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La tragedia dimenticata del Monte Vezzi del 30 aprile 2006

Quando l’ultimo grave terremoto con crolli e lesioni delle abitazioni di Casamicciola Terme-Lacco Ameno-Forio delle ore 21,57 del 21 agosto scorso ha messo in moto la macchina dei salvataggi, recuperi morti e feriti, i sopralluoghi hanno evidenziato la gravità della scossa con epicentro proprio sotto il Maio, ove anche il figlio dello scrivente Giuseppe e famiglia -con due bambini- si è miracolosamente salvato, come tanti altri, dal crollo della casa dei suoceri ove abitava in Via Serrato. I senza casa ormai sono circa millecinquecento e, come al solito, è partita anche la macchina mediatica delle “passerelle”con pose e promesse, come già altrove per l’Italia. Primo diritto è la casa, l’alloggio, quando le intemperie invernali e le necessità faranno sentire particolarmente il bisogno. E sulla nostra isola viene in mente la TRAGEDIA DIMENTICATA DEL M. VEZZI E LE SEI FAMIGLIE SFOLLATE CHE TUTTORA ALLOGGIANO IN CONTAINERS in Via Michele Mazzella. Quella tremenda tragedia -a causa della frana da nubifragio alle ore 7,30 del 30 aprile 2006- è ricordata fortunatamente solo nell’aiuola del Monumento ai Caduti adiacente la storica chiesetta di San Girolamo con una bella e commovente lapide in ceramica (foto) con un pensiero della Santa Madre Teresa di Calcutta e i nomi dei morti uccisi dalla frana staccatasi dal monte ogni anno arso da incendi dolosi che vengono spenti dagli elicotteri ovviamente con acqua marina che forma poi un’arida crosta salmastra: comportamenti dolosi e chiaramente criminali, di cui si sussurrano nomi, ma non si hanno le prove richieste.

La lapide -voluta dal “Comitato Spontaneo Ischia” guidato da Ennio Anastasio e dalla generosa onnipresenza di Gennaro e Domenico SAVIO, rispettivamente figlio e padre- fu inaugurata e scoperta un paio d’anni fa dalla vedova Orsola Migliaccio (si salvò con la nipotina Stella di tre anni), alla presenza del dinamico Assessore Avv. Isidoro Di Meglio in rappresentanza del Comune d’Ischia che aveva assicurato il positivo andamento dell’iter burocratico per superare la solita e ben nota burocrazia ! Persero la vita Luigi Buono di 53 anni (marito di Orsola) e le figlie Anna di 18, Maria di 17 e Giulia di 13: alla presenza di tutte le Autorità civili, militari e del Volontariato intervennero gli alunni della Scuola Media Statale d’Ischia con la Preside Lucia Monti, che ricordò la piccola Giulia allieva della Scuola e la responsabilità delle Istituzioni in merito al dissesto idrogeologico. I medici Vito Buono e Raffaela Rita Di Scala (pediatra) ricordarono i momenti concitati all’arrivo sul luogo della immane tragedia sul villaggio vicino ai Pilastri. Dimenticata dagli uomini, non da Dio: “l’oppressione dei poveri -secondo il Catechismo Cattolico- è uno dei quattro peccati che grida vendetta al cospetto di Dio”.

 

DIES  DOMINICA – 22ESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Stasera dalle ore 18, primo sabato del mese di settembre (nel ventunesimo anniversario), CENACOLO MENSILE MARIANO presso la Parrocchia di San Rocco a Barano centro con Adorazione eucaristica-S.Rosario; alle 19 S. Messa con tradizionale Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria e abituale diffusione del Messaggio della Regina della Pace da Medjugorje “continuazione e realizzazione di Fatima”(Papa San Giovanni Paolo II).

Nella prima Lettura dal libro del profeta Geremia (20, 7-9) avversato e contraddetto nella sua missione di portatore della parola di Dio, il profeta sarebbe tentato di ritirarsi. L’obbrobrio e lo scherno lo avvilisce e lo esaurisce. Ma l’attrattiva del Signore, la sua chiamata, è più forte del proposito di abbandonare tutto. Nella seconda Lettura dalla lettera di san Paolo ai Romani (12, 1-2) l’apostolo scrive che non basta una celebrazione della liturgia, una memoria del sacrificio di Cristo, se poi non ne è toccata la vita. L’apostolo Paolo vede il sacrificio nella dedizione di tutti noi stessi a Dio “ad offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale”. Nel Vangelo di san Matteo (16, 21-27) il linguaggio della Croce e la prospettiva che il destino di Cristo ne sia contrassegnato, appare insopportabile a Pietro, il quale reagisce con fermezza: “Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai”. Ma è il disegno di Dio, per strano che possa sembrare; e chi vi si opponga, chi metta degli intralci, è giudicato da Gesù come un Satana: “Lungi da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. E aggiunge per tutti i suoi discepoli: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua…chi perderà la propria vita per causa mia la troverà…qual vantaggio avrà l’uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà la propria anima? O che cosa l’uomo potrà dare in cambio della propria anima? Il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni”.

 

SAMUEL (10.08.2017)

Io verso foce di vita

ho preso ancora in braccio

Samuel la sua nuova sorgente

-lo guardo e scruto criniera scura-

quinto nipotino dalla vita del Divino

e consacrato va come tutti al Destino,

retaggio di dono ardito a mia famiglia,

che -Kyrie elèison- alimenta il Mistero.

Fragile armonia di pie canne d’organo,

pur nell’arido tempio sospesa di stupore,

a Samuel remoto profeta fedele ‘giudice’,

a patriarca pasquale faretra ricca frecce.

Su fogli candidi disposti da Cristo Divino

il neonato scrive dal suo tenero vagito:

“Dalla bocca dei bambini e dei lattanti

ti procuri, o Signore, la tua lode”.

Così parlò il Salmo e Verbo Piccino.

Io debole ascolto e sincero.

 

A cura del professor Pasquale Baldino, responsabile diocesano Cenacoli Mariani, docente Liceo, poeta (e-mail: prof.pasqualebaldino@libero.it)

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