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CRONACA

La triste vicenda di Pasquale Sano in tribunale

La drammatica storia di un 74enne con problemi di mobilità che è stato costretto a rivolgersi alla giustizia per vedere riconosciuto un suo sacrosanto diritto

Questo nostro concittadino è Pasquale Sano. Disabile al 100%, abita al civico n. 6 di via Roma. 74 anni, problemi di mobilità, un rene asportato, 4 ernie al disco, un polmone perforato e problemi cardio vascolari avrebbero distrutto tutti, ma non lui che circondato dagli affetti dei figli e dei nipoti è riuscito ad andare avanti. Fino all’anno 2017 per salire e scendere dalla sua abitazione si è avvalso dell’ascensore in dotazione dell’Istituto Superiore Caracciolo. Dopo questa data al sig. Sano ne è stato impedito l’utilizzo per presunta mancanza di titoli ad usufruirne e/o per motivi di sicurezza, anche se l’impianto di sollevamento continuava e continua ad essere utilizzato dall’Istituto Superiore. Le attuali condizioni di salute non permettono al sig. Sano di poter salire e scendere le scale, senza enormi, avvilenti e sporadici aiuti lungo le scale ripide, tanto che il nostro concittadino si sente un recluso in casa e privato delle più elementari libertà personali, finanche della possibilità di recarsi a ricevere cure mediche. 

In questi due anni un rimbalzo di responsabilità, di silenzi assordanti, di mancanza di chiarezza, di ritardi incomprensibili, che hanno visto coinvolti l’Istituto Caracciolo, il Comune di Procida, la Città Metropolitana di Napoli. La verità è che oltre alla necessità di tutelare gli interessi primari della persona ed i suoi diritti alla mobilità ed alla salute si tratta di avere buon senso, buon cuore e rispetto per le persone diversamente abili. Ma finora nessun passo in avanti è stato fatto. Solo un pugno di carte prodotte e di riunioni che non hanno portato a nulla. Diritti negati, passaggi interdetti, pulsantiera dell’ascensore cambiata, titoli di passaggio messi in discussione, cancelli da sostituire mai più rimessi, pericoli di incolumità validi solo per alcuni. Insomma un ginepraio di cavilli per un caso assolutamente elementare.
Ebbene, in assenza di ogni esame di coscienza, l’amico Sano nei giorni scorsi è stato costretto a rivolgersi alla giustizia per vedere riconosciuto un suo diritto. Nei prossimi giorni si pronuncerà un giudice del Tribunale di Napoli sulla sua paradossale situazione. Noi avremmo preferito che fossero state altre le persone sensibili chiamate a porre fine ad una vicenda assurda e vergognosa. Ma sappiamo bene, e lo abbiamo sperimentato con i trasporti marittimi e terrestri, che se non si passa attraverso le denunce forti, non si ricava nulla e non si smuovono coloro che dovrebbero assicurare un vita dignitosa alle persone sfortunate e prive di mobilità autonoma. La settimana santa siano giorni di riflessione per tanti, ma soprattutto rappresenti elemento per rimuovere chiusure e sbarramenti, specie quando si tratta di ultimi ed indifesi cittadini. All’amico Pasquale Sano ovviamente auguriamo una serena Pasqua ma soprattutto di vincere la sua sacrosanta battaglia.

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