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La triste agonia della Salute Mentale sull’isola

di Sara Mattera

E’ passato quasi un mese ormai da quando il Comune di Ischia, inoltrando un ricorso al Tar, ha dichiarato guerra all’Asl con l’obiettivo e anche la speranza di riuscire, tramite la giustizia amministrativa, ad annullare la delibera che il 10 Settembre scorso ha smantellato definitivamente la Sir isolana, la struttura residenziale  che ospitava giorno e notte i pazienti psichiatrici, trasformandola in una comunità alloggio. L’ultimo atto di una serie scellerata di scelte, compiuta dall’Asl Napoli2 Nord che ha portando all’inesorabile declino del servizio di assistenza sanitaria dell’ormai ex Centro di Salute Mentale di Ischia, cominciato con la chiusura della storica Villa Orizzonte, in quel di Barano, lo scorso anno. E, mentre si aspetta di sapere quali saranno gli esiti del ricorso al Tar e delle manovre attuate dal nuovo Commissario straordinario dell’Asl Napoli2 Nord, Antonio D’Amore, la situazione dei pazienti psichiatrici rimane ancora molto precaria. Come abbiamo già scritto in diverse occasioni, da quando la Sir, è stata sostituita con una comunità alloggio,  molti dei pazienti psichiatrici in cura presso la struttura isolana, sono stati trasferiti sulla terraferma in strutture locate tra Napoli e Pozzuoli, dove, però, l’assistenza fornita loro non sarebbe delle migliori. «A volte- ci racconta un operatrice sanitaria che da diversi anni lavora nella Sir di Ischia-i pazienti ci chiedevano qualche sigaretta e noi gliele davamo, però sempre in maniera molto controllata, due o al massimo tre al giorno. E’ capitato che uno dei nostri pazienti è stato trasferito in una struttura a Napoli e, un giorno, ha chiesto agli operatori in sede, delle sigarette e loro gli hanno messo in mano un intero pacchetto. Non essendo controllato, quindi, ha fumato tutte le sigarette in poche ore e per questo motivo, la sua situazione respiratoria, già complicata, ha finito con l’aggravarsi ed è stato ricoverato per diverse settimane in un ospedale a Napoli. Certo non è detto che sia stato solo a causa di questo episodio che la  sua salute si è aggravata, ma certamente, da quando diversi pazienti sono stati trasferiti, i loro famigliari si lamentano che non sono seguiti bene come lo erano qui ad Ischia».  Ed, infatti, molte sono le famiglie che, a buon ragione, non hanno gradito il trasferimento dei loro cari in cura in altre strutture sulla terraferma, non solo perché, a quanto pare, i pazienti non sono controllati bene, ma anche perché sono state costrette a sobbarcarsi anche delle spese del viaggio in aliscafo verso Napoli per poterli andare a trovare.  Se, comunque, i pazienti che sono stati trasferiti hanno subito un aggravarsi del loro stato clinico, legato anche ai repentini cambiamenti che si sono verificati nell’ultimo anno, anche quelli rimasti sull’isola non se la passano altrettanto meglio. Dopo l’incendio di Villa Stefania a Casamicciola, che aveva ospitato i pazienti psichiatrici dopo l’improvvisa chiusura di Villa Orizzonte, motivata dai vertici dell’Asl da esigenze di contenimento delle spese, molti di loro oggi risiedono a Villa Osiride, dove però la struttura non, adibita ovviamente per ospitare chi ha deficit cognitivi, non sarebbe a norma di sicurezza. Ecco perché, da diversi mesi, si sta cercando una struttura che sia più idonea a potere ospitare i pazienti e che sia, inoltre, anche adatta per poterla inserire nelle future gare d’appalto per la Sir. A tale proposito si era, forse, riusciti a reperire una struttura locata nel Comune di Casamicciola, ma risposte in merito si avranno, forse, probabilmente solo prima di Natale. Nell’intrigata e triste vicenda dei pazienti dell’Ex Centro di Salute Mentale di Ischia, però ci sarebbe, ora, un aspetto ancor più controverso. Da quando è stata firmata la delibera del 10 Settembre dall’ ormai ex commissaria dell’Asl Napoli2 Nord, Agnese Iovino, non solo si è messo fine ad uno dei servizi sanitari, rinomato da oltre 20 anni, per la sua eccellenza, ma la stessa Asl avrebbe cominciato a richiedere somme esorbitanti per mantenere i pazienti psichiatrici nelle strutture. Circa 1500 euro, una cifra che questi pazienti e le loro famiglie non possono permettersi, non solo, però, perché la pensione di invalidità che essi percepiscono non è molto alta, ma anche perché, stando a quando ci è stato riferito, la stessa Inps, avrebbe congelato a molti dei paziente parte del loro assegno. «L’inps- ci racconta la nostra interlocutrice- non da ai pazienti tutta la somma della pensione di invalidità che essi ricevono, perché dice che non ne hanno bisogno in quanto l’Asl fornisce loro vitto e alloggio.  Una parte dei loro soldi quindi viene congelata, ma anche se ricevessero l’intera cifra, questa non basterebbe a coprire i costi che la Asl richiede».Costi che, a quanto pare, la Asl, non potendo, quindi richiederli alle famiglie dei pazienti, ha provveduto poi a chiederli allo stesso Comune di Ischia, il quale, avrebbe, anche per questo motivo, proceduto al ricorso al Tar. E non a torti, dato che il servizio di assistenza ai pazienti ricoverati presso il centro di salute mentale dovrebbe essere garantito, almeno in parte, dallo Stato.  E, in queste situazione, comunque, a pagare le conseguenze del commissariamento della ex giunta di Caldoro, sono anche gli stessi operatori socio-sanitari. Alcuni di loro, infatti, non solo sono stati trasferiti in strutture sulla terraferma, tra Pozzuoli, Napoli e Frattamaggiore, ma, percependo uno stipendio più basso, sono stati costretti a fare fronte pure alle spese per l’affitto di un nuovo alloggio. Quelli rimasti sull’isola, invece, si ritrovano a dover seguire più pazienti contemporaneamente con turni ancora più stressanti e massacranti di prima.  « Adesso capita che uno solo di noi- ci dice l’operatrice sanitaria- deve seguire anche dieci pazienti alla volta anche per più ore di fila. E’ una situazione davvero pesante. La Asl togliendoci la Sir voleva risparmiare, ma in realtà  trasferire i pazienti a Napoli è venuto a costare il doppio dato che questa manovra ha implicato molte più spese di quante ne richiedeva tenere la struttura sull’isola». E se le scelte  della precedente amministrazione dell’Asl Napoli2 Nord,  sono state alquanto scellerate, però, ora sembra che si scorga un barlume per il futuro della Salute Mentale. Infatti, nei giorni scorsi il neo commissario dell’ Asl, D’Amore, nominato lo scorso Novembre ha, non solo emanato una delibera per la revisione dell’appalto della Sir di Ischia, ma ha anche istituito una commissione che dovrà occuparsi dell’organizzazione del dipartimento della Sanità Mentale che dovrà procedere alla nomina di un nuovo direttore del dipartimento al fine di ripristinare i percorsi assistenziali che, allo stato attuali, sono molto confusi e discutibili. Una speranza, quindi, seppure ancora piccola, per un futuro, nuovamente positivo,  in un orizzonte,  come quello attuale, sempre più nero nella storia del Centro di Salute Mentale isolano.

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