all’Asl mi hanno detto che stanno ipotizzando di far curare i bambini che rimangono privi di assistenza dai medici generici (per adulti), i quali però sono privi di competenze specifiche in ambito pediatrico.Assicurare l’assistenza sanitaria attraverso i medici di base comporta gravissimi rischi non soltanto per mio figlio ma credo anche per i medici chiamati ad assumersi enormi responsabilità».

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Quindi come farà?

«Ho dovuto fare visite private per mio figlio, pagando e in più casi sono andato in ospedale anche per un colichetta e una febbre alta. Insomma una cosa assurda, impensabile, senza senso e di una gravità inaudita. In un paese come l’Italia non posso accettare una situazione del genere. E’ diventata un’odissea. Mia moglie è spaventata e io sono scoraggiato. Vorrei fare un appello se mi dà l’opportunità».

Certo, a chi vuole fare l’appello?

«Vorrei chiedere al direttore generale dell’ASL Napoli2 Nord, D’Amore di intervenire su questa vicenda. Il mio appello è al professionista D’Amore e al padre D’Amore di intervenire su questa vicenda e di trovare una soluzione in tempi brevi in modo che noi genitori viviamo con più serenità. Noi siamo diventati genitori per la prima volta e può immaginare che le ansie si raddoppiano non avendo esperienza».

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