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La tournee del duo pianistico Monti – Bianco in Cina, emozioni a fiori di pelle

di Isabella Puca

Ischia – Shanghai, Yueyang, Nanjing, Jiayin, Dongguan e poi di nuovo Shanghai sono state queste le tappe della tournee del duo pianistico Monti – Bianco che ha raggiunto con la sua musica il lontano Oriente. Partiti lo scorso 30 marzo, Fabio e Federica, coppia al piano e nella vita, hanno vissuto emozioni intense raccogliendo gioie e grandi soddisfazioni, «è stata una tournee che ricorderemo per sempre  – ci raccontano – e  che ci ha insegnato più di quello che si possa immaginare. Ci siamo avvicinati a una cultura per noi praticamente sconosciuta, ma con grande stupore, nelle città e nei teatri in cui abbiamo suonato, non eravamo affatto sconosciuti anzi, conoscevano il nostro passato musicale e i nostri progetti futuri; conoscevano il nostro nome». Nonostante fosse la loro prima volta in Cina, l’accoglienza e l’entusiasmo dimostrato dal pubblico è stato lo stesso che qui in Italia riserviamo a famosi attori del cinema. «Tutto ci aspettavamo ma non questo. Al nostro ingresso in teatro c’erano file interminabili e, alla fine dei concerti, venivamo letteralmente invasi dal numerosissimo pubblico entusiasta che ci aspettava per autografi e foto. É stato tutto davvero incredibile».  Il primo concerto si è svolto nella città di  Changsha, nella splendida “Changsha Concert Hall”, e sin da subito il confronto con la cultura musicale italiana è stato inevitabile; più di mille i posti delle sale e quasi sempre erano tutti prenotati. «Le splendide sale dei teatri  erano gremite di pubblico, strapiene, una situazione non facile da vedere qui in Italia. Il pubblico, poi, è stato un’ altra grande  sorpresa per noi; in Italia di solito i musicisti, sia in sale da concerto che in Teatri, sono abituati a vedere un pubblico, in media, totalmente over 50, per non dire molto in più. É assolutamente il sinonimo di Musica Classica come Musica Vecchia che esiste nella nostra nazione. In Cina, oltre chiaramente a intenditori del settore, c’erano musicisti, giovani e pubblico più maturo,  è naturale per la loro cultura portare tutta la famiglia ai concerti, compresi figli piccoli e adolescenti, questo perché la musica classica è vista come altamente formativa ed educativa per la crescita dei giovani. In questo c’è tanto da imparare per la nostra Italia». Fortemente diverso lo stile di vita dei cinesi; per loro il ritmo lavorativo va avanti per 24h e ogni angolo, ogni monumento è un qualcosa da valorizzare. «É un popolo che mostra rispetto e orgoglio per ogni cosa – hanno continuato a raccontare –  grande o piccola  dei propri luoghi. È strana la sensazione, ma pensando al nostro paese e nello specifico alla nostra Isola, tutto ciò ci faceva sorridere. Ogni angolo, ogni scorcio, i nostri luoghi più significativi e rappresentativi,  il nostro mare, la montagna, tutto è bellezza pura e non costruita, qualcosa d’ imparagonabile». Il loro è un racconto emozionante di una tournee che è forse difficilmente ripetibile, ma è di quelle che resta impresse nel cuore e nella mente, «le emozioni vissute sono davvero tante,  ma  come sempre, per un musicista, gli attimi di silenzio  prima dell’ ingresso sul palco racchiudono un mondo di emozioni inspiegabili. Il rumore dei  propri passi prima dello scrosciante applauso del pubblico che ti accompagna al Pianoforte… questo è ciò che non cambia mai in qualunque parte del mondo  tu sia, lontano  o vicino,  sarà sempre indescrivibile e incancellabile».

 

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